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Un modello per le aziende di famiglia

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Giorgia Pacione Di Bello
Giorgia Pacione Di Bello

29 Gennaio 2020
Tempo di lettura: 2 min
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  • Il premio di Padre in figlio dietro le quinte. I metodi di analisi che sono stati usati per selezionare il vincitore finale, spiegati a We Wealth

  • Il processo di selezione e analisi dura quasi un anno. Sono usati metodi quantitativi e una giuria di esperti decide alla fine il vincitore finale

Ogni anno, nell’ambito del premio Di padre in figlio, organizzato dal Cerif, centro di ricerca sulle imprese di famiglia, la squadra del professor Claudio De Vecchi dell’Università Cattolica di Milano sceglie il miglior passaggio generazionale, attraverso un articolato processo di analisi. Ecco la ricetta magica

Duecento iscritte, 47 finaliste e una sola vincitrice per il premio Di padre in figlio, che We Wealth ha scelto di raccontare lungo un percorso in 12 tappe iniziato nel numero di dicembre. Ma come si è arrivati a scegliere l’azienda italiana che ha realizzato il miglior passaggio generazionale nel 2019? Claudio Devecchi, professore dell’Università Cattolica di Milano e responsabile del centro di
ricerca sulle imprese di famiglia (Cerif) spiega a We Wealth le analisi che sono state svolte per arrivare a decretare il vincitore finale.

Il primo step è una scrematura sulle 200 aziende che si sono auto-candidate online per l’edizione 2019 del premio Di padre in figlio. Di queste ne vengono scartate 153 perché hanno appena iniziato il passaggio generazione, non presentano elementi sostanziali (il fondatore ha ancora tutte le quote della società e il junior non è effettivamente operativo) o sono troppo piccole e dunque non potrebbero essere valutate in termini comparativi con società più strutturate. Da questa prima selezione si arriva dunque a 47 finaliste. “Queste vengono poi analizzate in base ad otto categorie – innovazione, internazionalizzazione, giovani imprenditori, tradizione e storia, donne al comando, fratelli al comando, piccole imprese e apertura del capitale – dandogli un punteggio da uno a cinque, dove uno è scarso e cinque eccellente. Ogni categoria avrà il suo vincitore al quale si affianca quello assoluto” spiega De Vecchi.

Come si è arrivati a decretare il vincitore? La risposta sta in una matrice con diverse variabili. Vengono dunque analizzate: il modello di governance, gli organi di governo, la gestione della successione, il trasferimento della cultura famigliare, la divisione delle quote societarie, la gestione del rischio di incapacità degli eredi (se dunque l’imprenditore è in grado di capire le attitudini degli eredi oppure no e se ha preparato per loro un percorso all’interno dell’azienda), la gestione del rischio collegata alla successione (conflitti fra fratelli e sorelle), la preparazione al
passaggio di testimone (il senior ha iniziato ad organizzare il domani?), i diversi fattori psicologici che possono frenare un passaggio generazionale ottimale e come può essere classificato:
intelligente, quando il fondatore pianifica per tempo un percorso ad hoc per far entrare la generazione successiva in azienda; traumatico: è il caso di una morte prematura del leader della
società, in assenza di una fase preparatoria del trasferimento di responsabilità alle nuove generazioni. Una circostanza che mette a serio rischio la sopravvivenza dell’azienda di famiglia.
Altro caso frequente è quello che il Cerif definisce “tira e molla”: qui il fondatore non cede mai lo scettro del potere al successore, continuando ad intromettersi nelle scelte da prendere. A tutte le variabili prese in esame viene attribuito un punteggio da uno a cinque, partendo dal questionario che le imprese partecipanti compilano, insieme agli organizzatori del premio. Una volta ottenuti i punteggi per tutte le aziende, viene stilato un elenco dove sono presenti le categorie e il risultato finale di ognuno.

Questo materiale, insieme alla scheda con la storia della società, l’indicazione del Cerif su quali siano le imprese finaliste per ogni categoria e per il premio assoluto, vengono consegnati alla giuria che li analizza, composta per l’edizione 2019 da esponenti di Credit Suisse, Kpmg, Loconte& Partners, Lombard international assurance e Mandarin capital partners.
Dopo aver scelto i vincitori per le otto categorie di riferimento, allora si passa a quello assoluto, che
viene valutato anche in base ai punteggi ottenuti negli altri ambiti. Emerge così il vincitore dell’anno per il miglior passaggio generazionale.

Giorgia Pacione Di Bello
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