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Carta di credito cointestata: ok alle spese detraibili

Carta di credito cointestata: ok alle spese detraibili

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Giorgia Pacione Di Bello
Giorgia Pacione Di Bello

06 Ottobre 2020
Tempo di lettura: 2 min
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  • Nella caso in esame il titolare di una carta di credito, attivata su un conto cointestato tra moglie e marito a firme disgiunte, chiede se può fare i pagamenti, riferiti alle spese detraibili per il coniuge con la carta, senza che si perda questo diritto

  • Il contribuente potrà usare la carta di credito per pagare le spese detraibili riferite al coniuge, rilasciando le prove della tracciabilità

Le spese fatte dalla moglie con la carte di credito cointestata  con il marito sono detraibili. A chiarirlo è stata l’Agenzia delle entrate

Le spese fatte dalla moglie con la carte di credito cointestata  con il marito sono detraibili. A chiarirlo è stata l’Agenzia delle entrate con la risposta n.431/2020.

Il caso

Nella situazione in esame il titolare di una carta di credito, attivata su un conto cointestato tra moglie e marito a firme disgiunte, chiede se può fare i pagamenti, riferiti alle spese detraibili per il coniuge con la carta, senza che si perda questo diritto.

 

La risposta

In primis bisogna ricordare che la circostanza descritta dimostra come la titolare della spesa può essere anche la moglie, dato che il conto e intestato a tutti e due i soggetti. E in base alle nuove misure sulla tracciabilità risulta essere importante il mezzo di pagamento e non chi lo fa. Ma entriamo nel merito della risposta fornita dall’Agenzia delle entrate. L’Amministrazione finanziaria ricorda come l’art. 1 della Legge n.160/2019 prevede che a partire dal 1° gennaio 2020 “ai fini dell’imposta sul reddito delle persone fisiche, la detrazione dall’imposta lorda nella misura del 19% degli oneri indicati nell’articolo 15 del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, e in altre disposizioni normative spetta a condizione che l’onere sia sostenuto con versamento bancario o postale ovvero mediante altri sistemi di pagamento previsti dall’articolo 23 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241”.

L’Agenzia delle entrate ricorda inoltre come l’obbligo del pagamento non vale nel caso si acquistino medicina, dispositivi medici o prestazioni sanitarie fatte dalle strutture pubbliche o private accreditate al servizio nazionale. L’obbligo di produrre delle prove documentata al Caf o al commercialista può essere portato a termine esibendo una ricevuta del bancomat o un estratto conto. In alternativa si può testimoniare la tracciabilità del pagamento mediante una fattura, una ricevuta fiscale o un documento commerciale.

Tutto questo per dire che nel caso in esame il contribuente potrà usare la carta di credito per pagare le spese detraibili riferite al coniuge, rilasciando le prove della tracciabilità. Inoltre, il conto cointestato soddisfa pienamente il requisito della corrispondenza tra il soggetto che ha effettuato la spesa e il beneficiario.

Giorgia Pacione Di Bello
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