PREVIOUS ARTICLE NEXT ARTICLE

Coronavirus: aumentano le insolvenze delle imprese

Coronavirus: aumentano le insolvenze delle imprese

Salva
Salva
Condividi
Giorgia Pacione Di Bello
Giorgia Pacione Di Bello

24 Marzo 2020
Tempo di lettura: 2 min
Tempo di lettura: 2 min
Salva
  • Per quanto riguarda l’Italia il report sottolinea come nel Paese si prevede “una stagnazione dei fallimenti aziendali nel 2020, poiché l’economia si sta arrestando”

  • Rispetto ad altre regioni, del mondo, l’area Asia-Pacifico affronterà il più alto aumento di insolvenze nel 2020 (+4,2%)

Secondo l’ultimo report pubblicato da Atradius le insolvenze aziendali nelle economie avanzate potrebbero aumentare del 2,4% nel 2020. Questo andrà a segnare un aumento dell’1,4% rispetto al 2019. La causa? Il coronavirus

L’insolvenza delle imprese nelle economie avanzate aumenterà del 2,4% nel 2020. Questa accelerazione, secondo le stime realizzate da Atradius, società assicurativa dei crediti commerciali, è in netto contrasto con la prevista moderazione anno su anno della crescita delle insolvenze, prevista nel quarto trimestre del 2019

Questa previsione si basava su un allentamento della pressione al rialzo dovuta all’incertezza commerciale, visti i progressi dei colloqui tra Usa e Cina e l’uscita dall’impasse produttiva globale. L’accelerazione nelle previsioni derivava anche da una crescita delle insolvenze inferiore al previsto a seguito della resilienza del settore delle imprese tedesche e da un aumento più moderato negli Stati Uniti nel 4° trimestre, con il miglioramento del sentiment. Lo scoppio del coronavirus, tuttavia, sta aggravando le sfide per il commercio e la produzione globale, indebolendo le importazioni cinesi e il turismo e causando l’interruzione delle catene di fornitura globali. Il settore automobilistico, già in difficoltà, è l’industria più vulnerabile a queste interruzioni. Le crescenti sfide hanno causato una revisione al ribasso delle previsioni di crescita del Pil in tutto il mondo, soprattutto in Asia, ma anche in Europa e un po’meno nel Nord America. “Valutiamo che questa revisione al ribasso della crescita del Pil si traduca in una tendenza all’insolvenza peggiore di quella del trimestre scorso” si sottolinea nel report.

Asia

Rispetto ad altre regioni, l’area Asia-Pacifico affronterà il più alto aumento di insolvenze nel 2020 (+4,2%). Questo sarà dovuto in parte a causa degli stretti legami con la Cina, che ha visto la sua economia duramente colpita. L’epidemia di coronavirus metterà dunque a dura prova la ripresa nel settore Ict, che è una delle principali supply chain asiatiche.
Il Giappone, uno dei maggiori produttori di componenti ad alta tecnologia, vedrà quest’anno un aumento del 5% dei casi di insolvenza. Le interruzioni della catena di fornitura e la minore domanda cinese di importazioni soffocheranno la nascente ripresa nel settore Ict del Giappone, con un forte impatto negativo sulla fragile economia giapponese. Oltre al rallentamento delle esportazioni, l’aumento delle imposte sui consumi, la carenza di manodopera e una serie di disastri naturali hanno causato una contrazione dell’economia dell’1,6% su base trimestrale nel quarto trimestre del 2019 e hanno segnato il primo anno di ripresa dei fallimenti (+1,8%) in 11 anni. “Si prevede che le sfide economiche continueranno a frenare la crescita del Pil anche quest’anno, dimezzando la crescita economica allo 0,5%” sottolinea il report.

Europa

L’Europa è il nuovo focolaio del coronavirus, dopo la Cina. E cosa si prevede per quest’area geografica? Secondo la ricerca si stima che il numero di imprese che in Europa occidentale falliranno aumenterà del 2,1% nel 2020. Secondo l’analisi un aumento del fallimento era già previsto a causa delle incertezze globali e delle politiche commerciali protezionistiche. A questi fattori si aggiunge anche il coronavirus. Insieme, rappresentano un rischio negativo per la stabilità finanziaria e la solvibilità delle imprese nel 2020.

