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Doppia cittadinanza americana, no grazie

Doppia cittadinanza americana, no grazie

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  • FATCA incostituzionale perché lo scambio di informazioni non è reciproco e viola le norme sulla protezione dei dati.

  • Molte banche francesi stanno già combattendo il FATCA nelle aule dei tribunali.

  • Il 25 maggio si voterà una risoluzione sui cittadini francesi con la doppia cittadinanza al Senato.

La Francia entro la fine del 2018 dovrà decidere se considerare il FATCA incostituzionale o se continuare a passare le informazioni dovute al fisco americano. Il problema è stato sollevato dai circa 10 mila cittadini francesi con la doppia cittadinanza americana, che sono presi di mira dal fisco americano.

La Francia dice stop al FATCA (Foreign account tax compliance act. Accordo fiscale tra il governo degli Stati Uniti d’America e altri stati). Entro la fine dell’anno la Corte suprema francese dovrà, infatti, decidere se accettare o meno una norma secondo la quale il FATCA è incostituzionale a causa della non reciprocità nello scambio di informazioni. E per il fatto che violerebbe la legislazione europea sulla protezione dei dati.

Il FATCA, prevede che le varie Agenzie fiscali sono obbligate (dal momento che il governo nazionale ha siglato l’accordo con gli USA) a fornire tutti i dati dei cittadini americani che vivono e lavorano sul suo territorio. Gli USA, da parte loro non hanno nessun obbligo di comunicazione fiscale, riguardo ai FATCA. In pratica, ricevono dati e non scambiano informazioni. In Italia l’accordo intergovernativo è operativo a partire dal 1° luglio 2014. In Francia ha iniziato ad operare nel 2015 e contestualmente Fabien Lehagre fondò l'Association des Américains Accidentels (Accidental American Association, o AAA) nel tentativo di fare pressione su un sistema più equo. Attualmente ha circa 440 membri. Si parla di circa 15 iscritti a settimana.

La questione non è presa poi così alla leggera in Francia, tanto che già molte banche francesi stanno combattendo il FATCA nelle aule dei tribunali. Ad oggi però non si è ancora giunti ad una soluzione . Proprio per questo, la Corte suprema dovrà decidere una volta per tutte, in modo da dare una svolta ad una situazione di stallo.
Ad aggiungere carne al fuoco ci si mette anche il fisco americano che invia cartelle esattoriali, di una certa entità, ai cittadini francesi con la doppia cittadinanza americana. Molto spesso queste sono accompagnate da motivazioni come “non ha pagato le imposte in Francia devi pagarle a noi”. È il caso di Marilyn Wiles-Mooij, nata 67 anni fa ad Atlanta (un mese dopo la sua nascita tornò in Francia). Le è arrivata una cartella di 3000 dollari perché, secondo il fisco americano, non avrebbe pagato nessuna imposta sul reddito in Francia in un particolare anno. Anno nel quale Marilyn è stata a casa, a prendersi cura del marito invalido.
Da sottolineare che la maggior parte dei contribuenti francesi hanno la doppia cittadinanza americana “per sbaglio” (genitori in vacanza). Il senatore francese, Jacky Deromedi, ha dunque presentato una mozione “invitando il governo a prendere in considerazione la situazione che colpisce gli americani [della Francia] per sbaglio”. La mozione sarà discussa e votata al Senato il 15 maggio.
Oltre all’azione deI senatore Deromedi, i circa 10 mila cittadini francesi con la doppia cittadinanza hanno sottoposto la questione a Emmanuel Macron, presidente francese, sottolineando come questo status (di doppia cittadinanza) ha più ripercussioni negative che positive. La loro unica richiesta è “un modo semplice e gratuito per rinunciare alla nostra cittadinanza”. Il problema non è stato sottovalutato da Macron che ne discuterà con Donald Trump, durante la visita di stato in programma a Washington.

Giorgia Pacione Di Bello
Giorgia Pacione Di Bello
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