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Banche: 4,5 miliardi di investimenti in tecnologia

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Redazione We Wealth
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31 Dicembre 2019
Tempo di lettura: 2 min
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  • Secondo l’Associazione bancario italiana le banche si sono concentrati su sistemi innovativi per la gestione dei dati, per l’open banking, sul potenziamento dei canali digitali e sulla gestione del rischio cyber

  • Secondo il report in futuro ci aspetta una possibile evoluzione che aprirà la strada a una economia dei dati aperta “open data economy

La tecnologia continua a raccogliere investimenti soprattutto da parte dei colossi bancari che per stare al passo con in tempi continuo ad investire in innovazione e sistemi sempre più ad hoc per i loro clienti

Gestione dei dati e open banking sono le iniziative promosse da diverse banche nel corso del 2019 e 2019. Queste hanno portato ad un esborso di circa 4,5 miliardi di euro investiti in tecnologia. E a dirlo è l’ultima indagine condotta dall’Associazione bancaria italiana (Abi). Gli investimenti sono anche stati concentrati nel potenziamento dei canali digitali, nell’adeguamento delle infrastrutture e nella gestione/ mitigazione del rischio cyber.

La gestione strategica ed etica dell’informazione è tra le principali caratteristiche dei nuovi modelli di fare banca, quindi uno stimolo e un fattore abilitante per intraprendere nuove azioni di sviluppo dal punto di vista del business” spiega il report dell’Abi. Le banche hanno già adottato da tempo degli approcci alla gestione dei dati incentrati su saldi principi etici e su una visione responsabile.

Non in tutti i settori di mercato si riscontra lo stesso livello di consapevolezza e attenzione che le banche riservano al valore dei dati ed è pertanto importante che l’evoluzione del contesto normativo e sociale possa, a tendere, garantire una parità di condizioni di terreno competitivo livellato fra tutti i soggetti che operano nell’ecosistema digitale, a beneficio dei clienti.

E per il futuro, cosa ci dobbiamo aspettare?
Secondo il report in ottica futura si profila una possibile evoluzione che aprirà la strada a una economia dei dati aperta “open data economy”, che favorirà l’emergere di nuove dinamiche economiche basate su concetti di condivisione e collaborazione estesa a livello di ecosistema, sempre mantenendo al centro la protezione delle informazioni e dei diritti dei clienti e la creazione di un terreno di competizione equilibrato tra tutti gli attori, non limitatamente al settore bancario.

Inoltre, secondo la ricerca “information governance: pronti a spiccare il volo” presentato da Abi Lab, la capacità di estrarre valore dalle informazioni deriva dalla possibilità di interpretare con maggiore chiarezza i cambiamenti in atto e di conseguenza l’opportunità di attivare i motori della trasformazione digitale.

E dunque, il governo delle informazioni assume un ruolo chiave per: supportare l’analisi e l’interpretazione di un gran numero di dati, costruire professionalità specifiche per il disegno e l’esercizio di modelli statistici, utilizzare efficacemente algoritmi di intelligenza artificiale e in particolare di machine learning, capitalizzare il fenomeno dei big data e realizzare una strategia digitale.

Il governo delle informazioni si configurerà sempre più come un sistema diffuso, che per operare al massimo dell’efficienza richiederà l’impegno e la partecipazione in un dialogo continuo tra vari attori aziendali.

Redazione We Wealth
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