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Buon ventesimo compleanno Euro

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Francesca Conti
Francesca Conti

31 Dicembre 2018
Tempo di lettura: 5 min
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  • L’euro è stato lanciato il 1 gennaio 1999 ed è stato inizialmente utilizzato solo per le transazioni contabili e finanziarie

  • All’inizio del suo percorso un euro valeva 1.936,27 lire italiane, 1,95583 marchi tedeschi e 6,55957 franchi

  • Da gennaio le banche centrali di 17 dei 19 paesi dell’Eurozona cesseranno di emettere le banconote da 500 euro

Il 1 gennaio la moneta unica ha compiuto 20 anni. Le parole dei protagonisti di allora e la storia della valuta adottata oggi da 19 Stati sui 28 della Ue. La fine della banconota da 500 euro

In Europa c’è un’intera generazione di giovani immune alla nostalgia della lira, del marco, della peseta e della dracma. Una generazione che, in Italia, non ha mai avuto la necessità di imparare che un euro “è uguale a lire 1.936,27”. Il primo gennaio del 2019, infatti, la moneta unica festeggia il suo ventesimo compleanno. L’euro ha avuto formalmente inizio nel 1999, quando 11 Paesi europei tra cui l’Italia hanno dato forma al sogno di realizzare una moneta comune. Oggi la valuta associata al Vecchio continente ha fatto parecchia strada, passando dalle prime discussioni alla fine degli anni 1960 fino a diventarela moneta di 340 milioni di europei di 19 Stati membri e venire utilizzata da 175 milioni di persone in tutto il mondo.

L’euro è attualmente la seconda moneta di scambio più importante a livello internazionale, con circa 60 Paesi che ne fanno uso o che collegano la loro valuta alla moneta unica. È una riserva di valore per le banche centrali internazionali, viene utilizzata per l’emissione di titoli di debito in tutto il mondo ed è ampiamente accettata per i pagamenti internazionali. Nonostante questi successi e il rafforzamento dell’unione economica e monetaria, a dieci anni dalla crisi finanziaria che ha fatto tremare il mondo, la stessa Commissione europea in una nota in occasione dei 20 anni dell’euro ha affermato che: “E’ necessario fare di più“.

L’anniversario dell’euro arriva in concomitanza con un altro cambiamento importante per la moneta unica. Da gennaio, infatti, le banche centrali di 17 dei 19 Paesi dell’Eurozona cesseranno di emettere le banconote da 500 euro, considerate dalle autorità europee un mezzo di pagamento poco sicuro, che si presta a favorire attività illegali. “A partire dal 27 gennaio 2019 le banche centrali dell’area euro cesserranno di emettere le banconote da 500 euro”, si legge in un comunicato della Bce.

Al fine di assicurare una “transizione armoniosa e per motivi logistici”, prosegue la nota, la Banca nazionale austriaca e la Banca federale tedesca continueranno a emettere queste banconote fino al 26 aprile incluso. Le banconote da 500 euro già in circolazione continueranno ad avere “corso legale e potranno essere scambiate dalle banche centrali europee senza limiti di tempo”. Esse rappresentano attualmente il 2,4% del totale delle banconote in circolazione e il 20% del totale del valore complessivo delle banconote in circolazione, pari a 261 miliardi di euro.

I commenti dei protagonisti

“Vent’anni dopo, sono convinto che quella fu la firma più importante che io abbia fatto”, perché “l’euro è diventato un simbolo di unità, sovranità e stabilità”, ha ricordato il presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker, unico uomo politico ancora attivo che firmò il Trattato di Maastricht con cui di fatto si gettarono le basi per l’euro. “La creazione dell’euro 20 anni fa, insieme alla liberazione dell’Europa centrale e orientale e alla riunificazione della Germania, ha rappresentato un momento di svolta nella storia europea”, ha dichiarato in una nota Donald Tusk, presidente del Consiglio europeo.

“La nostra moneta comune – ha proseguito – è diventata una potente espressione dell’Unione europea quale forza politica ed economica a livello mondiale. Nonostante le crisi, l’euro si è dimostrato resiliente, e gli otto membri che si sono uniti ai primi undici hanno beneficiato dei suoi vantaggi. In un mondo che cambia costantemente, continueremo a migliorare e a rafforzare la nostra Unione economica e monetaria”, ha concluso Tusk.

