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Intesa Sanpaolo, 13,5 milioni di risorse per il fondo di beneficenza

Intesa Sanpaolo, 13,5 milioni di risorse per il fondo di beneficenza

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Francesca Conti
Francesca Conti

29 Aprile 2019
Tempo di lettura: 3 min
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  • Dei 12 milioni stanziati nel 2018 dal fondo, il 72% è stato destinato al sociale, il 16% a iniziative presentate da enti religiosi, l’8% alla cultura e il 4% alla ricerca scientifica

  • Lo scorso anno il contributo caritatevole di Intesa Sanpaolo alla comunità – di cui il Fondo di Beneficenza rappresenta circa il 20% – è stato pari a circa 62 milioni di euro

  • In base alle linee guida del gruppo per il 2019-20, il prossimo anno saranno aree prioritarie di intervento la povertà educativa e il contrasto alla dispersione scolastica, la violenza sulle donne e sui minori e la demenza senile

Il fondo di beneficenza del gruppo Intesa Sanpaolo nel 2019 metterà a disposizione 13,5 milioni di risorse. Lo scorso anno, attraverso lo strumento, il gruppo ha finanziato 908 progetti con una dotazione di 12 milioni di euro

Un fondo per fare del bene, chenel 2019 metterà a disposizione 13,5 milioni di risorse. L’impegno concreto di Intesa Sanpaolo nella filantropia passa prima di tutto attraverso uno strumento, il fondo di beneficenza ed opere di carattere sociale e culturale del gruppo. Uno strumento che lo scorso anno ha sostenuto centinaia di iniziative, precisamente 908 realizzate da enti no profit, con una dotazione di 12 milioni di euro. Di questa, il 72% è stato destinato al sociale, a favore delle componenti più deboli, il 16% a iniziative presentate da enti religiosi, l’8% alla cultura, dove l’attività del fondo ha dato priorità a progetti che includessero soggetti fragili ed emarginati, il 4% alla ricerca scientifica.

C’è il progettoBee My Job, che punta sulle api e la terra come opportunità di lavoro per rifugiati e richiedenti asilo, l’iniziativa Salute per tutti in Romania, realizzato dal comune di Alba Iulia in collaborazione con l’Associazione italiana Medici per la Pace, o il sostegno all’attività del Cuamm per l’accesso al parto assistito e alle emergenze ostetriche in Africa: le attività presidiate dallo strumento sono diverse e molteplici. Il fondo fa capo alla presidenza della banca e permette di stanziare una quota degli utili alla beneficenza e al sostegno di progetti di solidarietà, utilità sociale e valore della persona. L’obiettivo è condividere con la comunità l’attenzione alla persona, ai diritti umani, alla solidarietà economica e sociale, allo sviluppo sostenibile, alla conservazione dell’ambiente e la promozione delle iniziative culturali a favore delle fasce svantaggiate.

“Nel 2018 il solo contributo caritatevole di Intesa Sanpaolo alla comunità – di cui il fondo di Beneficenza rappresenta circa il 20% – è stato pari a circa 62 milioni di euro. A questo si aggiungono i dividendi distribuiti alle fondazioni azioniste, ben 625 milioni nel 2019, che si traducono in erogazioni filantropiche ai rispettivi territori di riferimento”, spiega il presidente di Intesa Sanpaolo, Gian Maria Gros-Pietro. Le erogazioni dello strumento, assegnate sulla base di selezioni secondo puntuali meccanismi predefiniti prevedono liberalità territoriali (fino a un importo massimo di euro 5.000), indirizzate al sostegno di progetti e iniziative di impatto locale, e liberalità centrali (fino a un massimo di euro 500.000), riferite al sostegno di progetti di più ampio rilievo. L’attività si è svolta all’interno dell’adesione del gruppo al raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile fissati dall’Agenda 2030 delle Nazioni Unite. Lo scorso anno l’88% dei fondi è stato erogato sul territorio nazionale e quasi il 30% è stato destinato a Mezzogiorno e isole.

Tra i progetti sostenuti anche numerosi di respiro internazionale, con particolare riguardo per i Paesi in cui opera il gruppo. Nel corso 2018 il fondo si è concentrato in particolare in Romania e Serbia, con un sostegno ai minori in stato di difficoltà. Ha inoltre continuato a sostenere i progetti pluriennali in Africa con il compimento del progetto sanitario realizzato da Amref Health Africa in Etiopia e in Asia, dove è stato realizzato un intervento a favore delle vittime dello tsunami e del terremoto in Indonesia aderendo alla mobilitazione del sistema bancario internazionale.

Tradizionalmente vocato alla filantropia, il fondo ha dato un apporto determinante al raggiungimento degli obiettivi sociali del Piano di Impresa per il 2018 assicurando oltre un milione di pasti, circa il 30% dell’obiettivo da raggiungere, tramite il sostegno a enti caritativi e associazioni tra cui la Comunità di Sant’Egidio, i gruppi di Volontariato Vincenziano, il Cottolengo, l’Opera di San Francesco. L’attività del fondo si è inoltre concentrata a supporto dell’educazione primaria e secondaria, della disabilità, dell’inclusione sociale e lavorativa, con un focus sul sostegno alle popolazioni colpite dal terremoto, non tanto per la ricostruzione delle aree colpite ma per il supporto psicologico, problema poco trattato da altri enti e associazioni. Per far fronte all’emergenza migranti, sono state inoltre sostenute attività di inclusione e formazione, con un’attenzione particolare ai minori non accompagnati, che sono una percentuale rilevante.

Il consiglio di amministrazione di Intesa Sanpaolo ha inoltre deliberato le linee guida per il biennio 2019-2020, in base alle quali saranno aree prioritarie di intervento la povertà educativa e il contrasto alla dispersione scolastica, la violenza sulle donne e sui minori e la demenza senile. Oltre a queste priorità, il Fondo di Beneficenza sostiene progetti quali la formazione per l’occupazione e l’inserimento lavorativo come mezzo di inclusione sociale, la povertà sanitaria, le disabilità fisiche e intellettive e, a livello territoriale, lo sport dilettantistico inclusivo. Una parte dello stanziamento sarà a disposizione della Banca dei Territori per il sostegno – con interventi entro i 5.000 euro – di progetti a diretto impatto locale, espressione della comunità di riferimento e individuati dalle direzioni regionali.

“Con il Piano di Impresa, il gruppo ha inteso dare ulteriore impulso, avviando programmi specifici in risposta ai bisogni derivanti dalle nuove emergenze sociali, prosegue Gros-Pietro. Il Fondo di Beneficenza – aggiunge – contribuisce organicamente alla realizzazione di tali programmi con il sostegno a progetti di medie e piccole dimensioni volti a restituire dignità alle persone e garantire il diritto all’educazione, al lavoro e alla salute. L’impatto sociale dei progetti viene valutato da esperti con criteri definiti e trasparenti e seguito in ogni fase, dall’esperienza dell’ente candidato, allo svolgimento dell’attività fino al momento della rendicontazione.Questa attività ha anche l’effetto di far crescere gli enti beneficiati rendendoli più competitivi nella presentazione di richieste di contributi ad altri soggetti internazionali”.

Francesca Conti
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