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La fiduciaria ed il ruolo di sostituto d'imposta

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Redazione We Wealth
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17 Agosto 2018
Tempo di lettura: fiduciaria
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  • La società fiduciaria, nell’ambito dell’intestazione e dell’amministrazione di beni in nome proprio, ma per conto di terzi, è un sostituto d’imposta

  • Negli anni scorsi la fiduciaria è stata molto “apprezzata” dal fisco Italiano nelle edizioni del c.d. scudo fiscale

Quando i beni sono intestati in nome proprio ma per conto di terzi, alla fiduciaria fanno capo i rapporti con il fisco

Nell’ordinamento italiano il sostituito d’imposta è quel soggetto che, per legge, applica, in sostituzione dell’amministrazione finanziaria, le ritenute d’imposta sui redditi conseguiti dai soggetti residenti fiscali in Italia. Le ritenute possono essere a titolo di acconto o a titolo d’imposta. Con le ritenute a titolo d’imposta, il sostituto applica e preleva tutte le imposte che il contribuente deve pagare. In questo caso, il contribuente non dovrà più corrispondere alcuna imposta. Con le ritenute a titolo di acconto, il sostituto provvede a prelevare un acconto d’imposta lasciando al contribuente l’obbligo di versare la restante somma.

La società fiduciaria, nell’ambito dell’intestazione e dell’amministrazione di beni in nome proprio, ma per conto di terzi, è un sostituto d’imposta. Essa, nel percepire i redditi conseguiti per conto dei propri fiducianti, applica le imposte previste dalla normativa fiscale Italiana. Nel caso in cui la natura del reddito percepito non consenta alla fiduciaria di applicare un’imposta, (ad esempio i redditi derivanti dalla locazione di immobili siti all’estero), la stessa fiduciaria dovrà comunicare nel proprio Modello 770 i dati identificativi del fiduciante per cui ha conseguito quel determinato reddito. Un tipico esempio di sostituto d’imposta è dato dall’applicazione delle ritenute sui proventi (dividendi o interessi) incassati per conto dei propri fiducianti, ovvero il versamento delle imposte sostitutive sui capital gain conseguiti sempre per conto dei propri fiducianti. Ma non solo. Sui mandati fiduciari senza intestazione, aventi ad oggetto beni immobili siti all’estero e appartenenti a persone fisiche residenti in Italia, la fiduciaria deve applicare e versare, per conto della stessa persona fisica, un’imposta dello 0,76%. L’imposta verrà versata a nome della fiduciaria. La fiduciaria, inoltre, applica e versa un’imposta sul valore delle attività finanziarie estere (c.d. Iafe) detenute da persone fisiche residenti in Italia.

Negli anni scorsi la fiduciaria è stata molto “apprezzata” dal fisco Italiano nelle edizioni del c.d. scudo fiscale. Ricordiamo che in tali sanatorie fiscali la fiduciaria riceveva la “dichiarazione riservata” redatta e compilata dal contribuente e, sulla base dei valori in essa indicati, calcolava le imposte dovute e le versava all’Agenzia delle entrate.L’attività di sostituto d’imposta della fiduciaria, però, si può rivelare, nel rispetto della normativa fiscale in vigore, anche uno strumento estremamente vantaggioso da un punto di vista economico. Il riferimento è alla possibilità di aprire sotto intestazione fiduciaria più rapporti di deposito titoli con diversi istituti bancari e aventi ad oggetto investimenti finanziari. In tale situazione, qualora il fiduciante opti per il regime del risparmio amministrato, l’attività di sostituto d’imposta può essere devoluta direttamente alla fiduciaria e non alle singole banche. In questo modo l’attività del sostituto d’imposta riguarderà tutti i rapporti bancari intestati alla fiduciaria con la possibilità di compensare le minusvalenze con le plusvalenze realizzate derivanti da tutti i rapporti bancari oggetto di intestazione fiduciaria.

Cosa è una minusvalenza? La minusvalenza è la differenza negativa tra il prezzo di acquisto e quello di vendita di un prodotto finanziario. Essa può essere portata in compensazione entro 4 anni con eventuali plusvalenze. In pratica, quindi, le minusvalenze realizzate durante l’anno 2014 possono essere compensate entro 4 anni, e quindi entro il 31 dicembre 2018. Una minusvalenza può essere compensata con una plusvalenza, cioè la differenza positiva tra il prezzo di acquisto e quello di vendita di un prodotto finanziario. Tuttavia, non tutte le plusvalenze possono essere compensate con le minusvalenze. Il fisco italiano distingue i prodotti finanziari tra quelli che producono “reddito di capitale” e “reddito diverso” e questa differenza è molto importante ai fini della compensazione. Infatti, tutti i prodotti finanziari possono produrre delle minusvalenze, ma quest’ultime possono essere compensate solo con le plusvalenze derivanti dai prodotti finanziari che producono “reddito diverso”. I prodotti finanziari che generano “reddito diverso”, e che quindi consentono di recuperare minusvalenze, sono le azioni, le obbligazioni, gli Etc (Exchange traded commodity) e i Certificates. In assenza dell’intestazione fiduciaria, sarebbe im- possibile per la persona fisica compensare le minusvalenze e le plusvalenze realizzate dalla vendita di titoli finanziari effettuati da due diverse banche.La presenza della fiduciaria consente tale possibilità e, inoltre, la stessa può svolgere la sua attività di sostituto d’imposta anche su quei rapporti finanziari esistenti sia su banche Italiane che su banche estere.

A cura di Elio Macchia

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