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Clima, gli investitori chiedono più impegno

Clima, gli investitori chiedono più impegno

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Francesca Conti
Francesca Conti

11 Dicembre 2018
Tempo di lettura: 3 min
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  • Gli investitori invitano “con la massima urgenza” tutti i governi a impegnarsi per il rispetto dell’Accordo di Parigi

  • Tra i firmatari della dichiarazione rivolta ai governi anche Allianz, Axa, Aberdeen, Amundi, Bnp Paribas, Candriam, Comgest, Dws, Hermes, Natixis, Schroders, Vontobel, Zurich

Non solo associazioni ambientaliste: sono 415 gestori patrimoniali che hanno chiesto ai vertici dei governi mondiali di sostenere la transizione verso un’economia a basse emissioni, in occasione della Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici

Mentre la Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (Cop24) entra nella sua seconda settimana a Katowice, in Polonia, non sono solo le associazioni ambientaliste a chiedere politiche e azioni più incisive per contrastare il riscaldamento climatico. Ben 415 gestori patrimoniali hanno chiesto ai vertici dei governi mondiali di sostenere la transizione verso un’economia a basse emissioni di carbonio e di assegnare un prezzo “significativo” alle emissioni. Insieme gestiscono asset per circa 32.000 miliardi di dollari e tra loro ci sono protagonisti del mondo finanziario come Allianz, Axa, Aberdeen, Amundi, Bnp Paribas, Candriam, Comgest, Dws, Hermes, Natixis, Schroders, Vontobel, Zurich.

Nel testo della “Dichiarazione degli investitori ai governi sui cambiamenti climatici”, gli oltre 400 investitori si dicono “preoccupati” per le conseguenze sul clima di un surriscaldamento globale “inaccettabilmente elevato” e che causerebbe “negativi e sostanziali impatti economici”. Secondo i firmatari del testo, attraverso l’attuazione dell’Accordo di Parigi i Paesi non stanno raggiungendo l’obiettivo di limitare l’innalzamento della temperatura globale al di sotto dei 2 gradi centigradi rispetto ai livelli preindustriali. Per questo, “con la massima urgenza”, invitano “caldamente tutti i governi” a mettere in pratica le azioni necessarie a raggiungere gli obiettivi dell’accordo.

Gli investitori “stanno prendendo provvedimenti sul cambiamento climatico”, sottolineano i firmatari, spiegando che “il passaggio globale verso un’energia pulita è in corso, ma i governi devono fare di più per accelerare la transizione verso basse emissioni di carbonio e migliorare la resilienza della nostra economia, della società e del sistema finanziario ai rischi climatici”. Gli investitori continuano a effettuare investimenti significativi in questo senso e “stanno integrando sempre più gli scenari dei cambiamenti climatici e le strategie di gestione del rischio climatico nei loro processi di investimento”. Per “mantenere la fiducia degli investitori” è “fondamentale” che anche i rappresentanti politici siano “fermamente impegnati” nel raggiungere gli obiettivi dell’Accordo.

“Inoltre – sottolineano i firmatari -, gli investitori hanno bisogno che le aziende riportino dati finanziari affidabili sul clima per valutare efficacemente i rischi e le opportunità” di investimento. I Paesi e le aziende che sono impegnate nell’attuazione dell’Accordo di Parigi e che promuovono con forza politiche climatiche a basse emissioni di carbonio “vedranno significativi benefici economici e attrarranno investimenti che creeranno posti di lavoro nelle industrie del futuro”, continuano gli investitori.

Francesca Conti
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