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Bassani (CheBanca!): “Così cambiano i portafogli. E la relazione con il banker”

Bassani (CheBanca!): “Così cambiano i portafogli. E la relazione con il banker”

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Pieremilio Gadda
Pieremilio Gadda

07 Aprile 2020
Tempo di lettura: 5 min
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  • Negli ultimi 15 giorni è stato azzerato il rischio sul credito high yield, mentre l’esposizione all’asset class azionaria è rimasta invariata

  • Già prima dell’emergenza oltre il 90% dei nostri clienti si affidava al digitale per l’operatività di base e circa il 70% delle sottoscrizioni di investimenti avvenivano da remoto

  • Durante la crisi è stato intensificato l’uso dei servizi digitali, ma il telefono rimane il canale di comunicazione privilegiato dai clienti per il servizio di consulenza

Il vice dg e capo della rete proprietaria della banca racconta a We Wealth come si sono attrezzati i banker per fronteggiare l’emergenza

Il congelamento delle attività produttive e i limiti ai movimenti delle persone imposti l’8 marzo dal governo italiano per arginare il contagio hanno sradicato molte delle nostre abitudini. Il luogo in cui lavoriamo, quindi, indirettamente, anche il confine tra vita privata e professionale. Il modo in cui facciamo la spesa. E anche come gestiamo gli investimenti. Perché se la priorità assoluta in questa emergenza è la salute – che significa, prima di tutto, proteggere le persone più vulnerabili – la tutela dei risparmi resta tra le maggiori preoccupazioni delle famiglie, in una fase segnata da violente oscillazioni sui mercati.

La bufera che ha portato a un crollo del 30% e oltre per Wall Street, oltre 40 punti in meno per Piazza Affari, prima del poderoso rimbalzo, ha disorientato gli investitori. Il supporto di un consulente finanziario è stato – e rimane – quanto mai necessario per evitare errori dettati dall’emotività. “Le ultime settimane sono state estremamente stressanti e impegnative”, spiega a We Wealth Lorenzo Bassani, vice direttore generale di CheBanca!, a capo della rete proprietaria della banca che gestisce masse pari a 21,7 miliardi, attraverso 360 banker, cui si aggiungono i 410 consulenti finanziari della rete guidata da Duccio Marconi, per altri 4,5 miliardi. “Psicologicamente abbiamo tutti la priorità di tutelare alcuni tra gli aspetti a noi più cari: la famiglia, la salute e i risparmi. Sul fronte finanziario, ciò che accomuna tutti i clienti in questa fase è la necessità di un maggior contatto, in termini sia di frequenza sia di intensità”.

Quali indicazioni sono arrivate dalla direzione investimenti?

Il comitato investimenti monitora costantemente l’evolversi della situazione economica internazionale, attività che abbiamo intensificato nelle ultime settimane. Negli ultimi 15 giorni, in particolare, l’esposizione alla asset class azionaria è rimasta invariata, dal momento che questa partiva già da una condizione tattica di neutralità. Il rischio è stato azzerato sul credito di minore qualità (high yield). La rischiosità complessiva dei nostri portafogli modello è stata inoltre ridotta lavorando sulla diversificazione degli emittenti di qualità nonché favorendo società e settori value e più difensivi in un contesto che, anche a tendere, sarà caratterizzato da un’elevata volatilità. La nostra attenzione sui mercati, anche grazie al supporto di Mediobanca sgr, nell’attività di advisory e nelle view di mercato, continuerà a rimanere alta, con l’obiettivo di intervenire tempestivamente qualora l’ulteriore evolversi della situazione lo rendesse necessario.

 

I consulenti finanziari hanno dovuto in parte cambiare pelle, intensificare l’uso degli strumenti digitali, reinventare le modalità di comunicazione con i clienti. Come si sono attrezzati i banker di CheBanca! in questa fase?  

Sin dall’insorgere dell’emergenza ci siamo dati due priorità: la tutela di colleghi e clienti e la continuità del business. Oggi l’accesso alle nostre filiali è possibile solo su appuntamento e per le operazioni urgenti non gestibili tramite telefono e online. Una scelta necessaria, ma anche relativamente semplice per noi. Essendo nati digitali abbiamo tutti gli strumenti per garantire efficienza di servizio anche da remoto, sia per l’operatività di base che per la gestione degli investimenti. Inoltre in questa fase è stato fondamentale rafforzare i momenti di dialogo con la nostra rete e, di conseguenza, con i clienti, anche grazie a un costante aggiornamento delle view di mercato.

 

La piattaforma di consulenza può avvalersi di strumenti di video-conference integrati?

Abbiamo sviluppato e ormai consolidato a livello di direzione un nostro sistema di Webex per la gestione di video e conference call con i nostri consulenti e advisor. L’utilizzo di queste tecnologie permette di garantire maggior empatia nella declinazione dei messaggi anche se, lato clienti, è sempre il telefono ad essere il canale di comunicazione privilegiato. Ciò che viene particolarmente apprezzato è la gestione del processo di consulenza, interamente automatizzato, che consente l’esecuzione delle proposte oppure il controllo delle proprie posizioni a distanza.

 

Le comunicazioni a distanza e la gestione degli investimenti da remoto stanno funzionando bene o rimane una certa riluttanza da parte di consulenti e clienti?

In generale non abbiamo riscontrato resistenze insormontabili. Dal momento che questa emergenza è stata causata da fattori esogeni, vi è molta comprensione e soprattutto apertura verso l’utilizzo delle nuove tecnologie. C’è da dire che essendo noi nativi digitali, abbiamo da sempre impostato la relazione con i clienti su un approccio multicanale. Noi partiamo sicuramente da un punto di osservazione privilegiato: già prima dell’emergenza oltre il 90% dei nostri clienti si affidava al digitale per l’operatività di base e circa il 70% delle sottoscrizioni di investimenti avvenivano da remoto.

 

Dopo l’emergenza, si tornerà a modalità operative pre-crisi o ci sarò un’accelerazione nell’uso dei canali digitali?

Mi aspetto post-crisi un ulteriore intensificarsi dell’utilizzo della web & mobile collaboration che ha dato prova di grande efficienza ed efficacia operativa in questa situazione d’emergenza, senza ovviamente perdere il valore della relazione umana, imprescindibile nel nostro modello di consulenza.

 

 

Pieremilio Gadda
Pieremilio Gadda
Direttore del magazine We wealth. Nato a Brescia, giornalista professionista, ha coordinato la redazione di Forbes Italia da gennaio 2018 a settembre 2019. Collabora con l’Economia del Corriere della Sera e Milano Finanza. Caporedattore del Magazine AdvisorPrivate tra il 2015 e il 2017, in passato ha scritto per l’Espresso, il Mondo, il Messaggero, Capital, Patrimoni, Panorama, Mf e Wall Street Italia. È laureato in Relazioni Internazionali presso l’Università Cattolica di Milano
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