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Casa in Uk, sì alla doppia tassazione

Casa in Uk, sì alla doppia tassazione

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Giorgia Pacione Di Bello
Giorgia Pacione Di Bello

03 Ottobre 2018
Tempo di lettura: 2 min
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  • Se si è residenti in Italia e si ha un immobile all’estero la situazione tasse può variare da Paese a Paese. Mentre in alcuni casi non si sarà soggetti a una doppia tassazione per altri sì

  • Nel caso si abbia una casa all’estero si deve compilare il riquadro RL del modello dei redditi

L’Agenzia delle Entrate non riconosce la Council tax al pari dell’Ivie. Questo fa sì che il contribuente italiano sia soggetto a una doppia tassazione sia in Italia sia nel Regno Unito

La casa nel Regno Unito vale una doppia tassazione. Questo perché l’Agenzia delle Entrate italiana non riconosce la Council tax, applicata agli immobili inglesi, al pari dell’Ivie (imposta sul valore degli immobili situati all’estero) italiana. Nel caso inglese il contribuente italiano sarà dunque soggetto (di fatto) a una doppia tassazione sullo stesso immobile, dato che l’Agenzia delle Entrate italiana ritiene l’Ivie e la Council tax come imposte di natura diversa, nonostante vadano entrambe a colpire il possesso dell’immobile.

Cristiano Garbarini, partner e responsabile dipartimento tax dello studio legale Gattai, Minoli, Agostinelli & Partners, specifica come l’Agenzia delle Entrate ritiene che la Council tax inglese “non sia scomputabile dall’Ivie perché non ha natura patrimoniale”. Per Garbarini, “si tratta di un’interpretazione piuttosto formalista e penalizzante”, dato che il contribuente si ritrova a pagare due volte le tasse per uno stesso immobile.

Non in tutti i paesi la situazione è però uguale al Regno Unito. In Francia, per esempio, “il contribuente potrà beneficiare di un credito d’imposta, fino a concorrenza dell’imposta dovuta in Italia, pari all’importo dell’imposta patrimoniale estera versata nell’anno di riferimento”. Questo significa dunque che il contribuente italiano, con una casa in Francia, non sarà soggetto a una doppia tassazione ma a una sola, potendo beneficiare del credito d’imposta. Passaggio possibile perché, in questo caso, l’Agenzia delle Entrate riconosce la tassa francese sugli immobili in questione come un pari dell’Ivie italiano.

In linea di massima si può dunque dire che gli immobili situati all’estero di proprietà di persone fisiche residenti in Italia possono essere soggetti a tassazione sia nel Paese di localizzazione, in base alle regole nazionali, sia in Italia. Garbarini specifica inoltre come “per gli immobili situati in Paesi Ue o See, che garantiscono un adeguato scambio di informazioni, l’Ivie è applicata nella misura dello 0,76% del valore catastale dell’immobile”. Nel caso dovesse mancare il valore catastale “la base imponibile è data dal costo di acquisto o, in assenza di quest’ultimo, dal valore di mercato”.

Come deve essere versato l’Ivie?

I versamenti devono essere effettuati con le stesse modalità e con le stesse scadenze previste per l’Irpef. Inoltre per gli immobili locati, i canoni percepiti devono essere assoggettati all’Irpef. Questo significa dunque che si dovrà compilare il quadro RL del modello redditi. Attenzione però per reddito imponibile si intende quello dichiarato nello Stato estero, se si è soggetti a tassazione, senza alcuna deduzione di spese. Nel medesimo quadro RL si devono inoltre riportare, per fini statistici, i redditi degli immobili situati all’estero non locati, per i quali è dovuta l’Ivie.

Giorgia Pacione Di Bello
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