PREVIOUS ARTICLE NEXT ARTICLE

Consob chiama a raccolta gli italiani delle Ico

Consob chiama a raccolta gli italiani delle Ico

Salva
Salva
Condividi
Francesca Conti
Francesca Conti

19 Marzo 2019
Tempo di lettura: 3 min
Tempo di lettura: 3 min
Salva
  • Nel 2018 si stima che le Ico chiuse con successo abbiano raccolto a livello mondiale circa 18 miliardi di dollari

  • Entro metà aprile la Consob terrà un incontro nella forma di public hearing per ricevere osservazioni da parte degli interessati

La Consob ha pubblicato un “Documento per la discussione” per definire delle regole nel mondo delle offerte iniziali e degli scambi di crypto-asset. L’obiettivo? Stimolare una riflessione tra i protagonisti di queste operazioni e premere per la realizzazione di una legge ad hoc

Monitorare il fenomeno prima che si espanda e – soprattutto – mieta vittime tra gli investitori. Consob non smentisce il suo ruolo di vigilanza sui mercati, concentrandosi su un fenomeno in rapida evoluzione: quello delle Initial Coin Offering, le offerte pubbliche iniziali di crypto-asset. L’Authority ha rilasciato un documento destinato a tutti i soggetti interessati – dai risparmiatori, agli operatori, alle piattaforme di distribuzione, agli intermediari finanziari – per avviare un dibattito, a livello nazionale, sul tema delle offerte iniziali e degli scambi di cripto-attività (o token), nei quali investono ormai diversi risparmiatori italiani.

Consob cerca di preparare il terreno ai regolatori nell’ottica di un possibile intervento normativo che faccia rientrare nella prassi dei mercati regolamentati forme di investimento dal carattere ancora opaco. Una spinta che viene dalla rapida evoluzione del fenomeno, ma anche dalla necessità di mettere in linea l’approccio italiano con le risposte già date da Paesi come Malta, Cipro, Svizzera e persino Francia. In attesa – comunque – di un orientamento condiviso a livello europeo.

Nel 2018 si stima che le Ico chiuse con successo abbiano raccolto a livello mondiale circa 18 miliardi di dollari, con una maggiore concentrazione nei mercati di Stati Uniti, Svizzera e Singapore. La finalità nella gran parte di queste operazioni è rappresentata dall’esigenza di raccogliere fondi per il finanziamento di un’attività o di un progetto. Destinatari dei capitali sono essenzialmente startup e delle scale up che sviluppano iniziative basate sulla tecnologia della blockchain, attraverso l’emissione di criptovalutee e token.

Mentre il termine initial coin offering è stato inizialmente attribuito alle emissioni di cripto-valute, come il bitcoin, oggi è utilizzato per identificare qualsiasi offerta di token, non necessariamente costituenti una cripto-valuta ma incorporanti diritti vari, che possono essere acquisiti dietro corrispettivo sia di valuta a corso legale sia di cripto-valuta. I veicoli che emettono i token possono essere società, persone fisiche o networks di sviluppatori di prodotti.

I token non sono direttamente configurabili come strumenti finanziari, ma possono eventualmente diventarlo, anche considerata la loro diffusione presso il pubblico retail. Un’initial coin offering condivide con un’Ipo il fatto di essere destinata a un numero di investitori potenzialmente indeterminato e per una serie di attività rivolte alla promozione dell’operazione. Le Ico si caratterizzano però, nello specifico, per:

  • l’utilizzo della tecnologia blockchain, che permette di disintermediare le infrastrutture tipiche
    dei mercati dei capitali;
  • lo strumento per il regolamento dei flussi finanziari, in quanto il pagamento dei token generalmente avviene con valute virtuali al posto che moneta avente corso legale;
  • la pubblicità e promozione tramite world wide web, che consente l’utilizzo della rete per dare luogo sia a forme di promozione che di raccolta su base transfrontaliera, senza alcun vincolo territoriale né per quanto attiene alla figura dell’emittente né per quella del promotore;
  • la pubblicazione di un white-paper in luogo di un prospetto, nel quale vengono riportate le principali caratteristiche dell’operazione e dell’oggetto dell’offerta.

Caratteristiche che ostacolano la trasparenza di questi investimenti e ne accentuano il carattere di rischio. Non a caso un recente studio di Ernst & Young sulle Ico del 2017 ha mostrato come l’86% si sia posizionata al di sotto dei prezzi di listing ed il 30% abbia subito una perdita di valore sostanziale. E secondo un’analisi di Esma, lo stesso anno il 78% delle initial coin offerings sono state sostanzialmente delle truffe.

Il documento di Consob fornisce quindi una sintetica rappresentazione del fenomeno di diffusione delle Ico, ne delinea un primo esercizio di definizione degli elementi costitutivi e suggerisce un approccio regolatorio rispetto alle offerte di cripto-attività di nuova emissione e con riguardo alla fase della successiva negoziazione delle crypto-asset oggetto di preventiva emissione e diffusione al pubblico. L’Authority indivudua nei gestori di piattaforme di crowdfunding i soggetti più idonei a realizzare la raccolta di capitali tramite Ico, senza escludere la possibilità di estendere lo svolgimento dell’attività di gestione di piattaforme anche ai soggetti operanti sin dall’inizio ed esclusivamente in cripto-attività.

Per ciascun aspetto dell’approccio regolamentare proposto, l’Authority ha formulato delle specifiche domande (15 in tutto) al fine di avviare una discussione e ricevere le opinioni dei diversi partecipanti al mercato. Entro metà aprile la Consob terrà un incontro nella forma di public hearing per ricevere osservazioni da parte degli interessati.

Francesca Conti
Francesca Conti
Condividi l'articolo
LEGGI ALTRI ARTICOLI SU: Blockchain Consob Legal & Fiscal
ALTRI ARTICOLI SU "Blockchain"
ALTRI ARTICOLI SU "Consob"
ALTRI ARTICOLI SU "Legal & Fiscal"