PREVIOUS ARTICLENEXT ARTICLE

Pensioni, la formula della felicità

Pensioni, la formula della felicità

Salva
Salva
Condividi
Giorgia Pacione Di Bello
Giorgia Pacione Di Bello

03 Dicembre 2018
Tempo di lettura: 2 min
Tempo di lettura: 2 min
Salva
  • Molto spesso i Paesi con i sistemi pensionistici più solidi hanno pensionati poco contenti. I Paesi Bassi ne sono l’esempio

  • La felicità è determinata dalla fiducia nella stabilità del sistema pensionistico di un paese, da un forte senso di responsabilità personale rispetto agli obiettivi da raggiungere e da un buon livello di preparazione in merito a quanto è stato accumulato a fini previdenziali

Erroneamente si pensa che un sistema pensionistico forte e stabile porti con sé la felicità del pensionato. Il legame non c’è quasi mai e a documentarlo ci pensa la ricerca “The global reality report: the happiness formula” di State Street Global Advisors

Un sistema pensionistico forte e stabile riflette pensionati felici?
Secondo la nuova indagine “The global reality report: the happiness formula” pubblicata da State Street Global Advisors, la risposta è no. Per giungere a questa risposta, la divisione di asset management di State Street Corporation ha confrontato i sistemi pensionistici, analizzati in base a parametri oggettivi, con i risultati qualitativi raccolti tramite un sondaggio condotto su oltre 9.500 intervistati in otto paesi (Germania, Italia, Paesi Bassi, Svezia, Irlanda, Regno Unito, Stati Uniti e Australia). Dalla ricerca è dunque emerso che non sempre ai sistemi previdenziali con punteggi più elevati corrispondono i pensionati più felici.
Ad esempio, i Paesi Bassi, da una parte, si collocano tra i sistemi pensionistici più solidi al mondo (il paese occupa la posizione più alta nell’indice Melbourne Mercer Global Pension e mantiene un livello molto elevato di tassi di copertura, adesione e percentuali di risparmio) e dall’altra sono all’ultimo posto per quanto riguarda il grado di soddisfazione del pensionato. Al contrario, negli Stati Uniti i risparmiatori con un piano a contribuzione definita sono molto fiduciosi e ottimisti in merito alle loro prospettive e sono generalmente più soddisfatti quando raggiungono l’età della pensione, nonostante i livelli di risparmio relativamente modesti e una bassa posizione nello stesso indice.

Dal report risulta infatti come i fattori chiave che determinano la felicità, durante il pensionamento, sono una combinazione di: fiducia nella stabilità del sistema pensionistico di un paese, un forte senso di responsabilità personale rispetto agli obiettivi da raggiungere e un buon livello di preparazione in merito a quanto è stato accumulato a fini previdenziali.

La fiducia

La stabilità e la credibilità del sistema pensionistico di un paese generano fiducia, mentre cambiamenti recenti o le attese di un cambiamento a livello politico, come la modifica dell’età pensionabile, portano a un calo della fiducia. Ad esempio, l’Italia è stata recentemente al centro di alcune controverse riforme del sistema pensionistico, mentre in Germania e Paesi Bassi queste riforme stanno per essere introdotte. Solo nel caso in cui queste riforme venissero attuate con successo e i singoli individui accettassero pienamente il proprio ruolo all’interno del nuovo sistema, questi paesi potrebbero avvicinarsi ai livelli di soddisfazione della Svezia (uno degli stati meglio posizionati in classifica), che presenta un sistema consolidato, sostenibile e di facile comprensione.

La consapevolezza

Le persone più felici sono quelle con un maggior livello di consapevolezza e che sentono di avere il controllo dei propri obiettivi previdenziali. Quando le persone accettano l’idea di essere responsabili della propria pensione e comprendono le scelte a loro disposizione, si sentono anche più sicure. Gli intervistati di Stati Uniti e Australia – paesi caratterizzati da una profonda tradizione di piani pensionistici individuali, attraverso piani a contribuzione definita – sottolinea il report, sono risultati i più soddisfatti di tutto il campione.

La preparazione

Avere risorse sufficienti ai fini pensionistici è fondamentale per determinare la preparazione alla pensione e il grado di soddisfazione. Per molte persone la vera sfida è capire quale sia il livello di risparmio “adeguato” da destinare alla pensione e comprendere se sarà sufficiente. Inoltre, lo studio ha evidenziato che poche persone capiscono come convertire una somma forfettaria, relativamente elevata in una fonte di reddito stabile per tutta la vita. Questo rende difficile definire, in modo preciso, l’investimento necessario ai fini previdenziali. In particolare gli italiani e gli irlandesi intervistati temono di non essere preparati per la pensione.

Giorgia Pacione Di Bello
Giorgia Pacione Di Bello
Condividi l'articolo