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Le assicurazioni del 2030

Le assicurazioni del 2030

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Redazione We Wealth
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09 Gennaio 2019
Tempo di lettura: 2 min
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  • Distribuzione, prezzi ed elaborazione dei reclami. In queste tre aree si vedranno maggiormente gli sviluppi tecnologici

  • Gli agenti saranno sempre di più soggetti che si occuperanno di “educazione al prodotto” o in una prima fase di intermediazione tra macchina e cliente

Come saranno le assicurazioni nel futuro? Cosa cambierà? McKinsey&Company ha certo di dare delle risposte al cambiamento nel suo ultimo report: “Digital Insurance 2018”

Come sarà l’assicurazione del 2030? A dare una risposta ci prova il report “Digital Insurance in 2018” pubblicato dal McKinsey&Company. L’intelligenza artificiale sta infatti sempre di più entrando pervasivamente nella vita di ognuno di noi. Si preferisce infatti cercare di fare commissioni e operazioni online, per risparmiare tempo e alle volte anche denaro. Le assicurazioni, sono per esempio uno dei settori che già al momento risultano essere colpiti dall’innovazione tecnologica. Basti pensare che nel corso del 2018 gigante del web come Amazon e Google hanno deciso di lanciarsi nel settore assicurativo, inaugurando pacchetti ad hoc “insurtech” per la casa. Secondo il rapporto McKinsey&Company l’intelligenza artificiale avrà ripercussioni dal punto di vista della: distribuzione, prezzi e reclami nel settore assicurativo.

Per quanto riguarda la distribuzione, i tempi per completare l’acquisto di una polizza saranno sempre più brevi e gli “smart contracts” che giranno attraverso la blockchain saranno sempre più frequenti. Stando al report, nel tempo, aumenteranno il numero di prodotti assicurativi che useranno questo genere di tecnologie saranno sempre di più. E il ruolo degli agenti diventerà sempre più un’attività di educazione al prodotto.

Da tempo inoltre la sottoscrizione manuale dei prodotti assicurativi è cessato nel tempo. Questa si è infatti ridotta di raggio e attualmente comprende solo pochi prodotti, dato che la maggior parte del processo è automatizzata e supportata da una combinazione di apprendimento automatico. Esistono infatti già delle piattaforme sofisticate che collegano clienti e assicuratori, senza intermediari di mezzo.

La tecnologia potrà fornire aiuti anche nel campo dei reclami. I tempi di elaborazione potranno essere drasticamente ridotti. Inoltre sfruttando i nuovi sistemi come la blockchain il processo di rimborso, in caso sia dovuto, potrà avvenire in modo automatico e senza l’intermediazione di un essere umano. Certo, c’è da dire che il completamento al 100% di questo processo non potrà avvenire nel corso di un paio di anni. Non si può negare l’evidenza della contaminazione del settore tradizionale con la tecnologia. Ma la sostituzione definitiva dell’uomo con un software è ancora molto lontano. Da sottolineare poi come gli italiani, a differenza degli anglosassoni, sono molto legati al contatto umano. E dunque insurtech e company prima di rosicchiare consistenti quote di mercato dovranno aspettare ancora molto. Ciò non toglie il fatto che le tradizionali compagnie assicurative debbano iniziare ad innovare se non vogliono perdere tutti i loro clienti.

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