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Nexi-Sia, ipotesi nozze sempre più vicina

Nexi-Sia, ipotesi nozze sempre più vicina

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Francesca Conti
Francesca Conti

06 Febbraio 2019
Tempo di lettura: 2 min
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  • Nexi, controllata dai fondi di private equity Bain Capital, Advent e Clessidra sarebbe anche vicina alla quotazione

  • Sia è attiva nella gestione di infrastrutture per le istituzioni finanziarie, banche, imprese e pubbliche amministrazioni, nelle aree dei pagamenti e della monetica

Secondo quanto riportato dal Sole24Ore l’ipotesi fusione tra Nexi e Sia sarebbe attualmente al vaglio delle parti. Dal matrimonio nascerebbe una realtà da oltre 10 miliardi, un colosso europeo dei pagamenti digitali

Una società da oltre 10 miliardi di euro: sarebbe questo il valore ipotetico della realtà che nascerebbe dalla fusione tra NexiSia. Un matrimonio che darebbe vita a un colosso europeo del settore dei pagamenti digitali e che, secondo le indiscrezioni riportate dal Sole24Ore, sembra essere sempre più vicino. Secondo quanto riporta il quotidiano economico nazionale, Cassa Depositi e Prestiti e i fondi di private equity che controllano Nexi avrebbero ripreso in mano il dossier relativo alle trattative di fusione.

Nexi è la società italiana leader dei pagamenti digitali nata da Istituto Centrale delle Banche Popolari (Icbpi) e da CartaSì. È controllata dai fondi di private equity Bain Capital, Advent e Clessidra ed ha un valore che, secondo le ultime stime riportate dal Sole24Ore, potrebbe essere compreso tra 7 miliardi e 7,5 miliardi. Secondo le ultime indiscrezioni, inoltre, sarebbe molto vicina alla quotazione, anche se in caso di fusione con sia questo progetto potrebbe subire modifiche o rallentamenti. Sia è invece attiva nella gestione di infrastrutture per le istituzioni finanziarie, banche, imprese e pubbliche amministrazioni, nelle aree dei pagamenti e della monetica e potrebbe avere una valorizzazione superiore ai 3 miliardi di euro. Cdp è il suo principale azionista.

Secondo le ipotesi vagliate dal quotidiano, la fusione dovrà quindi necessariamente considerare la volontà di Cdp di tenere un ruolo di riferimento nella nuova realtà. Quindi il matrimonio dovrà per forza passare da un primo passaggio, ovvero la fusione tramite la quale i private equity controlleranno la nuova realtà e poi da un secondo passaggio che prevede la quotazione in Borsa a seguito della quale Cdp diventerà azionista di riferimento e i fondi di private equity potranno ridurre il loro peso azionario.

Francesca Conti
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