PREVIOUS ARTICLE NEXT ARTICLE

Testamento: l’istituto della sostituzione fedecommissaria

Testamento: l’istituto della sostituzione fedecommissaria

Salva
Salva
Condividi
Maria Cristiana Felisi
Maria Cristiana Felisi

24 Giugno 2020
Tempo di lettura: 2 min
Tempo di lettura: 2 min
Salva

Come funziona l’istituto della sostituzione fedecommissaria? Che potenzialità ci sono e perché non viene spesso applicato?

La sostituzione fedecommissaria è la seguente disposizione: il testatore istituisce per testamento un soggetto quale erede o legatario, imponendo al medesimo (detto “istituito” o “fiduciario”) di conservare i beni ricevuti per successione e obbligandolo a restituirli, alla sua morte, ad altra persona (detto “sostituito” o  “fedecommissario”) designata dallo stesso testatore. È un istituto che avrebbe delle notevoli potenzialità, ma che è di limitata applicazione, visto che richiede che l’istituito sia interdetto (e non già per esempio sottoposto a misure di amministrazione di sostegno, assai più comuni).

Oltre al testatore, dunque, vi sono altri due soggetti coinvolti: il primo, cioè il fiduciario, che è immediatamente delato e assume la qualità di erede/legatario con l’apertura della successione del testatore (sempreché proceda all’accettazione): il secondo, cioè il fedecommissario, che subentra nel patrimonio ereditario solo alla morte del fiduciario, e subordinatamente alla premorienza del fiduciario.

Storicamente, la sostituzione fedecommissaria è costituita da tre elementi tradizionali: la duplice delazione (al momento della morte del testatore, vi è una prima delazione a favore del fiduciario, e una seconda a favore del fedecommissario. Questa seconda delazione decorre dalla morte del fiduciario, e si riferisce non già all’eredità del fiduciario, ma sempre alla successione del testatore che ha disposto la sostituzione fedecommissaria), l’ordine successivo (i due soggetti non assumono la qualità di eredi o legatari contemporaneamente, ma un dopo l’altro: dapprima il fiduciario, e in secondo luogo – alla morte del fiduciario – il fedecommissario), l’obbligo di conservare e restituire. In merito a quest’ultimo elemento, va specificato che la legge prevede una tutela reale a favore del fedecommissario: l’istituito infatti non ha che limitatissimi poteri di disporre di quanto ricevuto, creando una situazione di oggettiva indisponibilità dei beni destinati al sostituito.

A tutti gli elementi succitati, oggi si aggiunge la cura dell’incapace: la sostituzione fedecommissaria, come regolata dagli artt. 692 e ss. del codice civile, ha infatti una funzione prevalentemente assistenziale, essendo rivolta alla cura e alla tutela degli interdetti. Fuori dalle ipotesi di cui all’art. 692 c.c., la sostituzione fedecommissaria è nulla.

Si tratta dell’unico caso di disposizione fedecommissaria ammessa dal nostro ordinamento. Fuori da tale specifica ipotesi, e diversamente che nei paesi anglosassoni , non è possibile dunque lasciare per testamento  il proprio patrimonio a un soggetto che lo amministri e lo destini alla sua morte ad altro soggetto designato dal testatore.

L’art. 692 c.c. prevede che l’istituito dovrà essere il figlio, discendente o coniuge del testatore, e dovrà altresì trattarsi di persona interdetta o di minore in condizione di abituale infermità di mente (nel quale ultimo caso, la sentenza di interdizione dovrà emettersi, o il procedimento di interdizione dovrà iniziarsi entro due anni dal raggiungimento della maggiore età del minore, pena l’invalidità della sostituzione). L’istituito-interdetto, ai sensi degli artt. 693-694 c.c., può liberamente occuparsi dell’amministrazione ordinaria dei beni ricevuti e di goderne, secondo le norme (in quanto compatibili) che regolano l’usufrutto; non potrà tuttavia alienare liberamente i beni ereditari, se non dietro provvedimento dell’autorità giudiziaria per ragioni di utilità evidente. L’autorità giudiziaria dispone anche sul reimpiego delle some ricavate dall’alienazione.

In virtù del rinvio alle norme dell’usufrutto, si ritiene che l’istituito debba redigere inventario dei beni ricevuti e prestare idonea garanzia.

Il sostituito, invece, è quel soggetto (persona fisica o giuridica) che sotto la vigilanza del tutore, ha avuto cura dell’istituito-interdetto. Onere fondamentale di tale soggetto è la cura dell’istituito-interdetto: nel concetto di “cura” non va compresa solo l’assistenza materiale (come le cure mediche, il vitto, l’alloggio, etc.), ma anche quella morale e spirituale; per quanto riguarda la cura materiale, la dottrina ammette la richiesta del rimborso delle spese sostenute. Se il fedecommissario non adempie l’onere di cura dell’istituito, la sostituzione “è priva di effetto”.

Se il fedecommissario muore o si estingue prima della morte del fiduciario, ovvero è incapace a ricevere o succedere per testamento, in ipotesi di scomparsa, assenza e morte presunta, indegnità, rinunzia, ovvero nell’ipotesi di inefficacia della disposizione per violazione dell’onere assistenziale, i beni o la porzione di beni che spetterebbero al fiduciario vengono devoluti agli eredi legittimi (ma la dottrina vi fa anche rientrare quelli testamentari) del fiduciario.

Oggetto della sostituzione fedecommissaria può essere l’intera eredità, una quota di essa ovvero specifici beni (nel qual caso, si tratterà do un legato), essendo possibile includere nell’oggetto anche beni che fanno parte della quota di legittima dell’istituito.

Maria Cristiana Felisi
Maria Cristiana Felisi
Maria Cristiana Felisi è Of Counsel di Maisto e Associati. Ha sviluppato una particolare competenza nella consulenza ai clienti su aspetti di diritto privato e di famiglia, tra cui il diritto delle successioni, i trust, le fondazioni, la pianificazione successoria, real estate, societario e relativo contenzioso. È una mediatrice professionale per le imprese, un Family Officer qualificato in Italia e membro dell'International Bar Association (IBA). E' iscritta all'albo degli avvocati di Milano dal 1992 ed è patrocinatrice davanti alla Corte di Cassazione e ad altre giurisdizioni superiori.
Il presente articolo costituisce e riflette un’opinione e una valutazione personale esclusiva del suo Autore; esso non sostituisce e non si può ritenere equiparabile in alcun modo a una consulenza professionale sul tema oggetto dell'articolo.

WeWealth esercita sugli articoli presenti sul Sito un controllo esclusivamente formale; pertanto, WeWealth non garantisce in alcun modo la loro veridicità e/o accuratezza, e non potrà in alcun modo essere ritenuta responsabile delle opinioni e/o dei contenuti espressi negli articoli dagli Autori e/o delle conseguenze che potrebbero derivare dall’osservare le indicazioni ivi rappresentate.
Condividi l'articolo
LEGGI ALTRI ARTICOLI SU: Pianificazione Fiscale testamento