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Le banche aperte al fintech valgono di più

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Francesca Conti
Francesca Conti

01 Luglio 2019
Tempo di lettura: 3 min
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  • Secondo i dati di Accenture, le banche digital focused, che hanno messo in atto un piano di trasformazione digitale avanzato, sono ricompensate in termini di price-to-book value più elevati

  • In base al report di Accenture, le nuove normative impattano l’ecosistema dell’open banking e stimolano la nascita di nuovi player

  • Dal 2012, gli accordi tra le 30 maggiori banche europee e le fintech sono oltre 400

Secondo una recente analisi di Accenture la collaborazione tra banche e fintech ha raggiunto livelli rilevanti. Anche se il settore non ha ancora trovato un modello in grado di generare crescita sostenibile, le banche che innovano di più sono premiate dai mercati con una valutazione fino al 40% superiore a quella degli altri istituti

La rivoluzione tecnologica, nel mondo finanziario, è già realtà. A livello europeo, segnalano i dati di una recente analisi di Accenture, è consolidata una forte crescita dell’ecosistema digitale in molti settori. Le banche che innovano e si aprono al fintech, in particolare, ne guadagnano in termini di valore di mercato, con un premio fino al 40%. Lo studio di Accenture ha classificato le banche in tre gruppi, in base all’intensità con cui hanno implementato i progetti di trasformazione digitale:

  1. Le banche digital focused = che hanno messo in atto un piano di trasformazione digitale avanzato coinvolgendo tutti gli aspetti operativi del business e che collaborano con altri player in una logica di ecosistema;
  2. Le banche digital active = che hanno utilizzato il digitale a un minor livello di intensità;
  3. Le altre banche = che sono più in ritardo nell’implementazione del digitale.

L’analisi ha dimostrato che il gruppo delle banche digital focused ha ottenuto benefici in termini di premio di valutazione da parte del mercato: utilizzare il digitale per trasformare tutti i processi aziendali ricompensa in termini di price-to-book value più elevati: 1,18x per le banche digital pioneer, 0,99x per le digital active e 0,83x per le altre banche. Il rapporto price-to-book, o rapporto P/B, è utilizzato per confrontare il prezzo corrente di mercato di una società al suo valore contabile.

Le principali spinte all’innovazione

Tra i fattori che hanno favorito l’attuale evoluzione del mondo fitech, Accenture segnala:

  1. La discontinuità normativa, in primis dettata dall’attuazione della PSD2, entrata in vigore il 13 gennaio 2018 e che sarà ulteriormente implementata entro il 14 settembre 2019 con la definizione di nuovi standard di sicurezza per i pagamenti digitali. Le nuove normative impattano l’ecosistema dell’open banking e stimolano la nascita di nuovi player, spingendo gli attori tradizionali ad adeguarsi ai nuovi trend e alle nuove tecnologie, per rimanere competitivi sul mercato.
  2. Il crescente interesse dei clienti per l’innovazione e per i servizi bancari digitali: a livello globale, ad esempio, il 51% dei consumatori considera estremamente interessanti i servizi digitali offerti dalle banche.
  3. Le opportunità offerte dall’open banking: tutte le banche stanno aprendo le loro piattaforme, accogliendo le indicazioni normative entrate in vigore all’inizio del 2019. Secondo una recente ricerca di Accenture, entro il 2020 circa il 7% dei ricavi del settore in Europa si sposterà alle Banche “Champion” – player che sono ad uno stadio avanzato in termini di open banking – a scapito di quelle che, invece, non sono riuscite a sfruttarne al meglio le potenzialità, cosiddette “Laggard”.

Le interazioni banche-fintech

Dall’osservatorio Open Innovation di Accenture emerge che dal 2012, gli accordi tra le 30 maggiori banche europee e le fintech sono oltre 400. Sono quattro i modelli che caratterizzano queste interazioni:

  1. Gli investimenti (tramite corporate venture fund), che sono il 25% del totale;
  2. Le partnership, che rappresentano il 39% (di cui 22% alleanze, 6% collaborazioni e 11% accordi di white label).
  3. Le acquisizioni strategiche (dove chi investe ha acquistato più del 50% delle quote di capitale della società target), che rappresentano il 7%;
  4. La creazione di acceleratori e incubatori proprietari delle banche, che sono il 29% del totale.

Le collaborazioni (che riguardano i primi 3 modelli di interazione) rappresentano oltre il 70% delle interazioni tra le banche e le fintech.

Accenture, collaborazione banche-fintech
Accenture, grafico collaborazione banche-fintech

Circa il 40% delle fintech analizzate da Accenture offre servizi tecnologici e infrastrutturali all’interno della value chain finalizzati al miglioramento dei processi operativi come cybersecurity, cloud, analytics, blockchain, Api. Le collaborazioni che si sono mostrate maggiormente efficaci hanno accelerato l’innovazione, anche grazie all’introduzione dell’artificial intelligence; altre hanno invece migliorato il processo di gestione di un prodotto, oppure ottimizzato il sistema informativo. In Europa più del 50% degli accordi di collaborazione sono focalizzati sul front end, mentre il 40% riguarda l’ambito del sul back-end, con investimenti che migliorano l’efficienza operativa e sono in grado di eliminare gradualmente le legacy.

Francesca Conti
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