Ora, ha affermato il presidente della Bce Mario Draghi, “c’è una generazione che non conosce altra moneta nazionale” che l’euro. L’Eurotower “ha rispettato il suo impegno principale di mantenere la stabilità dei prezzi” e ha “anche contribuito al benessere”, ha sottolineato Draghi. L’euro “era una conseguenza logica e necessaria del mercato unico. Con l’euro è più facile spostarsi, commerciare ed effettuare transazioni all’interno della zona euro e con il resto del mondo”, ha aggiunto il numero uno della Bce.

“La moneta unica è stata uno dei più grandi successi nella storia dell’Europa: la sua importanza e il suo peso nei primi due decenni della sua storia sono innegabili. Tuttavia il suo futuro è ancora da scrivere, e abbiamo quindi una responsabilità storica”, ha dichiaratoMario Centeno, presidente dell’Eurogruppo. L’euro, e la stretta cooperazione economica che comporta, “si è evoluto nel tempo, superando gli ostacoli che si sono presentati. Ha fatto molta strada dal suo esordio e ha registrato importanti cambiamenti in seguito alle crisi per aiutarci a superare i momenti difficili. Ma il lavoro non è ancora finito e sono necessari continui sforzi di riforma, nei periodi di prosperità come di difficoltà”, ha osservato Centeno. Per il presidente dell’Eurogruppo, “non ci possono essere dubbi sulla nostra volontà politica di rafforzare l’Unione economica e monetaria. Dobbiamo essere preparati per ciò che il futuro può riservare, è un impegno che abbiamo nei confronti dei nostri cittadini”.

Breve storia dell’euro

L’euro è stato lanciato il 1 gennaio 1999. Inizialmente è stato utilizzato solo per le transazioni contabili e finanziarie e nei tre anni successivi rimane una moneta ‘virtuale’, usata principalmente dalle banche e dai mercati finanziari. Solo dal primo gennaio 2002 entra in circolazione, mandando in soffitta le vecchie lire, marchi, franchi e le altre monete nazionali.

L’euro viene inizialmente adottato da undici Paesi dell’Ue: Austria, Belgio, Finlandia, Francia, Germania, Irlanda, Italia, Lussemburgo, Paesi Bassi, Portogallo, Spagna. La Grecia sarà il dodicesimo Paese ad adottare la moneta unica, il 1 gennaio 2001. Negli anni la Ue si allarga e aumenta anche il numero degli Stati che entrano nell’eurozona. La Slovenia adotta la moneta unica nel 2007, nel 2008 è la volta di Cipro e Malta, l’anno dopo della Slovacchia, nel 2011 dell’Estonia, nel 2014 della Lettonia. L’ultimo Paese a entrare nell’eurozona è la Lituania, che fa il suo ingresso il primo gennaio del 2015.

Il 31 dicembre 1998, alla vigilia del debutto dell’euro, i tassi di cambio definitivi sono resi noti dalla nuova Banca centrale europea: un euro valeva 1.936,27 lire italiane, 1,95583 marchi tedeschi, 6,55957 franchi. Migliaia di funzionari nelle banche e nelle Borse di tutta Europa restano al lavoro durante le festività per assicurarsi che tutto sia pronto quando i mercati finanziari riapriranno il 4 gennaio. Lunedì 4 gennaio 1999, infatti, l’euro viene battezzato sui mercati dei cambi. Un euro inizialmente scambia per più di 1,18 dollari, ma poche settimane dopo scivola a meno di un dollaro e alla fine di ottobre raggiunge il livello più basso di sempre, a 0,8230 dollari.

Ci sono Paesi europei che invece non hanno mai abbandonato la propria moneta nazionale. È il caso del Regno Unito, che negoziò una ‘deroga’ (opt-out) al Trattato di Maastricht che ha consentito a Londra di non adottare l’euro. Anche la Danimarca ha esercitato un’opt-out affidando la decisione se adottare o meno la valuta unica a un referendum, svoltosi il 28 settembre del 2000. Al termine della consultazione pubblica i danesi hanno stabilito di mantenere la corona.

Anche la Svezia, con un referendum nel 2003, si è unita ai Paesi che hanno scelto di nel respingere la moneta unica. Invece per Andorra, Monaco, San Marino e la Città del Vaticano l’euro è la moneta ufficiale, ma viene utilizzata anche in Guadalupe, Martinica e Saint-Barthelemy nei Caraibi, a Mayotte e Reunion nell’Oceano Indiano, e nelle Azzorre, Canarie, Madeira, Kosovo e Montenegro.

Francesca Conti
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