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Fineco, Brexit non ferma l’espansione in Uk

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Livia Caivano
Livia Caivano

06 Luglio 2020
Tempo di lettura: 3 min
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  • Raccolta di Fineco Bank da inizio anno: quattro miliardi circa

  • “La piattaforma X-Net ci ha permesso di tenere sotto controllo la pianificazione insieme al cliente tramite cobrowising, rendendo la comunicazione da remoto più solida e immediata e mantenendo allo stesso tempo elevata la qualità dei servizi”

  • “L’uscita della Gran Bretagna dall’Unione europea non rende l’espansione di Fineco in Uk meno interessante”

Covid, tecnologia, Esg ed espansione all’estero. Cos’ha in serbo Fineco Bank per la fine del 2020? We Wealth lo ha chiesto all’amministratore delegato e direttore generale Alessandro Foti

Un inizio anno complicato per tutti, fatale per molti. L’industria del risparmio gestito sembra aver reagito bene all’emergenza – senza flessioni significative. E’ questo il caso di Fineco Bank che – racconta a We Wealth l’amministratore delegato e direttore generale Alessandro Foti –grazie al digitale non ha subito interruzioni nella sua operatività.

 

“Fineco ha avuto dalla sua parte la forte vocazione al digitale che la contraddistingue fin dalla fondazione, grazie alla quale non siamo stati colti impreparati, e, al contrario, abbiamo potuto sfruttare al meglio la spinta alla digitalizzazione a cui stiamo assistendo”, chiarisce l’ad. “I risultati della banca lo dimostrano: dall’inizio dell’anno a maggio abbiamo totalizzato circa 4 miliardi di euro di raccolta, a riprova del fatto che operatività e qualità dei servizi non hanno subito flessioni”. Che ruolo ha giocato la tecnologia e quali strumenti avete messo a disposizione dei consulenti? Prosegue Alessandro Foti: “La nostra rete di consulenti è da sempre supportata dalle migliori tecnologie, strumenti studiati per semplificare al massimo l’interazione con i clienti e rendere più fluida e semplice l’attività quotidiana. Ma oltre agli strumenti per la gestione dell’operatività da remoto, è stato di cruciale importanza supportare la nostra rete dal punto di vista della formazione e rafforzare i canali di contatto con le strutture interne della Banca. Per fare questo è stato implementato un fitto calendario di web conference durante le quali condividere con il management delle banca gli aggiornamenti sull’evolversi dell’emergenza, analizzare gli scenari macroeconomici e gli impatti sui mercati, capire come affiancare al meglio i clienti e guidarli in momenti di comprensibile preoccupazione”. In che modo ha supportato i suoi consulenti nel complicato lavoro da remoto? “I consulenti Fineco hanno da sempre a disposizione tool all’avanguardia nella gestione delle proprie attività anche a distanza, per questo l’avvento della pandemia non ha sostanzialmente influito sulla loro capacità di essere al fianco della clientela in ogni momento. Attraverso la piattaforma X-Net, sono in grado di tenere sotto controllo la pianificazione insieme al cliente tramite cobrowising, rendendo la comunicazione da remoto più solida e immediata e mantenendo allo stesso tempo elevata la qualità dei servizi, eliminando l’uso della documentazione cartacea. In questo modo, nonostante l’imporsi del distanziamento sociale, le interazioni e la soddisfazione stessa dei nostri clienti sono rimaste inalterate”.

Possiamo ora iniziare a parlare di ripartenza: quali sono le sue preoccupazioni per i prossimi mesi?“L’auspicio è che quanto avvenuto rappresenti un punto di partenza per una progressiva diffusione dell’educazione finanziaria, di cui il nostro Paese sente particolarmente la mancanza. La pandemia ha evidenziato l’importanza di fare affidamento a professionisti competenti nella gestione del patrimonio, e una migliore gestione della ricchezza privata può favorire l’intera economia. In quest’ottica guardiamo con grande interesse all’espansione di tutto il mondo ESG. La sostenibilità tuttavia non può limitarsi ai prodotti: l’intero sistema del risparmio gestito deve affrontare la sfida di rispettare un approccio fair nei confronti dei clienti. Fineco ha fatto della trasparenza un pilastro nella costruzione del proprio rapporto con la clientela, per esempio rinunciando a imporre commissioni di performance sui propri prodotti”. Che tipo di supporto avete offerto ai clienti imprenditori, una delle categorie maggiormente colpite dalla crisi?“Da parte dei clienti di alto profilo abbiamo registrato una soddisfazione nei confronti della qualità professionale dei consulenti e delle soluzioni di investimento proposte. La volatilità sui mercati avrebbe potuto far ipotizzare motivi di frizione tra i clienti private e i loro consulenti, considerate anche le prospettive di una contrazione dell’economia. Invece a differenza di crisi simili, c’è una maggiore comprensione delle ragioni alla base delle oscillazioni dei mercati, a cui nella stragrande maggioranza dei casi si sceglie di reagire facendo riferimento ai principi di una corretta pianificazione finanziaria, che partono dal tenere sempre presente gli obiettivi e l’orizzonte temporale del proprio investimento”.

L’espansione in Uk e Brexit

Il progetto di espansione in Gran Bretagna in che modo viene condizionato da Brexit? “Certamente potrebbero esserci aspetti più complicati da un punto di vista burocratico, ma l’uscita della Gran Bretagna dall’Unione europea non rende l’espansione di Fineco in UK meno interessante. Per noi confrontarci con un mercato così grande, evoluto e sofisticato rappresenta un’opportunità e al tempo stesso una sfida a migliorarci costantemente: siamo fiduciosi di presentarci con delle soluzioni in grado di attrarre anche consumatori abituati a un livello di servizio decisamente elevato”. Quali sono le criticità e i vantaggi maggiori che vede nel confronto con il modello di consulenza inglese? “In questo momento la nostra offerta in UK comprende i servizi banking, la piattaforma di brokerage e l’accesso a un’offerta di prodotti di investimento in costante aumento, puntando sull’unicità della nostra one step solution. Da un unico conto si può avere accesso a tutti i servizi, e questo rappresenta una novità anche sul mercato britannico. Siamo consapevoli del fatto che non sarà una passeggiata, considerato il livello della concorrenza, ma proprio il confronto con un contesto così agguerrito ci consentirà di sviluppare miglioramenti che potremo trasferire ai nostri clienti italiani. E proseguire in futuro la nostra espansione su altri mercati”.

Livia Caivano
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