PREVIOUS ARTICLENEXT ARTICLE

Assicurazioni poco reattive ai cambiamenti

Assicurazioni poco reattive ai cambiamenti

Salva
Salva
Condividi
Giorgia Pacione Di Bello
Giorgia Pacione Di Bello

14 Maggio 2019
Tempo di lettura: 2 min
Tempo di lettura: 2 min
Salva
  • La maggior parte degli intervistati non si sente di poter contare su una copertura assicurativa adeguata per tutelarsi dalle diverse incertezze

  • Il 55% dei clienti è disposto ad esplorare nuovi modelli assicurativi se quelli classici non sono in grado di rispondere alle esigenze

Le assicurazioni sono ancorate al passato e poco flessibili al cambiamento. Negli ultimi anni si sono però susseguite diverse novità tecnologiche e non

Cambiamenti climatici, progressi tecnologici, tendenze sociali e demografiche in evoluzione, nuovi bisogni in ambito sanitario e cambiamenti del contesto di business non fanno dormire sonni tranquilli i clienti delle compagnie assicurative. Secondo il “Word insurance report” pubblicato da Capgemini meno del 25% dei clienti corporate e meno del 15% di coloro che detengono un’assicurazione privata, afferma di poter contare su una copertura assicurativa sufficiente a proteggerli contro uno qualsiasi dei nuovi rischi. Inoltre, meno del 40% degli assicuratori ramo vita e salute ha dichiarato di aver costituito una pipeline di nuovi prodotti per offrire una copertura completa ai rischi emergenti.

L’incertezza è generata dalla lenta risposta, alle minacce emergenti, da parte delle compagnie assicurative. Il report stima infatti che l’83% dei clienti delle assicurazioni private ha un’esposizione medio/alta agli attacchi informatici e alla perdita dei propri risparmi, ma solo il 3% è ampiamente coperto da questi eventuali rischi. Tra i clienti corporate, l’81% sostiene costi sanitari crescenti per i lavoratori a fronte dei quali solo il 17% può contare su una copertura adeguata, l’87% è a rischio di attacchi informatici e solo il 18% ha una copertura soddisfacente. Inoltre, quasi il 75% è minacciato dalle crescenti catastrofi naturali, per le quali solo il 22% è effettivamente coperto.

Tutto questo porta alla sfiducia nelle compagnie assicurative classiche e alla ricerca di nuove soluzione, al passo con i tempi, che soddisfino le esigenze del cliente. Il 55% dei clienti ha dichiarato di essere pronta a esplorarenuovi modelli assicurativi, ma solo il 26% delle assicurazioni sta investendo in questo senso. Se da un lato il 37% dei clienti ha affermato di essere altamente disposto a condividere dati aggiuntivi in cambio di un migliore controllo del rischio e servizi aggiuntivi, dall’altro solo il 27% delle assicurazioni utilizza i dati in tempo reale per scopi legati ai modelli di rischio.

Secondo il report dunque gli assicuratori devono rispondere alle nuove minacce e alle aspettative dei clienti, abbracciando nuove tecnologie e siglando nuove partnership. Le capacità di valutazione del rischio possono subire un significativo miglioramento quando machine learning, intelligenza artificiale e advanced analytics sono implementati e i player coinvolti collaborano in maniera efficace. Il progresso tecnologico deve però essere accompagnato anche da un cambiamento di mentalità. Gli assicuratori devono fare un passo avanti nelle aree in cui svolgono tradizionalmente il ruolo di payer, divenendo al contempo partner e prevenendo i rischi, lavorando a più stretto contatto con i clienti per ridurre i rischi e fornire servizi on demand.

Giorgia Pacione Di Bello
Giorgia Pacione Di Bello
Condividi l'articolo
LEGGI ALTRI ARTICOLI SU:Private InsuranceEuropaCapgemini
ALTRI ARTICOLI SU "Private Insurance"
ALTRI ARTICOLI SU "Europa"
ALTRI ARTICOLI SU "Capgemini"