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Covid: imprese, nuovi obiettivi all’orizzonte

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Giorgia Pacione Di Bello
Giorgia Pacione Di Bello

30 Dicembre 2020
Tempo di lettura: 2 min
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  • Molta più attenzione alla sicurezza informatica

  • Ma anche ai dipendenti e alla compliance

La pandemia globale ha cambiato le prospettive, non solo dal punto di vista finanziario, delle piccole e medie imprese italiane

Sicurezza informatica, risorse umane compliance e finanza. Queste sono le aree in cui ci si deve focalizzare in un’era caratterizzata e plasmata dal covid. Per capire meglio quali sono le sfide che stanno affrontando le realtà imprenditoriali italiane abbiamo interpellato Luciano Lucca, Presidente di Assiteca

Che rischi stanno affrontando le aziende in questo periodo?

Le imprese sono costrette a fronteggiare uno scenario di nuovi rischi che si aggiungono a quelli normalmente gestiti. La pandemia ha prodotto infatti grandi cambiamenti: un nuovo panorama economico-finanziario, una forte accelerazione tecnologica e dinamiche lavorative completamente diverse. Come consulenti di oltre 5.000 aziende pensiamo sia fondamentale effettuare anzitutto un’attenta analisi dei rischi emergenti per adottare i necessari strumenti di prevenzione e proteggersi con le migliori tutele assicurative.
Nei confronti dei lavoratori è necessario disegnare nuovi modelli di welfare con benefit che abbiano finalità assistenziali, di supporto all’istruzione, per la tutela della salute e di sostegno al reddito.
E’ fondamentale poi alzare il livello di sicurezza dei sistemi informatici e considerare le nuove polizze dedicate al Cyber Risk, che tutelano l’azienda sia dagli eventuali danni a terzi, sia da quelli diretti alla propria attività.
A fronte delle nuove responsabilità legate all’attività d’impresa, vanno valutati nuovi modelli organizzativi e coperture assicurative quali la polizza D&O, a favore di società, soci e amministratori e di tutela legale.

A fronte della situazione che strumenti ci sono per aiutare le imprese in difficoltà economiche?

Ad oggi coperture assicurative che coprano le perdite economiche di un lockdown non sono disponibili sul mercato. Ania (l’Associazione italiana delle imprese assicurative) ha appena presentato al Governo una proposta di scudo contro le pandemie che prevede una partecipazione anche dello Stato, ci auguriamo si apra un tavolo di confronto e vengano adottate misure, magari già nella Legge di Bilancio, per garantire le imprese in futuro.
Assiteca farà ovviamente la sua parte. Già lo scorso mese di aprile lanciò un appello al Governo per sollecitare degli interventi di supporto al mercato assicurativo dei crediti commerciali, sostegno inserito poi nel decreto Rilancio e attuato a fine novembre, attraverso la garanzia Sace di 2 miliardi di euro per le coperture erogate alle aziende sul credito a breve termine.

Come ha affrontato il 2020 il mondo assicurativo e ri-assicurativo?

La pandemia ha messo a dura prova il sistema economico mondiale. Anche il settore assicurativo, per sua natura abituato a valutare e a lavorare con i rischi, ha dovuto affrontare la crisi spesso rivedendo in profondità i propri modelli di business. Il timore principale è stato quello di un significativo aumento della sinistrosità soprattutto in certi settori (sanità, interruzione dell’attività produttiva, responsabilità civile).
Uno studio dei Lloyd’s di Londra ha stimato che nel 2020 il comparto assicurativo danni globale dovrebbe risarcire sinistri collegati alla crisi Covid-19 per circa 107 miliardi di dollari. Un importo che supera i costi sostenuti in passato a seguito di qualsiasi evento catastrofale.
Purtroppo si sentono già le conseguenze con l’innalzamento dei premi per alcune aree di rischio.

Che prospettive ci sono per il 2021?

Confindustria ha evidenziato il rischio di una nuova recessione per il nostro Paese a fine 2020, ma la crescita è frenata in tutta l’Eurozona.
In questo contesto di incertezza, in cui i rischi per le imprese si moltiplicano, assume sempre più rilevanza il ruolo del broker come figura che coniuga analisi, consulenza e intermediazione e affianca le aziende in un percorso di prevenzione, mitigazione e protezione, per renderle resilienti.

Anche alla luce dell’ingresso l’anno scorso di Tikehau nell’azionariato di Assiteca, quali sviluppisi prevedono per il Gruppo?

Il fondo Tikehau è entrato nell’azionariato Assitecaa fine 2019. L’arrivo del socio francese ci ha permesso un sostanzioso consolidamento patrimoniale e, soprattutto, di accelerare la crescita per linee esterne che ci eravamo già posti come obiettivo con la quotazione in Borsa nel luglio 2015. Da allora abbiamo portato a termine ben 12 acquisizioni, 10 in Italia e 2 in Spagna, e altre importanti ne abbiamo in fase di valutazione.
Le nostre strategie di medio periodo prevedono il rafforzamento nell’area dei servizi di consulenza, il consolidamento della nostra leadership sul mercato italiano e la crescita all’estero, innanzitutto in Spagna e poi in Francia, anche contando sulle profonde radici di Tikehau in questo mercato.

Giorgia Pacione Di Bello
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