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Fondazioni: veicoli al servizio di imprese ed economia

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Lucia Martina
Lucia Martina

30 Settembre 2020
Tempo di lettura: 3 min
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Sempre più imprenditori e famiglie ricorrono alle fondazioni d’impresa. In cosa consistono questi veicoli e quali benefici fiscali possono garantire

Le motivazioni che possono portare un imprenditore e la sua famiglia a voler creare una fondazione d’impresa sono diverse. Diverso, di conseguenza, sarà il disegno strategico a cui daranno vita. Sempre più spesso stiamo assistendo in Italia, così come anche a livello internazionale, a una crescita di questo fenomeno sia da parte delle aziende famigliari sia da parte delle multinazionali.

Una recente indagine sulle fondazioni di impresa in Italia, realizzata da Fondazione Bracco e Fondazione Sodalitas in collaborazione con Secondo Welfare, ci aiuta a tratteggiare alcuni numeri e caratteristiche salienti. Dall’indagine emerge, infatti, che il 72% delle fondazioni costituite per un impegno verso il bene comune sono espressione della cultura aziendale; inoltre, il 47% sono costituite grazie alla forte motivazione dell’imprenditore e il 37% vengono create per rafforzare la reputazione e la relazione con la comunità.

Quali sono le opportunità di dotarsi di una fondazione d’impresa?

Durante la fase di lavoro relativa al set up della strategia di una fondazione, un elemento che emerge con forza è il desiderio di volere preservare nel tempo e dare continuità ai valori distintivi che non sempre trovano spazio nel business.  La fondazione è un patrimonio destinato a uno scopo e pertanto si presta a svolgere questo ruolo di trasmissione, di generazione in generazione, dell’identità e dellalegacy a favore della comunità.  Vi sono fondazioni che invece vengono costituite dalle nuove generazioni di una famiglia che danno vita a un impegno concreto e focalizzato a favore di un determinato territorio e che coinvolgono in questo disegno filantropico anche i dipendenti dell’impresa per aumentarne l’efficacia e la capacità di lettura dei bisogni sociali dei beneficiari. I manager dell’azienda entrano a far parte della governance della fondazione insieme alla famiglia.

Quali sono i tratti più innovativi che stanno caratterizzando l’approccio strategico delle fondazioni di impresa che hanno l’obiettivo di generare un cambiamento sociale?

In primis, un allineamento al core business dell’impresa, per poter mettere gli asset principali dell’azienda a favore di un determinato scopo e poter cosi definire un proprio Dna distintivo; poi, l’utilizzo di framework strategici per focalizzare il perimetro e la modalità di intervento quali la Theory of change utilizzata dalle principali fondazioni internazionali e la valutazione dell’impatto sociale delle iniziative supportate attraverso diversi metodi, come il Social return on investment (Sroi) o la theory-based evaluation, realizzata secondo i recenti e aggiornati criteri Ocse.

In altri casi ancora la fondazione di impresa acquisisce la proprietà del gruppo, ovvero la fondazione si trova da un lato a possedere una determinata percentuale del capitale sociale per mantenere un’influenza decisiva sulla strategia della società e dall’altro a supportare progetti socialmente utili.

Cosa succede dal punto di vista fiscale?

Da un punto di vista fiscale, in seguito all’entrata in vigore del nuovo codice del terzo settore, i benefici fiscali previsti a fronte di erogazioni liberali stanno venendo progressivamente adeguati e per le persone giuridiche la deduzione è riconosciuta nel limite del 10% del reddito complessivo dichiarato e spetta per le erogazioni liberali a favore di fondazioni aventi per oggetto statutario la tutela, la promozione e la valorizzazione dei beni di interesse artistico, storico e paesaggistico, nonché di fondazioni aventi per scopo statutario lo svolgimento o la promozione di attività di ricerca scientifica, individuate con apposito decreto del presidente del consiglio dei ministri. Qualora la deduzione sia di un ammontare superiore al reddito complessivo dichiarato, diminuito di tutte le deduzioni, l’eccedenza può essere dedotta dal reddito complessivo dei periodi d’imposta successivi, ma non oltre il quarto, fino a concorrenza del suo ammontare.

Lucia Martina
Lucia Martina
Consulente social responsibility and sustainability Ey. Si occupa di consulenza sulle strategie di Csr, community investment e valutazione impatto sociale. Segue le aziende in ogni fase della implementazione e supporta nel set up di fondazioni di impresa in allineamento al business e di corporate-advised fund. Svolge attività di formazione su corporate philanthropy, fondazioni e impact investing.
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