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Imprese verso la ripartenza, impennano le richieste di credito

Imprese verso la ripartenza, impennano le richieste di credito

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Redazione We Wealth
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03 Giugno 2020
Tempo di lettura: 3 min
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  • “È fondamentale che le aziende di credito continuino a disporre degli strumenti e delle informazioni in grado di attestare la sostenibilità del finanziamento”, commenta Antonio Deledda di Crif

  • Le società di factoring hanno registrato nelle ultime due settimane rispettivamente un + 649% e +895%

  • I prestiti personali hanno recuperato i livelli pre-lockdown già alla fine del mese di marzo

Il 37% delle imprese italiane ha affrontato la crisi in una situazione di liquidità già delicata. Ma il desiderio di ripartenza emerge sempre più chiaramente e il boom delle richieste di credito lo dimostra. Ecco i dati di Eurisc, il sistema di informazioni creditizie di Crif

Dopo mesi di incertezze che hanno visto molte imprese italiane affrontare la situazione di emergenza epidemiologica e le conseguenti misure di contenimento del contagio in condizioni di liquidità già delicate, il desiderio di ripartenza inizia a emergere sempre più distintamente. Secondo le elaborazioni di Eurisc, il sistema di informazioni creditizie gestito da Crif, nelle ultime settimane le richieste di credito hanno conosciuto un vero e proprio boom rispetto a inizio marzo, registrando un +290% tra il 27 aprile e il 3 maggio e un +247% e +249% nelle due successive.

Si parla di un fabbisogno di liquidità di 60 miliardi di euro di cui, rivelano i dati di Crif Ratings, solo 15 miliardi potranno essere coperti dai flussi di cassa mentre 45 miliardi dovranno arrivare dal mercato bancario e dei capitali. In particolare, le richieste di credito presentate dalle imprese italiane hanno subito una brusca frenata nelle prime settimane di lockdown, seguita da una stabilizzazione dei volumi nelle settimane successive. Le aziende, infatti, “hanno adottato un atteggiamento prudente in attesa anche di più chiare disposizioni da parte del governo sulle iniziative disposte per favorire la ripresa”, si legge in una nota. Dal 20 aprile in poi, l’inversione di tendenza ha fatto inarcare la curva verso l’alto, raggiungendo volumi superiori al periodo precedente al blocco delle attività.

Dal punto di vista degli intermediari finanziari consultati, l’analisi rileva che nelle prime settimane successive al lockdown le banche e i confidi hanno raccolto un numero di richieste sostanzialmente stabile rispetto alla settimana indice (dal 9 al 15 marzo), per poi sfiorare abbastanza velocemente i valori precedenti, fino a superarli nelle ultime quattro settimane. “Decisamente più graduale e articolato il percorso di recupero evidenziato dalle società di renting, dalle finanziarie auto e, soprattutto, dalle società finanziarie e da quelle di leasing, con queste ultime due che ancora mostrano un gap rispetto alla settimana indice seppur con volumi in costante recupero”, si legge nello studio. Ma il balzo più forte riguarda le società di factoring che, dopo un primo rialzo nelle due settimane successive al blocco delle attività e un picco negativo tra il sei e il 14 aprile, nelle ultime due settimane hanno registrato rispettivamente un + 649% e +895%.

Imprese verso la ripartenza, impennano le richieste di credito
Fonte: Crif

“Uno dei fattori cruciali in grado di sostenere la propensione a richiedere credito è rappresentato dalla concreta possibilità di vederselo erogare per cui è fondamentale che le aziende di credito continuino a disporre degli strumenti e delle informazioni in grado di attestare la sostenibilità del finanziamento, scongiurando il rischio che irrigidiscano i processi di erogazione e le condizioni di offerta”, commenta Antonio Deledda, direttore credit bureau di Crif.

Lo studio, si è poi focalizzato sulle singole tipologie di crediti richieste dalle imprese, primo fra tutti i mutui immobiliari. Questi ultimi, dopo un crollo nelle prime settimane di lockdown, hanno sfiorato nella settimana del 20 aprile il +285%, fino a raggiungere il picco tra il 27 aprile e il 3 maggio con il +826%. I prestiti personali, invece, hanno recuperato i livelli pre-lockdown già alla fine del mese di marzo, per poi toccare il 169% nell’ultima settimana di rilevazione. I prestiti finalizzati all’acquisto di beni e servizi hanno toccato un picco negativo del 19% nella quindicesima settimana dell’anno, per poi raggiungere il 213% nell’ultima settimana. L’unica forma di credito alle imprese che non risulta aver risentito dell’impatto della pandemia sono le richieste di fidi che, dopo un accelerazione tra il 20 e il 26 aprile, hanno toccato livelli due o tre volte superiori al pre-lockdown di inizio marzo.

Redazione We Wealth
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