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Risparmio gestito, un mercato che può e deve essere consapevole

26 Giugno 2018 · Livia Caivano

  • Ad aprile la raccolta ha superato i 2 miliardi di euro

  • Gli asset gestiti rappresentano il 50% della ricchezza del Paese

Secondo Tommaso Corcos l’industria dell’asset management non dovrebbe essere solo un salvadanaio molto capiente ma anche una piazza di scambio e confronto di idee

Partiamo dai numeri. Anticipando i dati della raccolta di maggio che verranno pubblicati domani, il presidente di Assogestioni Tommaso Corcos alla conferenza annuale di ICGN-International Corporate Governance Network, ricorda che “il patrimonio gestito dall’industria del risparmio gestito supera i 2 miliardi di euro. Registra una crescita di oltre il 100% in 6 anni. Il valore degli asset che gestiamo è quasi il 50% della ricchezza finanziaria del Paese, il 122% del prodotto interno lordo domestico del 2017 e il 93% del totale del debito pubblico italiano”.

Corporate governance consapevole

Per quanto il numero uno di Assogestioni ritenga “fondamentale consegnare performance e un’allocazione efficiente del capitale investito”, allo stesso tempo trova necessario “assumere una posizione centrale nel promuovere uno sviluppo sostenibile dei mercati finanziari e dell’economia”. Un diverso approccio integrato potrebbe e dovrebbe definire una nuova identità direzione dell’intera industria. “Consapevoli delle nostre responsabilità sociali e dell’impatto della nostra attività d’investimento, in Eurizon per esempio cerchiamo opportunità che ci permettano di supportare nuove aziende innovative che facciano la differenza in senso positivo nella nostra società, offrendo risultati di lungo periodo per i nostri clienti”.

Il presidente di Assogestioni e amministratore delegato di Eurizon Tommaso Corcos

Risparmio gestito e politica

Certo “ci sono un nuvole all’orizzonte” ma i numeri restano positivi. “Incontro sempre più aziende che sono sulla frontiera della innovazione”, prosegue Corcos. Oggettivamente l’Italia è un paese interessante sul quale, non c’è dubbio, si può investire“. Salvo forse, necessario precisarlo, situazioni di tensioni politiche come quelle di questo periodo. “Se diamo una rappresentazione degli accadimenti politici degli ultimi anni e i livelli sul mercato, Brexit, l’elezione di Trump o il referendum del 4 dicembre in Italia, sono state tutte situazioni che hanno portato a correzioni violente sui mercati e hanno poi di fatto creato delle ottime opportunità di acquisto. In Italia la crescita c’è e partiamo da una fotografia decisamente positiva”.

Dazi e Italia

C’è poi attesa per l’esito del vertice europeo, nel quale si affronterà anche il tema dei dazi. Se le cose non peggiorando ulteriormente, però, secondo Tommaso Corcos “il mercato si può rifocalizzare”. Il quadro internazionale “è complicato da tutta una serie di discussioni sui dazi che hanno riguardato a più fasi l’America verso la Cina, l’America verso l’Europa, l’America verso il Canada e il Messico”. Nessuno escluso quindi. Molte di queste negoziazioni sembrava fossero chiuse mentre ora si discute su ulteriori incrementi di dazi sulla Cina. “Se questo fa parte, come è auspicabile, di una forma negoziale, penso” prosegue l’amministratore delegato di Eurizon, “che il mercato possa tranquillamente tornare a concentrarsi su un sentiero di crescita che c’è sia da un punto di vista di crescita economica, sia degli utili. Penso che il mercato potrebbe di nuovo allungare l’orizzonte temporale e non essere frenato da queste tensioni“.

Non resta che sperare che le tensioni non si propaghino però anche in Europa. Perché un paese come l’Italia, dall’alta vocazione all’export e che non può puntare su proprie materie prime, come ha precisato il presidente di Confindustria Vincenzo Boccia questa mattina,  ha solo da perderci.

 

 

 

 

Livia Caivano
Livia Caivano
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