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Credit Suisse ai clienti top: spostate asset da Uk

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Francesca Conti
Francesca Conti

18 Dicembre 2018
Tempo di lettura: 2 min
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  • Secondo il Ft agli ultra high net worth individuals (Unhwi) sarebbe stato consigliato di “accelerare” lo spostamento dei capitali fuori da Londra

  • Il voto parlamentare sul Brexit deal è stato fissato per la terza settimana di gennaio

Secondo quanto riferisce il Financial Times, Credit Suisse consiglia ai clienti ultra-ricchi di prendere in considerazione la possibilità di trasferire i propri beni fuori dal Regno Unito. La società fa sapere che “al momento non ha una view della casa con riferimento al fatto che i clienti debbano spostare gli asset fuori dal Regno Unito a causa della Brexit o di altri sviluppi politici”

Il tempo è denaro. Soprattutto quando di denaro ne hai già parecchio. Nel momento in cui la premier britannica Theresa May non sembra aver ancora raggiunto un accordo con la maggioranza sulla Brexit, i ricchi e le loro banche si preparano al peggio. E iniziano a considerare l’ipotesi di uscita – di capitali – dal Regno Unito. Secondo il Financial Times, Credit Suisse avrebbe consigliato nelle ultime settimane ai clienti “top” di trasferire tutti o parte dei propri asset al di fuori del Paese.

I gestori patrimoniali di Londra avrebbero contattato i loro migliori clienti per avvertire che un lungo periodo di “turbolenze” aveva già causato un afflusso di clienti che volevano “spostare beni all’estero“. Si tratta di individui con un patrimonio netto di almeno 30 milioni di dollari, conosciuti come ultra-high net worth individuals (Unhwi). Ai clienti ultra-ricchi, secondo quanto hanno riferito al quotidiano economico-finanziario fonti vicine alla situazione, è stato consigliato di voler “accelerare” con l’attuazione di piani simili prima del voto programmato in parlamento di inizio gennaio. Un portavoce dell’istituto avrebbe rifiutato di commentare.

Credit Suisse fa sapere che “al momento non ha una view della casa con riferimento al fatto che i clienti debbano spostare gli asset fuori dal Regno Unito a causa della Brexit o di altri sviluppi politici”.

I multimiliardari stanno creando conti di investimento in luoghi come la Svizzera, o stanno spostando la sede dei trust registrati nel Regno Unito che detengono i loro beni al di fuori del Paese, secondo quanto riferito dal Financial Times lo scorso ottobre. Alcuni si stanno addirittura preparando a emigrare piuttosto che rischiare di diventare soggetti a una “tassa patrimoniale”, come quella promessa dal leader laburista Jeremy Corbyn.

Il voto parlamentare sul Brexit deal, dopo il rinvio rispetto alla data dell’11 dicembre, è stato fissato per la terza settimana di gennaio. May ha spiegato al Parlamento che non verrà presa in considerazione l’ipotesi di ripetere un referendum popolare sull’uscita del Regno Unito dall’Unione europea, perché provocherebbe “danni irreparabili all’integrità della nostra politica”.

Tuttavia non tutti sono d’accordo sul fatto che lasciare il Regno Unito sia la giusta via da perseguire. “Certamente non incoraggeremo i clienti a far uscire i loro soldi e a correre“, ha detto al Ft un banchiere, chiedendo di non essere identificato. “Il nostro ruolo di consulenti patrimoniali è quello di calmare alcune delle isterie in corso piuttosto che aggiungerne”.

Francesca Conti
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