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Assicurazioni, il volano dell’economia italiana

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Giorgia Pacione Di Bello
Giorgia Pacione Di Bello

10 Luglio 2019
Tempo di lettura: 2 min
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  • Il Premier Conte, intervenuto all’assemblea annuale dell’Ania, ha sottolineato la necessità di una “vera e propria alleanza strategica tra il governo e il comparto assicurativo”

  • Inoltre, il problema dell’invecchiamento della popolazione porta con sé una naturale revisione del welfare per renderlo sostenibile anche in futuro

L’assemblea annuale dell’Ania ha messo in risalto le mancanze dell’Italia e la forte dipendenza dell’economia dal settore assicurativo. Gli investimenti delle compagnie assicurative italiane nel 2018 hanno superato gli 840 miliardi di euro

“Il settore assicurativo potrà dimostrarsi un prezioso alleato per il miglioramento della qualità della vita dei cittadini (perché con il calo demografico serve) una più vasta riflessione sul nostro sistema di welfare e sul modello di assistenza sanitaria”. Queste le parole del premier Giuseppe Conte, intervenendo durante l’assemblea annuale dell’Ania.  Conte ha sottolineato la necessità di una “vera e propria alleanza strategica tra il governo e il comparto assicurativo (con) l’obiettivo ambizioso di costruire insieme il futuro”. Il premier ha inoltre promesso alle assicurazioni un’attenzione alle esigenze del settore: “posso garantire che la dovuta attenzione sarà riservata al quadro regolamentare di settore”. Il problema welfare è stato anche sottolineato anche dal presidente dell’Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni (Ivass), Fabio Panetta il quale ha sottolineato come “in prospettiva (l’invecchiamento della popolazione e la sostenibilità del sistema) sia un serio problema sociale ed economico”.

Una soluzione potrebbe dunque provenire da un potenziamento del welfare privato. “Sarà inoltre importante – continua Panetta–  un ulteriore sviluppo della previdenza complementare”. Per il presidente dell’ Ivass “si tratta di fattori che richiedono un diverso modo di fare i prodotti assicurativi. Mettere al centro le esigenze e le aspettative dei clienti significa diversificare l’offerta disegnando prodotti calibrati sulle specifiche esigenze dei cittadini: esigenze di risparmio e di investimento, ma anche di protezione. Segnali in questo senso si colgono nel comparto vita, nota Panetta, con le modifiche introdotte lo scorso anno dall’Ivass in materia di gestioni separate che hanno consentito di innovare i processi produttivi delle polizze rivalutabili, favorendo il rilancio dei prodotti tradizionali con garanzia. Si è trattato di un primo passo, in risposta alle necessità dei consumatori con nuovi premi per 19 miliardi a cui vorremmo far seguire altri sviluppi”.

L’importanza del settore assicurativo, oltre che essere stato sottolineato da Conte, è stato specificato anche da Maria Bianca Farina, Presidente dell’Associazione nazionale fra le imprese assicuratrici (Ania). Gli investimenti delle compagnia assicurative italiane, lo scorso anno, hanno superato gli 840 miliardi (pari a quasi il 50% del Pil) sottolinea Farina. Investimenti che sono un sostegno per lo Stato ma anche un volano per l’economia reale. Dai numeri dell’Ania emerge inoltre come che il 43,1% dei quasi 840 miliardi di euro (pari a oltre 361 miliardi) è investito in titoli di Stato italiani con un duration media di sei anni e sette mesi. Un altro 20% risulta invece essere investito in obbligazioni societarie e un 9% in titoli di Stato esteri. Dal confronto in Europa, fatto dall’Ania, emerge come le compagnie assicurative spagnole detengano una quota maggiore di titoli di Stato nazionali: 50,7%. Percentuale che scende se si guarda la Francia (21,7%) e la Germania (7,8% degli investimenti delle compagnie tedesche).

Giorgia Pacione Di Bello
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