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Italia, spesa pensionistica insostenibile

Italia, spesa pensionistica insostenibile

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Giorgia Pacione Di Bello
Giorgia Pacione Di Bello

10 Settembre 2018
Tempo di lettura: 2 min
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  • Secondo il Global Retirement Index, l’Italia si classifica al 29° posto, nonostante il miglioramento nei sottoindici della salute e della qualità della vita

  • Punteggi bassi, per l’Italia, nel sottoindice del benessere materiale e finanziario

L’Italia destina il 16,3% del Pil alla spesa pubblica per le pensioni, avendo come effetto diretto l’aumento del debito pubblico. La causa è da attribuire al gap tra pensionati e giovani occupati

La sostenibilità della spesa pensionistica è il tallone di Achille del welfare state in Italia. A dirlo è il rapporto “2018 Global Retirement Index” pubblicato da Natixis investment Managers, società di asset management. Secondo i dati, l’Italia destina il 16,3% del Pil alla spesa pubblica per le pensioni, avendo come risultato l’aumento del debito pubblico. Il risultato italiano non è però la regola. Paesi come la Francia, dove il 14% del Pil è destinato al comparto pensionistico ha risultati di indebitamento nettamente migliori rispetto all’Italia. Stando al rapporto la Francia si classifica, infatti, al 34° posto su 43 paesi mentre l’Italia al terzultimo posto, conquistando la 41° posizione. Peggio solo la Grecia (42°) e il Giappone che chiude la classifica. All’estremo opposto si trovano invece l’Estonia, 1° classificata, il Cile al terzo posto e il Lussemburgo al quarto posto.

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La differenza, stando all’analisi del report, è nel gap tra pensionati e giovani lavoratori. Secondo il rapporto, infatti, più diminuisce il numero di soggetti lavorativa mente attivi, e non si sviluppano riforme ad hoc per il comparto pensionistico, più il debito aumenta. Paesi come l’Italia e la Grecia hanno dunque come problema principale la non occupazione giovanile.

Altro gap per l’Italia è il benessere materiale. Secondo il Global Retirement Index, indice che assegna un punteggio basato su quattro sottoindici: benessere materiale, benessere finanziario, salute e qualità della vita, l’Italia registra le performance più basse sul benessere finanziario, classificando al 40° su 43 paesi e sul benessere materiale, dove guadagna la 32° posizione. Per benessere materiale si intende dunque l’insieme del reddito di uguaglianza, del reddito pro-capite e l’occupazione. In tutti e questi tre elementi l’Italia risulta essere insufficiente.

Risultati positivi, arrivano invece, dall’indice salute e qualità della vita. Sul sottoindice salute l’Italia ha guadagnato il 18° mentre sulla qualità della vita il 25°. Raggruppando i risultati dei singoli sottoindici, l’Italia si classifica dunque al 29° sui 43 paesi analizzati. Posizione che resta immutata rispetto al 2017.

Ai vertici della classifica si trovano la Svizzera e l’Islanda. Nel dettaglio, la Confederazione elvetica ha guadagnato il 1° posto, essendo stato l’unico paese ad essersi collocato nelle prime dieci posizioni in tutti e quattro i sottoindici. Al secondo posto c’è l’Islanda seguita dalla Norvegia, che rispetto al 2017, perde la prima posizione. Si confermano al quarto posto la Svezia, seguita dalla Nuova Zelanda. Altra novità per il 2018 è l’Irlanda che riesce ad entrare nella top ten, posizionandosi al settimo posto. Nel 2017 era al 14° posto e nel 2016 al 16°. Un miglioramento continuo negli anni. La Germania, non risulta essere più nella top ten, scendendo dalla 7° alla 13° posizione a causa di un peggioramento nell’indice di benessere finanziario. Altro big escluso, dai migliori, è il Lussemburgo che si piazza all’11° posto, nonostante abbia ottenuto il miglior punteggio nel sottoindice della salute.

Le principali sfide che riguardano l’Italia rimangono dunque l’invecchiamento della popolazione e l’aumento della pressione fiscale.

Nonostante le buone notizie relative al miglioramento della qualità della vita e della salute, la situazione economica del Paese pesa ancora sulle finanze della popolazione italiana che deve fare fronte al crescente problema dell’invecchiamento”, dichiara Antonio Bottillo, Managing Director di Natixis Investment Management Italia

Giorgia Pacione Di Bello
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