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Biometria e AI: il futuro dei servizi bancari

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Teresa Scarale
Teresa Scarale

26 Ottobre 2018
Tempo di lettura: 3 min
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  • La vastità del potenziale della tecnologia AI oltre la normativa e la riduzione dei costi

  • Il ruolo della biometria

L’Intelligenza Artificiale è stata subito protagonista della convention mondiale fintech Money 20/20 appena conclusasi a Las Vegas, per poi essere affiancata da un nuovo personaggio

Sentiremo sempre più parlare di biometria nel mondo finanziario. Il potenziale della tecnologia AI è vasto, soprattutto per far fronte alle esigenze di ottimizzazione dei costi e normative dell’industria, esigenze ormai pressanti nel mondo dei servizi bancari.Tuttavia le sue opportunità di utilizzo vanno ben al di là della compliance normativa e dei vincoli di bilancio, e possono essere potenziate ulteriormente grazie alla biometria. Basti pensare alla personalizzazione dei servizi, alla centralità peronale del cliente e a tutta la questione relativa alle truffe e alla cybersicurezza.

Una nuova era per i servizi bancari

L’IA sta plasmando una nuova era nella personalizzazione, dando vita a nuovi servizi e nuove funzionalità per i clienti. In particolare, è in atto una sostituzione del concetto di gestione finanziaria personale (Pfm, personal financial management) con il “personal financial coaching”. Alcuni addirittura si sono spinti a preconizzare un “life coaching”, dato l’intreccio strettissimo fra questioni personali e questioni patrimoniali.

Van Den Hoevel di Global Data ha affermato che l’industria si sta spostando dal rispondere ai bisogni del cliente ex post all’anticiparli, ovvero dall’analizzare la situazione corrente dell’utente a fornirgli “consigli”, “suggerimenti” automatizzati.

Il 41% delle banche non include ancora nei propri applicativi di personal financial management algoritmi di consulenza personalizzata. Ciò vuol dire che chi sarà più rapido nell’adottare armoniosamente queste tecnologie ne beneficerà a livello di utili.

Un servizio molto richiesto

Secondo il GlobalData Retail Banking Insight Survey 2018, il 61% dei clienti apprezzerebbe molto avere dei servizi di consulenza bancaria di tipo bot. Il 72% poi è molto preoccupato dai possibili furti di identità. C’è però un risultato curioso. Ai partecipanti alla convention Money 20/20 è stato chiesto cosa sia più importante in una transazione bancaria, se la sicurezza o la facilità di accesso. Ben il 72% degli intervistati ha asserito di preferire quest’ultima. In realtà, secondo gli intervistatori, si tratta di un aspetto molto combattuto.

E poi, la biometria

Il dilemma fra sicurezza e comodità di accesso al servizio potrebbe essere superato dal connubio fra Intelligenza Artificiale e biometria, vale a dire, semplificando, la disciplina che studia le grandezze biofisiche al fine di integrarle nei sistemi tecnologici. Quest’ultima infatti è ormai ben al di là della mera rilevazione delle impronte digitali. Basti pensare infatti al riconoscimento facciale o vocale e a quello, meno noto, del comportamento.

Ed è proprio la combinazione di questi elementi, dicono gli esperti, che renderà immediata e sicura la fruibilità dei servizi di banking. La nostra identità biologica è unica, copiarla non sarà possibile per i truffatori.

Miglioramenti concreti nella user experience

L’home banking e i servizi bancari virtuali in genere necessitano quindi, con una certa urgenza, di focalizzarsi su questi miglioramenti concreti. Passi in avanti che porteranno ad un aumento della fruibilità dei servizi quotidiani e non solo di finanza personale. Il primo passo verso una gestione consapevole delle proprie finanze.

 

Teresa Scarale
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