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Donne: meno istruite degli uomini sull’educazione finanziaria

Donne: meno istruite degli uomini sull’educazione finanziaria

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Giorgia Pacione Di Bello
Giorgia Pacione Di Bello

19 Febbraio 2021
Tempo di lettura: 2 min
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  • L’alfabetizzazione degli uomini si conferma più elevata rispetto a quelle delle donne

  • La tendenza, però, a sottostimare le proprie conoscenze è più forte tra le donne

Le donne sono un polo strategico per il ruolo centrale nella famiglia e nella società. Ed è su queste che bisogna investire

Italia fanalino di coda nell’educazione finanziaria con il segmento delle donne che continua ad avere dei gap rispetto agli uomini. Secondo l’indagine condotta da Banca d’Italia e Doxa nel 2020 su circa 2.000 adulti tra i 18 e i 79 anni, c’è bisogno di immediati interventi formativi sui temi dell’educazione finanziaria e assicurativa. I dati confermano infatti la posizione di ritardo dell’Italia nel confronto internazionale, già rilevata nel 2017. Il nostro Paese si posiziona in coda alla classifica stilata dall’Ocse.

In una scala che va da 1 a 21 l’Italia registra un punteggio di 11,2 – sostanzialmente in linea con quello della precedente rilevazione – contro un valore medio degli altri paesi partecipanti all’indagine di 13 punti. L’indagine pone in evidenza che l’alfabetizzazione differisce nella popolazione a seconda del livello di istruzione, la variabile più rilevante, ma anche in funzione del genere oltreché dell’età e della localizzazione geografica degli intervistati.

L’alfabetizzazione degli uomini si conferma più elevata rispetto a quelle delle donne (11 punti contro gli 11,4 a livello di punteggio complessivo). Il divario tra uomini e donne è particolarmente forte nel profilo delle conoscenze (4,1 per gli uomini contro 3,8 per le donne) soprattutto tra quanti hanno bassi titoli di studio e risiedono nel mezzogiorno. Tali valori sono peraltro in lieve miglioramento per entrambi i generi rispetto alla rilevazione del 2017. Il divario è meno evidente nel profilo dei comportamenti (4,3 contro 4,1), mentre è in linea con riferimento alle attitudini (3,1 donne, 3 gli uomini).

Se si considera poi il divario di genere in base alla condizione occupazionale, emerge la rilevanza della partecipazione al mercato del lavoro, e quindi l’aspetto di un reddito personale da gestire, un fattore che influisce favorevolmente sulle conoscenze finanziarie. Le casalinghe e le pensionate rappresentano i sottogruppi più fragili che contribuiscono ad ampliare la distanza nei livelli di conoscenze, mentre le lavoratrici autonome risultano più preparate degli omologhi uomini.

Il report sottolinea anche come ci sia un fattore psicologico importante: quello della sfiducia in sé stesse. I dati mostrano infatti che gli italiani sono consapevoli delle proprie modeste conoscenze finanziarie. La tendenza, però, a sottostimare le proprie conoscenze è più forte tra le donne, ed è crescente tra il 2017 e il 2020. Nel 2020 il 33% delle donne ha valutato il proprio livello di conoscenza finanziaria sotto la media, pur avendo realizzato un punteggio sopra la media (tra gli uomini la percentuale è del 26%).

Le donne e la finanza

Dalla ricerca emerge dunque chiaro come le donne sono un polo strategico per il ruolo centrale nella famiglia e nella società, dato che sono:

  • amministratrici del bilancio familiare gestiscono le entrate e le uscite della famiglia, stabiliscono gli obiettivi di consumo e di risparmio e, soprattutto quelle più giovani, assumono un ruolo sempre più decisivo nelle scelte finanziarie e assicurative.
  • per la loro tendenza a preoccuparsi del bene comune, a migliorare la situazione di coloro che le circondano, sono il punto ideale di trasmissione delle informazioni verso i figli, sin dalla più tenera età.
  • sono attente al nuovo, e dunque rappresentano i soggetti ideali da raggiungere ed interessare con le iniziative di formazione.
  • tendono a sottostimare le proprie conoscenze finanziarie pur avendo rilevanti potenzialità. La loro consapevolezza va fatta crescere, anche per facilitare il loro inserimento nel mondo del lavoro.

 

Giorgia Pacione Di Bello
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