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Notre - Dame, un puzzle di assicurazione

Notre - Dame, un puzzle di assicurazione

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Giorgia Pacione Di Bello
Giorgia Pacione Di Bello

18 Aprile 2019
Tempo di lettura: 2 min
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  • Nel caso in cui venisse confermato che l’incendio della cattedrale è partito dall’impalcatura di un’impresa di ristrutturazione, dovrà intervenire la “polizza car” stipulata dalla società per risarcire parte del danno

  • Lo Stato francese probabilmente interverrà nella ricostruzione, dal punto di vista economico, dato che si parla di polizze con massimali ridotti

La cattedrale francese è stata assicurata per metà. L’Arcidiocesi di Parigi, a cui è stata affidata dallo Stato francese, ha infatti stipulato una polizza per la collezione interna di opere con Axa Art

Notre – Dame è assicurata? Sembrerebbe proprio di sì. O meglio, la cattedrale francese è stata assicurata per pezzi. Secondo quanto risulta a We-Wealth, Notre – Dame è stata affidata all’Arcidiocesi di Parigi dallo Stato francese, che ha stipulato una polizza assicurativa su una parte della Cattedrale. La collezione delle opere interne è stata infatti ampiamente assicurata. Secondo quanto detto a We-Wealth alcune reliquie e oggetti liturgici sono stati oggetto di una polizza fatta da Axa Art. La stessa compagnia di assicurazioni francese, Axa, ha inoltre assicurato anche due delle società che lavoravano al cantiere di Notre – Dame (Le Bras Frères e la sua controllata Europe Echafaudages) con un massimale ridotto. Nella decisione del massimale, l’evento straordinario del 15 aprile non è stato considerato, facendo sì che la “polizza car” (contractor’s all risk) stipulata non copra neanche lontanamente la portata economica del danno verificatosi.

Nell’incendio di Notre – Dame c’è però un altro elemento da considerare. La cattedrale è stata infatti classificata come monumento storico dal 1862, e come tutti i beni appartenenti allo Stato vige il principio di autoassicurazione, che vede coinvolto lo Stato francese in prima linea nella ricostruzione quando un monumento storico si danneggia.

Per Notre – Dame la questione non è però così semplice dato che l’incendio, che ha distrutto parte della cattedrale, sarebbe partito dall’impalcatura di una delle società del cantiere. Se fosse confermata questa ricostruzione iniziale il principio di autoassicurazione dello Stato verrebbe meno. E dunque, il primo soggetto a doversi impegnare economicamente nella ricostruzione sarebbe l’assicurazione (o la ri-assicurazione) della società di ristrutturazione (per quanto il massimale consenta).

Questo non esclude la possibilità che lo Stato francese intervenga, a livello economico, nella ricostruzione di Notre-Dame, anche perché il massimale stipulato dalle società di ristrutturazione è così basso che le donazioni fatte dalle famiglie francesi più benestanti lo superano abbondantemente.

Axa non ha voluto fornire ulteriori informazioni spiegando che “c’è in corso un’indagine per comprendere le cause di questo incendio. Tutto il team di Axa sta collaborando con le autorità statali. Ora, bisogna avere pazienza e lasciare che gli esperti lavorino”.

L’inchiesta in corso risulta dunque essere fondamentale per capire chi dovrà occuparsi, economicamente, della ristrutturazione delle Cattedrale.

Giorgia Pacione Di Bello
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