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Nuove tecnologie e futuro del lavoro rosa

14 Agosto 2019 · Maria Giovanna Arena · 3 min

Una ricerca di McKinsey mostra come l’AI e l’automazione porteranno alla scomparsa di molti lavori, creandone anche di nuovi. I rischi maggiori potrebbero essere per le donne, che hanno una minore presenza nei ruoli con elevato contenuto tecnologico. Luci e ombre delle nuove sfide

Come impatterà l’evoluzione tecnologica sul lavoro degli uomini e su quello delle donne? Secondo la ricerca The future of women at work: Transitions in the age of automation realizzata da McKinsey Global Institute (MGI) l’intelligenza artificiale (AI) e l’automazione porteranno alla scomparsa di molti lavori ma ne creeranno anche di nuovi: in questa fase di transizione i rischi maggiori potrebbero essere per le donne che hanno una minore presenza nei ruoli con elevato contenuto tecnologico.

Con un orizzonte temporale al 2030 vengono esaminate le economie di 10 paesi (6 maturi: Canada, Francia, Germania, Giappone, Uk, Usa e 4 emergenti: Cina, India, Messico e Sud Africa) che danno una rappresentatività di circa la metà della popolazione mondiale e del 60% del Pil globale). L’obiettivo? Capire quali sono le tendenze delle diseguaglianze di genere nel lavoro e nella società e porvi rimedio.

Per superare le tradizionali barriere allo sviluppo dei talenti femminili le autorità e le imprese potrebbero puntare sugli investimenti in formazione e sulle iniziative a sostegno dell’infanzia, ad esempio, oppure favorire l’accesso delle donne a internet mobile e competenze digitali nelle economie emergenti e, ancora, favorire l’impiego delle donne nelle professioni STEM (Science, Technology, Engineering and Mathematics) e nelle attività imprenditoriali.

Qualche numero: a livello globale, tra 40 e 160 milioni di donne (tra il 7 e il 24% delle occupate totali) potrebbero avere bisogno di cambiare occupazione entro il 2030, spesso in funzioni con maggiori competenze digitali e capacità di adeguamento alla crescente automazione dei compiti. Per gli uomini, invece, le percentuali dovrebbero variare tra l’8 e il 28%.

Gestire queste transizioni con successo potrebbe significare che molte donne sarebbero ben posizionate per un lavoro più produttivo e meglio retribuito, che consenta loro di mantenere o addirittura migliorare la loro quota attuale di occupazione. Altrimenti, se si mantiene l’attuale prevalenza maschile nei lavori hitech, dei nuovi posti di lavori che verranno creati il 58% sarà per gli uomini e solo il 42% per le donne.

Alcune evidenze – sottolinea ancora la ricerca di McKinsey – suggeriscono, inoltre, che le donne potrebbero veder cambiato dall’automazione il contenuto del proprio lavoro in misura maggiore rispetto agli uomini anche se non è detto che questa più potente spinta verso la sostituzione con attività meccaniche si tradurrà in un minor numero di posti di lavoro femminili.

L’impatto nel settore della finanza

L’automazione di alcuni compiti avrà un impatto significativo anche sulle professioni del mondo della finanza. Le previsioni sono basate sui dati Usa (2018 Us Bls) e mostrano che la prevalenza di occupazione femminile (cioè nei casi in cui è oltre il 60% del totale) attualmente è tra gli analisti di budget per i quali la percentuale del tempo che potrebbe essere automatizzato è pari al 24%, mentre per ruoli contabili e revisori è il 42% e per receptionists e addetti all’informazione il 74%.

Come potrebbero cambiare alcuni lavori della finanza entro il 2030? Per i “personal financial advisers” (qui le donne contano il 34%) la crescente automazione delle attività di elaborazione dei dati e di applicazione delle competenze darà loro un 40% di tempo in più a disposizione da dedicare ad approfondire la relazione con i clienti, personalizzare le offerte, focalizzarsi sullo sviluppo professionale e costruire e utilizzare algoritmi di investimento. I “financial managers” (per il 55% donne) invece, avranno circa il 50% di tempo in più per dedicarsi ad attività di coaching e mentoring, migliorare l’organizzazione, focalizzarsi su strategie finanziarie di lungo termine e approfondire le relazioni con gli stakeholders.

Le società di wealth management tra 10 anni

Come cambieranno in particolare le società che si occupano di wealth management? La previsione di McKinsey è che nei prossimi 10 anni l’automazione sarà molto elevata nelle attività di execution, reporting e monitoring e parziale nelle fasi di acquisizione dei clienti, raccolta di informazioni e consulenza. Qualche esempio? I social network daranno sempre più la possibilità di scegliere un professionista basandosi sulle recensioni: le implicazioni per chi lavora in questo ambito saranno di un incremento della domanda di competenze social ed emotive per migliorare la costruzione delle relazioni con i clienti.

Un altro esempio: nelle attività di follow up dei clienti l’automazione (il cd teleworking) consentirà di svolgere quest’attività da remoto e robo-advisers potranno fornire indicazioni standardizzate basate su algoritmi. Il professionista in grado di gestire questa evoluzione avrà maggiore flessibilità e più tempo libero da dedicare ad altri compiti.

Maria Giovanna Arena
Maria Giovanna Arena
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