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Finanza e fotografia: Pictet premia la sostenibilità

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Teresa Scarale
Teresa Scarale

23 Maggio 2018
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  • Al via a Torino la settima edizione del premio fotografico Prix Pictet

  • Sovrappopolazione, dispute territoriali, inquinamento atmosferico, spazio cibernetico, malattie portate dal vento, uragani, fragilità delle grandi aree selvagge del pianeta, sono solo alcuni dei temi trattati dal premio

Al via da oggi 23 maggio 2018 a Torino il Prix Pictet, premio fotografico internazionale dedicato al tema della sostenibilità ambientale

Acqua, terra, crescita, potere, consumi, disordine, spazio. Sono le sette tematiche affrontate nelle sette edizioni del premio fotografico Prix Pictet. Gli scatti selezionati per la settima edizioni saranno esposte da oggi 23 al 26 maggio 2018 a Torino, presso la fondazione Camera.

Nell’edizione 2018, il concetto di sostenibilità è stato declinato intorno al tema dello spazio. Inteso nelle sue varie accezioni, secondo una visione ampia che ha portato i fotografi ad abbracciare i più diversi soggetti. La sovrappopolazione, la disputa territoriale, l’inquinamento atmosferico, lo spazio cibernetico, le malattie portate dal vento, gli uragani. Ma anche la fragilità delle grandi aree selvagge del pianeta e la tendenza dell’uomo a riempire lo spazio con spazzatura.

Il Prix Pictet è stato fondato nel 2008 dall’istituto svizzero Banque Pictet, con l’obiettivo di utilizzare la potenza della fotografia per comunicare a un pubblico globale messaggi e riflessioni sulla sostenibilità. Il Prix Pictet consta di 100,000 franchi svizzeri donati al fotografo che ha prodotto scatti artisticamente eccellenti e attinenti al tema proposto. Il riconoscimento è assegnato annualmente da una commissione indipendente presieduta da Kofi Annan, già Segretario generale delle Nazioni Unite.

I 100 mila franchi svizzeri del premio sono andati al fotografo irlandese Richard Mosse. L’artista ha vinto grazie alla serie Heat Maps. Prodotta attraverso una termocamera militare in grado di rilevare la presenza del corpo umano a oltre trenta chilometri, ha documento la situazione migratoria dei profughi in Europa, Medio Oriente e Africa.

Il presidente della fondazione Camera Emanuele Chieli. “Dopo il successo della grande esposizione dedicata a Carlo Mollino, la nuova mostra rappresenta un’ulteriore dimostrazione della centralità conquistata da Camera, anche nel panorama internazionale, a soli due anni e mezzo dalla sua inaugurazione. L’opportunità di presentare a Camera le opere del Prix Pictet è per noi motivo di orgoglio nella consapevolezza del prestigio e del grande valore culturale e sociale dell’iniziativa, da sempre concentrata sul tema della sostenibilità”.

Il direttore di Camera Walter Guadagnini. “Le mostre collettive di Camera uniscono sempre la qualità delle immagini esposte con la capacità di raccontare momenti cruciali della società. In questo caso è proprio il mondo che ci circonda a essere protagonista, è l’attualità che viene proposta al pubblico attraverso lo sguardo particolare di alcuni dei maggiori fotografi attivi oggi a livello mondiale”. Sir David King, presidente della Giuria della più recente edizione del premio. “I lavori presentati per questa edizione del Prix Pictet sono stati di uno standard eccezionalmente alto. La varietà di risposte creative dei circa 700 fotografi selezionati per il premio è stata davvero notevole”.

I finalisti della presente edizione sono stati dodici. Mandy Barker (Regno Unito), Beate Gütschow (Germania), Richard Mosse (Irlanda), Saskia Groneberg (Germania), Rinko Kawauchi (Giappone), Benny Lam (Hong Kong), Munem Wasif (Bangladesh), Sohei Nishino (Giappone), Sergey Ponomarev (Russia), Thomas Ruff (Germania), Pavel Wolberg (Russia), Michael Wolf (Germania).

Teresa Scarale
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