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2018: crescita modesta nelle richieste di valutazione e rivalutazione dei crediti delle Pmi

2018: crescita modesta nelle richieste di valutazione e rivalutazione dei crediti delle Pmi

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Giorgia Pacione Di Bello
Giorgia Pacione Di Bello

31 Gennaio 2019
Tempo di lettura: 2 min
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  • Il numero di richieste di valutazione dei crediti, presentata dalle imprese italiane registra performance positive nel 2018. Gran parte del merito deve però andare alle società di capitali

  • La maggior parte delle richieste, nel 2018, si sono infatti concentrate su importi inferiori ai 5.000 euro

Gli ultimi tre mesi dell’anno contribuiscono a mantenere l’andamento positivo a livello annuale (+0,9%) rispetto all’anno scorso, del numero di richieste di valutazione dei crediti da parte delle Aziende italiane

L’ultimo trimestre del 2018 ha fatto registrare un incremento del +4,1% del numero di richieste di valutazione e rivalutazione dei crediti presentate dalle imprese italiane agli istituti di credito. Questo quanto emerge dagli ultimi dati pubblicati da Crif, sulla base del patrimonio informativo di Eurisc (Sistema di informazioni creditizie che raccoglie i dati di oltre 85 mila posizioni creditizie). Il dato degli ultimi 3 mesi dell’anno contribuisce a mantenere in territorio positivo la peformance a livello di intero anno, che mostra una crescita pari a +0,9% rispetto al 2017.

Un dato da tenere presente è il calo dell’importo medio richiesto, che a livello di intero anno 2018 si attesta a 68.301 euro (-6,1% rispetto al valore complessivo registrato nel 2017).

Entrando maggiormente nel dettaglio, si osserva come le società di capitali abbiano fatto registrare un importo medio pari a 93.004 Euro (-6,9% rispetto al 2017) contro i 30.949 euro delle imprese individuali (-6,2%).

Per quanto riguarda la distribuzione per classi di importo, nel 2018 quasi un terzo delle richieste totali (il 32,6%) ha riguardato importi inferiori ai 5.000 euro, con una incidenza in crescita di +0,9% rispetto al 2017, giustificata dal peso numericamente preponderante delle richieste da parte delle imprese di piccola e piccolissima dimensione.
Aumenta anche il peso delle richieste relative alla classe di importo compreso tra i 5.001 e 10.000 euro e a quella tra i 20.001 e 50.000 euro (+ 9,9% e 21,2%). In calo, invece, le richieste di importo maggiore ai 50.000 Euro (-1,0 punti percentuali).

“L’ultimo trimestre del 2018 ha segnato un lieve incremento delle richieste di credito da parte delle imprese, dopo due trimestri ‘freddi’, portando l’anno nel suo complesso a chiudere con una performance positiva – spiega Simone Capecchi, Executive director di Crif -. Gli ultimi dati macro-economici rendono incerte le stime di crescita relative al Pil anche per il 2019, ciò nonostante la dinamica in diminuzione dei tassi di default delle Pmi ci fa essere ottimisti relativamente ad un ulteriore consolidamento delle richieste di credito da parte delle imprese nell’anno appena iniziato”.

“In questo contesto, per le aziende di credito si presenta l’opportunità di adottare nuovi approcci e cogliere le opportunità derivanti dall’open banking e dai paradigmi di advanced analyics per sviluppare nuovi strumenti di relazione con la clientela business e servizi a valore aggiunto in grado di soddisfarne le esigenze. Il tutto per continuare ad essere protagonisti nel favorire l’accesso al credito delle imprese e, quindi, contribuire alla crescita del Sistema Paese” – conclude Capecchi

Giorgia Pacione Di Bello
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