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Miranda Kaiser, la filantropia aiuta i governi per il welfare

Miranda Kaiser, la filantropia aiuta i governi per il welfare

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Francesca Conti
Francesca Conti

24 Ottobre 2019
Tempo di lettura: 3 min
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  • “I filantropi hanno iniziato a generare un cambiamento attraverso la gestione dei propri investimenti”, spiega Miranda Kaiser

  • Secondo Kaiser la filantropia “aiuta a unire le famiglie” e “a crescere come individui”

Con la nuova ricchezza arrivata in particolare dalla Silicon Valley, sono nate nuove strategie per fare del bene. E la filantropia di oggi ha un compito: “Aiutare i governi a risolvere le principali sfide della società”. Parola di Miranda Kaiser, presidente del Rockefeller Family Fund e presidente di ItaliaHello

Per Miranda Kaiser la filantropia ha un compito: “Aiutare i governi a risolvere le principali sfide della società”. Laureata alla Yale Law School, Kaiser ha una grande esperienza nel mondo filantropico. Attualmente è presidente del Rockefeller Family Fund e membro del consiglio del Rockefeller Brothers Fund.

Da 5 anni presiede una no-profit che si pone l’obiettivo di aiutare rifugiati e i migranti nel loro percorso di integrazione negli Stati Uniti. La sua ultima sfida è la creazione della Fondazione ItaliaHello, nata per esportare in Italia l’esperienza americana.

Miranda Kaiser
Miranda Kaiser, presidente del Rockefeller Family Fund

Come sta cambiando oggi la filantropia negli Usa?

Un tempo le fondazioni create dalle grandi famiglie, come la Rockefeller Foundation o la Carnegie Foundation, avevano modi di agire tradizionali. Con la nuova ricchezza arrivata in particolare dalla Silicon Valley, sono nate nuove strategie per fare del bene. Per esempio i filantropi hanno iniziato a generare un cambiamento attraverso la gestione dei propri investimenti. Le persone si stanno rendendo conto che non ha senso donare milioni di dollari, se poi si investe in realtà che stanno distruggendo l’ambiente o aumentando le disuguaglianze sociali. Infine, la filantropia si sta diffondendo sempre di più a livello individuale, anche tra persone con poca ricchezza.

La filantropia rafforza i legami familiari?

Sì, penso che aiuti unire le famiglie ma anche a crescere come individui. Dà alle persone la sensazione di poter avere un impatto e poter fare la differenza.

La sua ultima sfida è la creazione della Fondazione ItaliaHello.

Esatto. La sua missione è quella di migliorare la qualità della vita di chi arriva in Italia e in Europa attraverso l’accesso alle informazioni e ai servizi. Pubblichiamo su internet informazioni semplici, gratuite e molto pratiche su – ad esempio – come fare domanda per la cittadinanza, come candidarsi per un posto di lavoro, cosa indossare a un colloquio, come iscrivere i figli a scuola, come ottenere la patente ecc. Il tutto in un solo sito per facilitare la ricerca ed evitare la parcellizzazione.

In America, dove abbiamo iniziato cinque anni fa, contiamo oggi circa 70.000 utenti al mese.

Crediamo che il flusso di persone non si fermerà: le migrazioni umane esistono fin dall’inizio dei tempi e sappiamo che con i cambiamenti climatici è destinato ad aumentare. Siamo convinti che il modo più semplice per aiutare le persone a lungo termine sia favorire l’accesso alle informazioni e, di conseguenza, ai servizi.  Ciò aiuta l’inclusione e la crescita dell’intera comunità.

Crede che ci siano dei temi più importanti per la filantropia di oggi?

Probabilmente sono molti, ma in questo momento credo che ce ne siano due particolarmente significativi. Il primo riguarda le migrazioni: la filantropia deve prestare più attenzione all’integrazione a lungo termine. Al contrario della fase emergenziale degli arrivi, credo che si sia data poca attenzione a questa problematica. È quello che cerchiamo di fare con ItaliaHello. Il secondo tema urgente è la questione ambientale. Siamo consapevoli del ruolo dei Governi e non potremo mai prendere il loro posto. Ma penso che sia molto importante che anche la società civile e la filantropia si impegnino in questi temi, perché sono problemi così grandi che i Governi da soli non saranno mai in grado di risolverli. Dobbiamo essere tutti coinvolti.

Francesca Conti
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