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Toninelli, sistema concessioni integralmente da rivedere

Toninelli, sistema concessioni integralmente da rivedere

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Livia Caivano
Livia Caivano

27 Agosto 2018
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  • In seguito al crollo del ponte Morandi a Genova, il Governo ha più volte minacciato di revocare la concessione per la gestione di Autostrade per l’italia a Benetton e Gavio

  • Ora il Mit accelera: da settembre i concessionari dovranno presentare programmi dettagliati per riammodernamento delle infrastrutture

  • Nel 2016 le autostrade hanno fatturato quasi 7 miliardi a fronte di investimenti in calo del 20% rispetto al 2015 e il 7% in meno del 2014

  • Autostrade per l’Italia nel frattempo pubblica i documenti fino a oggi segreti della concessione

Il ministro delle infrastrutture Toninelli contro Autostrade per l’Italia: nel giorno della pubblicazione dei documenti della concessione, il Mit annuncia la revisione del sistema. Benetton e Gavio nell’occhio del ciclone

Annunciato all’indomani della tragedia di Genova, confermato ora di fronte alle Camere riunite: il sistema di concessioni pubbliche va rivisto. Lo ribadisce il ministro delle infrastrutture Danilo Toninelli in audizione presso le Commissioni Ambiente e Lavori pubblici di Camera e Senato: “A partire da settembre convocherò tutti i concessionari delle infrastrutture chiedendo un programma dettagliato degli interventi di ordinaria e straordinaria manutenzione, con specifica quantificazione delle risorse destinate a realizzare un programma di riammodernamento delle infrastrutture. Ad esso dovranno essere corrisposte risorse adeguate agli utili che esse ricavano dalla gestione”.

Nessuno può dormire sonni tranquilli, la revisione riguarderà il sistema a 360 gradi: “Questo Governo farà di tutto per rivedere integralmente il sistema delle concessioni e degli obblighi convenzionali, valutando di volta in volta se l’interesse pubblico sia meglio tutelato da forme di nazionalizzazione oppure dalla rinegoziazione dei contratti in essere in modo che siano meno sbilanciati a favore dei concessionari“.

Benetton e Gavio, i due principali gestori privati di Autrastrade, gestiscono rispettivamente 3mila chilometri l’una e 1.200 l’altra. “Ci portiamo dietro sei tipi di convenzione, sei sistemi tariffari con due gruppi che fanno la parte del leone: Atlantia e il gruppo Gavio, che ne controlla il 20% e stiamo parlando di una montagna di extraprofitti che, purtroppo a causa di leggi sbagliate, rimangono totalmente ai privati e non tornano a beneficio dei cittadini come dovrebbero”.

Gli investimenti nelle infrastrutture

Parlano i dati: “Nel 2016 i signori delle autostrade hanno fatturato quasi 7 miliardi – prosegue Toninelli – Di essi, 5,7 miliardi derivano dai pedaggi autostradali. Allo Stato sono tornati appena 841 milioni. Nel frattempo, dati del mio ministero, gli investimenti sono calati del 20% rispetto al 2015 e per la manutenzione si è speso il 7% in meno rispetto all’anno prima. Sul fronte degli investimenti autostradali i dati a disposizione evidenziano, nel corso degli anni, una progressiva riduzione di spesa, la quale è passata da un importo medio di 2 miliardi degli anni 2000 a 950 milioni del 2017”.

La spesa progressiva per investimenti nel periodo regolatorio 2008-2017 è inferiore rispetto alle previsioni riportate dai piani Finanziari nel medesimo periodo di riferimento. Questo – attacca il Ministro – dimostra ancora una volta l’esigenza di intervenire su un sistema malato, che non ha giustificazioni ne’ corrispondenze negli altri Paesi europei”

La trasparenza di Autostrade

Autostrade per l’Italia nel frattempo ha pubblicato tutti i documenti che costituiscono la convenzione con il Ministero delle Infrastrutture. Non manca ilpiano finanziario, il discusso cuore della concessione contenente i dettagli su investimenti, manutenzioni e introiti che contribuiscono al calcolo degli aumenti tarifari.Risponde piccato il Mit: “Dopo quasi 20 anni dalla privatizzazione, dopo 20 anni di segreti e di omissis Autostrade per l’Italia oggi ha deciso improvvisamente di voler fare trasparenza, cercando di far apparire il proprio gesto come spontaneo e dettato da un autonomo desiderio di venire incontro all’interesse pubblico. Lo ha fatto dopo i 43 morti di Genova ma in precedenza la stessa società ci aveva formalmente diffidato dalla pubblicazione minacciando azioni legali – precisa Toninelli -Nonostante questo già venerdì’ scorso ho dato mandato alla dirigenza del Mit di tirare fuori tutti gli atti, gli allegati e il piano finanziario connessi alla convenzione. E ciò malgrado le fortissime pressioni interne ed esterne in senso contrario che stavo subendo e continuo a subire. L’ho fatto in modo da dare davvero trasparenza all’opinione pubblica sui numeri grazie ai quali i padroni delle autostrade si sono arricchiti gestendo beni che appartengono a tutti noi”.

 

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