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Brexit, le successioni sono salve dall’incertezza

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Giorgia Pacione Di Bello
Giorgia Pacione Di Bello

12 Novembre 2019
Tempo di lettura: 2 min
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  • Il governo inglese ha deciso che dal momento in cui il Regno Unito uscirà definitivamente dall’Unione europea si applicheranno i Regolamenti Ue inerenti alle successioni

  • Da sottolineare inoltre come nel caso in cui il de cuius ha cittadinanza inglese e estera Ue (italia, francese, ecc) il giudice inglese prima di decidere farà una panoramica della vita del soggetto. La questione si complica quando si parla di soggetti con tre o quattro cittadinanze

Hard Brexit, soft Brexit e tutte le implicazioni del caso. Molte sono le conseguenze che andranno a colpire i soggetti che hanno la doppia cittadinanza o che hanno legami stabili con il Regno Unito. Le successioni escono però da questo schema

Brexit, le successioni sono salve. Tra tutte le implicazioni collegate all’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea non c’è quella delle successioni. E questo perché il Regno Unito non ha firmato i tre regolamenti sulle successioni a livello Ue, pur avendo partecipato alla loro elaborazione. Durante l’evento “il nuovo vocabolario per il wealth planning” organizzato da Step si è dunque spiegato come nonostante il governo britannico non abbia avuto la possibilità di fare accettare dal parlamento il patto con l’Ue, ha sempre avuto l’intenzione di favorire la parità legislativa. E dunque, il governo inglese ha deciso che nel Regno Unito, in tema di successioni, verranno applicate interamente le leggi europee, a partire dal momento dell’effettivo divorzio.

Cosa succederebbe se il de cuius ha accettato la cittadinanza inglese ma risulta essere anche cittadino italiano (o di qualsiasi altro stato membro dell’Ue)?  I relatori hanno spiegato come il giudice inglese dovrà cercare di applicare le regole della lex rei sintae, il luogo dei beni immobiliari e la lex domicili, il sistema di legge di origine del de cuis per i beni mobili. E dunque per uno straniero residente a Londra, nonostante abbia accettato la nazionalità britannica, risulterà esserci un legame con un paese membro dell’Ue. E dunque da questo ne risulterà l’applicazione in toto del Regolamento Ue n. 650/2012 sulle successioni (oltre che i Regolamenti n.1103/2016 e n.1104/2016). Questo ha portato al fatto che in certi casi il giudice inglese è stato costretto a risolvere il caso basando la sua decisione su una o più leggi europee.

Dal lato pratico questa applicazione delle norme straniere da parte del giudice inglese significa che quando si deve decidere del caso di uno straniero residente in Uk, viene fatta un’analisi personale per identificare gli eventuali legami con altri paesi dell’Ue. In fase la nazionalità può essere anche considerato un elemento di confusione. E questo soprattutto nel caso in cui si ha a che fare con un soggetto che ha un doppio o triplo passaporto. In questi casi viene rilevato un “domicile” che non ha legami con il paese di nazionalità. Opzione che non si viene a creare nel cui si ha un soggetto che ha la cittadinanza inglese e un’altra Ue (italiana, francese, ecc). L’analisi della vita del de cuius a livello di cittadinanze ha dunque l’obiettivo di creare una panoramica della vita del soggetto, per capire quale legge applicare (se quella inglese o altro). L’analisi prenderà in considerazione la cittadinanza a partire dalla nascita e successivamente le scelte che il soggetto ha fatto una volta emancipato dalla famiglia.

 

 

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