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Pmi italiane: l’evoluzione normativa è un grattacapo

Pmi italiane: l’evoluzione normativa è un grattacapo

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Giorgia Pacione Di Bello
Giorgia Pacione Di Bello

10 Dicembre 2019
Tempo di lettura: 2 min
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  • Nell’arco dei prossimi 5-10 anni si assisterà a livello globale ad un significativo trasferimento del controllo e della proprietà delle aziende famigliari dalle vecchie alle nuove generazioni

  • L’11% degli intervistati italiani hanno dichiarato di star progettando il passaggio generazionale per tempo

Le piccole e medie imprese italiane non hanno pace. Oltre ai diversi ostacoli fra cui si devono destreggiare nel 2019 è emerso anche il nodo normativo come ulteriore pensiero

La guerra dei talenti e il calo della redditività rimangono le maggiori preoccupazioni delle imprese famigliari (63% degli intervistati), l’ottava edizione del “barometro delle imprese famigliari europee” pubblicato da Kpmg e presentato durante l’evento breakfast meeting” organizzato da Credit Suisse, mostra come quest’anno l’evoluzione del quadro normativo sia diventando una fonte di crescente preoccupazione.

In un clima caratterizzato dal timore di una possibile recessione a livello europeo, spiega Kpmg, diversi paesi stanno rivedendo i propri budget di spesa pubblica e il quadro normativo di riferimento. In questa situazione di incertezza, le imprese familiari sono molto prudenti e rimangono in attesa di segnali da parte del governo. Ma quali sono i temi che possono avere maggiore impatto?

Secondo il report gli aspetti più impattanti sono la semplificazione e la trasparenza fiscale, la modifica della normativa sulla società di revisione e gli eventuali dell’imposizione fiscale. Sono infatti sempre di più le imprese famigliari che stanno iniziando a pianificare il passaggio generazionale e ci si aspetta un’attenzione crescete nei confronti delle questioni normative che potrebbero impattare sulla transazione.

Il tema del passaggio generazionale non da sottovalutare, anche a livello economico. Secondo la ricerca nell’arco dei prossimi 5-10 anni si assisterà a livello globale ad un significativo trasferimento del controllo e della proprietà delle aziende famigliari dalle vecchie alle nuove generazioni.  Dal sondaggio emerge come quest’anno il 35% degli intervistati (11% in Italia) ha dichiarato di star pianificando il passaggio generazionale, il 33% (43% in Italia) che ha in programma di trasferire alla generazione successiva la responsabilità di gestione. E il 37% degli intervistati (47% in Italia) ritiene che la sfida maggiore in questo scenario di passaggio del testimone sia riuscire  a gestirne le conseguenze emotive. La maggior parte degli intervistati (62%) ha in programma di nominare presidente o direttore generale un membro della famiglia. La percentuale scende al 52% nel caso di imprese famigliari con più di 1.000 dipendenti. Questo è dovuto, spiega Kpmg, al fatto che quando la dimensione aziendale cresce, lo scenario competitivo diventa più complesso e dunque è diventa più rischioso affidare la leadership a soggetti della famiglia. Si preferiscono manager esterni più competenti.

Giorgia Pacione Di Bello
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