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Blockchain e finanza: il binomio vincente

Blockchain e finanza: il binomio vincente

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Redazione We Wealth
Redazione We Wealth

30 Gennaio 2020
Tempo di lettura: 2 min
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  • Il 21% dei progetti realizzati e ideati provengono dal mondo bancario e finanziario. Al secondo posto si posiziona la tecnologia e al terzo la manifattura

  • Le start-up interne alle banche stanno infatti sviluppando sviluppi che vanno verso la direzione del consumatore finale

La blockchain continua a essere la migliore amica del mondo bancario. E dunque se da una parte le banche sono state le prime a vederne le potenzialità, dall’altra la continua sperimentazione ed evoluzione sta colmando i gap della tecnologia

La blockchain continua a essere attrattiva per il mondo della finanza. Il 21% dei progetti realizzati e ideati provengono infatti proprio dal mondo bancario-finanziario. A dirlo è lo studio “The next block in the chain – l’evoluzione oltre le criptovalute” realizzato da Bip, multinazionale di consulenza fondata nel 2003. Il secondo settore dove la blockchain ha preso piede è quello delle tecnologie e telecomunicazioni (16%).

Al terzo posto la manifattura (13%) e al quarto l’healthcare (10%). Il mondo finanziario si conferma dunque come il settore più in sintonia con la blockchain. Nata in associazione alle monete digitali (bitcoin) si è poi evoluta verso un tracciamento delle risorse e dei dati. E dunque le banche hanno iniziato ad usare la blockchain per tenere traccia dei dati e delle transazioni. In questo senso l’applicazione della catena di blocchi ha fatto in modo da rendere intoccabili e incorruttibili le transazioni segnate all’interno della blockchain. A questo uso più basic sono seguite delle evoluzioni. E dunque ad oggi la blockchain è in fase di costante sperimentazione. Le start-up interne alle banche stanno infatti sviluppando sviluppi che vanno verso la direzione del consumatore finale. E dunque si sta cercando di introdurre la blockchain anche nei processi back-end e nell’interazione con il cliente. Il report sottolinea dunque come nel 2019 l’interesse delle aziende per la blockchain è continuata a crescere, nonostante il calo delle quotazioni delle criptovalute (-50% dal 2017 per la regina delle criptovalute, il Bitcoin). Il raffreddamento in questa tecnologia è dovuto soprattutto ai diversi problemi tecnologici che ruotano attorno alla blockchain. La prima di tutti è la lentezza. Su Bitcoin la transazione si conferma in 10 minuti. Il secondo limite riguarda il costo della transazione e la sua volatilità. Infine un ultimo gap è la mancanza di fiducia nei soggetti che gestiscono la rete. Il 2020 vede però una nuova vita per la blockchain. La continua sperimentazione e la ricerca di soluzioni sempre migliori sta iniziando a far colmare alcuni dei gap più importanti. E dunque la lentezza, i costi e molte altre note negative stanno lentamente ma inesorabilmente scemando, per lasciar spazio ad una blockchain ottimizzata.

Redazione We Wealth
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