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Bankitalia avverte: in aumento rischi stabilità

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Francesca Conti
Francesca Conti

25 Novembre 2018
Tempo di lettura: 3 min
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  • Secondo via Nazionale i rialzi dello spread rischiano di “vanificare” l’impatto sulla crescita della manovra

  • L’andamento del differenziale sarebbe già costato alla ricchezza delle famiglie circa 145 miliardi di euro

  • A risentirne negativamente anche il processo di rafforzamento dei bilanci bancari e le assicurazioni

Secondo Bankitalia, la bassa crescita, l’alto debito pubblico e lo spread minacciano la stabilità finanziaria del Paese. In particolare, lo spread sta impoverendo le famiglie italiane e mettendo in fuga gli investitori esteri. A via Nazionale fa eco Moody’s, che si aspetta “un significativo rischio al ribasso” per le prospettive economiche del Paese

I rischi per la stabilità finanziaria derivanti dall’evoluzione dell’economia mondiale “sono in aumento” e la situazione italiana aumenta l’incertezza degli investitori. Secondo il Rapporto sulla stabilità finanziaria diffuso dalla Banca d’Italia, i problemi per la stabilità finanziaria del Paese vengono soprattutto “dalla bassa crescita e dall’alto debito pubblico“.  A questi fattori ormai “storici” si aggiunge una contingenza che non aiuta: “L’incertezza sull’orientamento delle politiche economiche e di bilancio ha determinato forti rialzi dei rendimenti dei titoli pubblici. Le condizioni di liquidità del mercato secondario dei titoli di Stato sono più tese rispetto ai primi mesi dell’anno”. E c’è la fuga degli investitori esteri dai titoli pubblici italiani, come nel 2012, durante la crisi del debito sovrano. Secondo Bankitalia, infatti, “nel secondo trimestre dell’anno la quota di titoli pubblici italiani detenuta da investitori esteri si è ridotta di circa tre punti percentuali, al 24%, la variazione negativa più alta dal secondo trimestre del 2012”. Inoltre, i rialzi dello spread rischiano di “vanificare” l’impatto sulla crescita della manovra di Bilancio. E riflettersi (negativamente) su banche e assicurazioni.

L’andamento del differenziale è già costato alla ricchezza delle famiglie italiane – spiega Bankitalia – circa il 3,5%, pari a una cifra intorno ai 145 miliardi di euro. Un calo lievemente inferiore al 2% (poco meno di 85 miliardi) di fine giugno, più il peggioramento degli ultimi mesi dei corsi azionari e obbligazionari che “sarebbe riflesso in un’ulteriore perdita di valore di circa l’1,5%”, intorno ai 60 miliardi. Sul fronte della spesa per interessi, si registra un aggravio pari a 1,5 miliardi negli ultimi sei mesi e il costo sarebbe di oltre 5 miliardi in più nel 2019 e circa 9 miliardi in più nel 2020 se i tassi dovessero restare coerenti con le attuali aspettative dei mercati. L’effetto sulla crescita su crescita e debito/Pil “dipenderà dunque dalle misure specifiche e dal mantenimento della fiducia degli investitori”.

A risentirne negativamente anche il processo di rafforzamento dei bilanci bancari con un relativo “peggioramento degli indicatori di liquidità e di patrimonializzazione ed un aumento dei rischi di mercato”, avverte Bankitalia. Rischi anche per le assicurazioni con effetti rilevanti sulla loro posizione di solvibilità: “Il settore assicurativo è particolarmente esposto al rischio sovrano, in ragione degli investimenti necessari a coprire gli impegni presi con la clientela e dell’elevata quota di titoli di Stato in portafoglio”, spiega via Nazionale. Secondo Bankitalia, in particolare, “gli indici di solvibilità delle compagnie sono in media ampiamente al di sopra dei minimi regolamentari, ma hanno registrato una consistente riduzione”.

Al rapporto di Bankitalia fa eco l’agenzia Moody’s, secondo cui l’intensificarsi dello scontro tra l’Italia e la Commissione europea sulla manovra pone un rischio crescente per l’economia del Paese e manterrà alto lo spread. Una ulteriore “significativa” escalation del conflitto tra Roma e Bruxelles “sarebbe negativa” per il rating italiano, ha avvertito Moody’s, che ha già recentemente tagliato il merito di credito del Paese a Baa3 da Baa2, cambiando l’outlook da ‘stabile’ a ‘negativo’. Kathrin Muehlbronner, senior vice president di Moody’s, ha dichiarato che “gli investitori retail italiani avranno probabilmente bisogno di svolgere un ruolo più importante” nel comprare Btp e Bot. Intanto, il Btp Italia – destinato ai risparmiatori – questa settimana ha registrato un flop della domanda. Moody’s ha osservato inoltre che l’economia italiana ha “già iniziato a rallentare nel corso dei primi nove mesi dell’anno” e si aspetta “un significativo rischio al ribasso” per le prospettive economiche del Paese.

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