Focus particolare sul Regno Unito che sta affrontando un aumento del 7% su base annua dei fallimenti aziendali. Il dato più alto dell’intera Europa occidentale. La vittoria schiacciante del partito conservatore alle elezioni di dicembre 2019 e la successiva uscita con accordo dall’Ue nel gennaio 2020 hanno ridotto l’incertezza a breve termine, ma ci sono ancora notevoli ostacoli per le imprese nel 2020. L’economia ha ristagnato nel quarto trimestre del 2019 e le imprese devono far fronte a una domanda interna ed esterna contenuta. “L’incertezza aumenterà, soprattutto nel corso di quest’anno, con l’avvicinarsi dell’uscita dall’unione doganale” sottolinea il report.

  • Italia

    In Italia, “prevediamo una stagnazione dei fallimenti aziendali nel 2020, poiché l’economia si sta arrestando” si legge dal report. Il Pil ha subito una contrazione dello 0,3% nel quarto trimestre del 2019 rispetto al precedente (la peggiore performance dall’inizio del 2013), principalmente a causa di una domanda interna contenuta. Gli indicatori più recenti suggeriscono che la stagnazione dell’industria non è ancora finita, e l’improvviso scoppio del coronavirus nel Paese rappresenta un’ulteriore sfida per l’attività imprenditoriale. Secondo il report, le prospettive delle insolvenze sono soggette ad un’elevata incertezza politica, in quanto le tensioni crescono all’interno della fragile coalizione di governo e potrebbero aumentare ulteriormente tra il governo italiano e la Commissione Europea, pesando potenzialmente sul sentiment e sulle condizioni di finanziamento del settore privato.

Nord America

Gli Usa sono entrati nell’emergenza coronavirus quasi un mese dopo l’Italia. Le misure restrittive si stanno facendo sempre più stringenti. Ma l’economia? Stando a quanto dice il report, per il momento il coronavirus non sta avendo ripercussioni. Da sottolineare come questi inizieranno a farsi sentire a distanza di qualche mese dalle misure ristrettive.

Per il momento il report sottolinea come la tendenza al rialzo delle insolvenze delle imprese a stelle e strisce sembra aver raggiunto un picco nel terzo trimestre del 2019, portando la crescita dell’intero anno al 2,5%. Si prevede che questa tendenza al rialzo si modererà gradualmente, portando la crescita delle insolvenze al 2% nel 2020. Le dichiarazioni di fallimento delle imprese sono aumentate nel settore agricolo, che è stato particolarmente colpito dalle tariffe cinesi. Anche il settore del commercio al dettaglio è alle prese con l’aumento dei costi delle importazioni a seguito della guerra commerciale, oltre che con l’aumento del costo del lavoro e la forte concorrenza sui prezzi. Pur essendo ancora impegnativo, il contesto economico è più favorevole rispetto all’anno scorso, visti i timidi progressi nei colloqui commerciali con Pechino. La posizione accomodante della Federal Reserve sta attenuando ulteriormente il contesto imprenditoriale, ma l’attività energetica interna più debole a causa dei bassi prezzi del petrolio e di un dollaro forte continuerà a gravare sugli investimenti delle imprese.

Per quanto riguarda il Canada, i fallimenti stanno seguendo una tendenza simile a quella degli Stati Uniti. Dopo il picco registrato a metà del 2019, l’aumento annuale dei fallimenti si è assestato al 2,6% su base annua. Si prevede un’ulteriore moderazione al 2% nel 2020, quando l’economia raggiungerà il fondo. Il calo degli investimenti nel settore petrolifero, la debolezza dei consumi e l’elevata incertezza continueranno a pesare sull’attività economica. Ma è probabile che la Bank of Canada riduca i tassi di interesse di altri 50 punti base e l’incertezza dovrebbe attenuarsi, aiutando così il contesto imprenditoriale. Poiché il Canada dipende dagli Stati Uniti per il commercio, il nuovo accordo USMCA dovrebbe alleviare l’incertezza per le imprese, dopo la sua prevista ratifica da parte del Canada.

Giorgia Pacione Di Bello
Giorgia Pacione Di Bello
Condividi l'articolo
LEGGI ALTRI ARTICOLI SU: Imprese e startup Italia