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Assicurazioni: il ruolo nella protezione del patrimonio

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Giorgia Pacione Di Bello
Giorgia Pacione Di Bello

10 Febbraio 2021
Tempo di lettura: 2 min
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  • L’Ania fornisce una panoramica italiana ed europea sulle assicurazioni

  • Protezione da eventi imprevisti e avere la capacità di rialzarsi grazie alla previdenza

Che ruolo giocano le assicurazioni all’interno di una pianificazione patrimoniale? E come mai è saggio inserirle al proprio interno?

Risollevarsi da un evento imprevisto che colpisce i beni, il patrimonio o la vita di una persona, questo l’obiettivo delle assicurazioni. L’incertezza non riguarda solo il fatto che un danno possa verificarsi, ma è ignoto il tempo in cui tale danno si manifesterà ed è, soprattutto, sconosciuta l’entità della perdita che, nella maggior parte dei casi, potrà andare al di là di qualsiasi risparmio o ricchezza che una persona può aver accumulato.

È per questo motivo che l’assicurazione è una componente essenziale della pianificazione finanziaria di una famiglia o di un’azienda, dato che consente di mitigare le perdite, promuove la stabilità finanziaria e le attività commerciali che a loro volta si traducono in crescita economica e sviluppo.

Per effetto degli investimenti prudenziali e di lungo periodo che devono essere fatti dalle imprese di assicurazione a garanzia dei risparmi che vengono loro affidati, le compagnie veicolano una parte rilevante di queste risorse acquistando titoli di Stato, principalmente italiani. L’ultimo approfondimento redatto dall’Ania sottolinea come il settore assicurativo sostiene così il debito pubblico anche nei periodi di gravi crisi e durante le acute fasi di turbolenza dei mercati finanziari. “Nel 2019 sono stati 400 miliardi gli investimenti fatti dalle compagnie di assicurazione italiane in titoli di Stato, di cui oltre 320 miliardi sono riferibili al debito sovrano italiano” sottolinea il documento. Se si confronta però l’incidenza di questa tipologia di investimenti, nel nostro Paesi (52%) rispetto all’Europa (31%), si nota come la percentuale sia nettamente superiore.

Assicurazione vita

Le assicurazioni sulla vita svolgono un duplice ruolo: da un lato, rappresentano uno strumento di risparmio alternativo attraverso cui le famiglie investono i propri risparmi e accumulano capitale e, dall’altro, costituiscono un vero e proprio ombrello di protezione nei confronti di conseguenze finanziarie avverse che possono derivare da eventi collegati con la vita umana, come l’interruzione dei flussi di reddito dovuta alla morte prematura di un membro della famiglia o la sopravvivenza al di là delle proprie possibilità finanziarie.

Il peso delle assicurazioni vita in Italia è in continua crescita anche se nel confronto europeo si evidenziano ampi spazi per un ulteriore sviluppo. Nel 2019 le compagnie di assicurazione vita nel nostro Paese gestivano un risparmio che superava i 770 miliardi e questo rappresentava il 18% delle attività finanziarie delle famiglie (14,2% la media dei paesi europei evidenziati). In rapporto al Pil si registrava un’incidenza di oltre il 40% (circa il 60% nella media europea). “In particolare andrebbe maggiormente sviluppato e incentivato in Italia il comparto della previdenza privata integrativa, per la quale occorrerebbe favorire ulteriormente le adesioni informando i cittadini in modo chiaro sulle aspettative di pensione pubblica e rendendo il sistema complementare più aperto e flessibile” sottolinea l’Ania.

Assicurazioni e patrimonio

L’obiettivo fondamentale delle assicurazioni a tutela dei beni e del patrimonio è quello di proteggere le imprese e le famiglie contro eventi imprevedibili le cui ripercussioni finanziarie potrebbero essere talmente significative da portare all’interruzione dell’attività produttiva di un’azienda o mettere una famiglia in una situazione di grave disagio economico. In questo comparto, si stima che in Italia metà della raccolta premi complessiva provenga da coperture assicurative delle imprese e l’altra metà da coperture di individui e famiglie.

Ma che forme di garanzia offrono le imprese ai propri clienti?

  • Le assicurazioni a protezione di beni o di cose che garantiscono all’assicurato il risarcimento di un danno che colpisce un bene o un complesso di beni predeterminati. Rientrano in questo ambito, ad esempio, l’assicurazione incendio (sulla casa o sull’azienda), l’assicurazione furto (di beni nelle abitazioni private o nelle attività commerciali o pubbliche), l’assicurazione a protezione dei beni contro eventi inattesi (danni a macchinari e impianti industriali) o contro eventi naturali (ad esempio grandine e calamità naturali).
  • Le assicurazioni sulle persone che garantiscono il risarcimento del danno alla persona dell’assicurato in conseguenza di una lesione fisica (infortuni) o di una malattia, che provochi la morte, l’invalidità permanente o una inabilità temporanea.
  • Le assicurazioni del patrimonio, con le quali l’assicurato si cautela contro il rischio del sorgere di un debito per danni involontariamente cagionati a terzi. L’evoluzione della vita economica dà continuamente origine a nuove fattispecie di responsabilità, che a loro volta fanno emergere l’esigenza di coperture prima sconosciute, basti pensare alle responsabilità degli ospedali, dei costruttori di edifici, dei produttori, degli amministratori di aziende.

Ampliando l’analisi a livello europeo, nel settore delle assicurazioni a protezione dei beni, della salute e del patrimonio (escludendo l’assicurazione auto), l’Italia presenta un evidente gap di copertura rispetto agli altri principali paesi europei. L’incidenza dei premi (escluso il settore auto) sul Pil è pari all’1% rispetto a una media europea del 2,7% e il premio medio per abitante del nostro Paese è meno di un terzo di quello dei paesi analizzati. La più bassa diffusione di coperture assicurative rappresenta un fattore di debolezza per l’intero Paese. “In questo ambito è necessario attuare un sistema integrato fra pubblico e privato che consenta una gestione più equa ed efficiente dei vari tipi di rischio, in particolare per le coperture assicurative contro i rischi del lavoro, della salute, dei patrimoni, delle catastrofi naturali” sottolinea l’Ania.

Giorgia Pacione Di Bello
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