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Ifrs17, discussione continua sul principio contabile delle assicurazioni

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Contributor, tefano Carlino / Alberto Canclini

17 Settembre 2019
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L’Ifrs17, il nuovo principio contabile dei contratti assicurativi, continua a rimane ancora una sfida aperta per l’industria delle polizze

Ifrs 17, il nuovo principio contabile dei contratti assicu- rativi, rimane ancora unasfida aperta per l’industria delle polizze. Lo scorso 26 giugno lo Iasb ha pubblicato e posto in consultazione pubblica gli emendamenti al principio, in attesa dell’endorsment finale da parte dell’Unione Europea.

Il mercato ha visto l’accoglimento di alcuni “temi caldi” segnalati dall’Industry e dall’Efrag mentre, sugli aspetti centrali delle coorti delle polizze e della metodologia di determinazione del tasso di attualizzazione dei passivi, per i prodotti vita di Ramo I, non sono stati fatti passi avanti.

Vediamo di seguito i principali punti risolti e quelli ancora aperti

Costi di acquisizione. È stata accolta la richiesta di poter allocare gli oneri di acquisizione relativi a contratti emessi per tenere conto della persistenza del contratto (rinnovi attesi) per ripartire il significativo sforzo economico di acquisizione tra i contratti acquisiti e quelli attesi.
Riassicurazione. È stata accolta la richiesta di rappresentare simmetricamente gli effetti sul Contractual Service Margin dei contratti di riassicurazione in quota share relativi a contratti one- rosi dall’ avvio del contratto o divenuti onerosi lungo il corso della vita del contratto. Resta, invece, non recepita analoga istanza per i contratti di riassicurazione non proporzionali. In tal caso tuttavia anche l’Efrag ha riconosciuto che l’effetto della riassicu- razione possa essere recepito nei contratti sottostanti, attraverso un adeguamento del risk adjustment, piuttosto che nel Csm. Coorti. L’argomento resta sul tavolo e, per il momento, lo Iasb sembra non intenzionato a recepire le istanze degli operatori. Il mercato si interroga sull’utilità di questa richiesta informativa di disaggregazione che, per i contratti vita di ramo I, parrebbe costituire un elemento informativo inutile e di costosa applica- zione, considerando che la gestione dei contratti vita si regge sul principio contrapposto della mutualità temporale.

In caso di mantenimento della attuale impostazione le imprese potranno avvalersi di criteri di allocazione top down su base parametrica e contabile, come consentito dal Principio. Parliamo infine di uno degli argomenti ritenuti dal mercato più delicati, e cioè della metodologia di determinazione del tasso di attualizzazione dei passivi, per i prodotti vita di Ramo I. L’argomento riveste importanza determinante in quanto da esso dipenderà la modalità con la quale le imprese ope- ranti nel comparto vita costruiranno un assetto di bilancio più o meno resistente alla volatilità dei mercati finanziari.

Infatti la determinazione del tasso di attualizzazione dei passi- vi, pur tenendo conto delle opzioni di minimo incorporate nei contratti assicurativi, non può essere scollegata dalle variazioni del fair value degli attivi a cui sarà sempre associata da un punti di vista finanziario e sostanziale.

Pertanto, l’elemento di maggiore sfida consiste nel costruire una “cerniera di trasmissione” in grado di trasferire alle passività la maggior quantità possibile della volatilità degli attivi, con una metodologia che sia conforme ai dettami del principio Ifrs 17, attuabile dal punto di vista dei sistemi IT e dei motori attuariali,- nonché coerente con le logiche di gestione finanziario – tecnica dell’ impresa.

Questo argomento, unitamente all’ aspetto delle coorti, rendono, soprattutto per il business vita tradizionale, l’ applicazione di Ifrs 17 una sfida ancora aperta.

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Contributor , tefano Carlino / Alberto Canclini
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