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Ricchezza mondiale nelle mani di 2.153 super ricchi

Ricchezza mondiale nelle mani di 2.153 super ricchi

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Giorgia Pacione Di Bello
Giorgia Pacione Di Bello

20 Gennaio 2020
Tempo di lettura: 2 min
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  • Si stima che un terzo della ricchezza dei miliardari sia frutto di eredità, e che questo processo ereditario abbia creato una nuova aristocrazia

  • Continua inoltre ad esserci il fattore uomo: a livello mondiale gli uomini possiedono infatti il 50% di ricchezza in più rispetto alle donne

     

Nel 2019, secondo l’ultima ricerca di Oxfam, 2.153 miliardari possiedono più ricchezza di 4,6 miliardi di persone. Oltre a rappresentare un piccolo gruppo, questi super ricchi hanno un’altra caratteristica: sono in grandissima maggioranza uomini

Nel 2019 i miliardari erano 2.153 e possedevano più ricchezza di 4,6 miliardi di persone. I 22 uomini più ricchi del mondo, secondo l’ultimo report di Oxfam, avevano più ricchezza di tutte le donne africane. Al vertice dell’economia globale si attesta una piccola élite di individui ricchi in maniera inimmaginabile, la cui ricchezza cresce in modo esponenziale nel tempo, con poco sforzo e indipendentemente dal fatto che essi apportino valore alla società o no. Nel frattempo, ai “piani bassi” dell’economia, donne e ragazze dedicano quotidianamente 12,5 miliardi di ore al lavoro di cura non retribuito. Oxfam ha calcolato che questo lavoro aggiunge valore all’economia per almeno 10.800 miliardi di dollari . Questa cifra, anche se enorme, è stimata per difetto e l’ammontare esatto è verosimilmente molto più alto. Nonostante ciò la fetta maggiore dei benefici finanziari va ai più ricchi, la maggior parte dei quali sono uomini. L’invecchiamento della popolazione, i tagli alla spesa pubblica e i cambiamenti climatici minacciano di esacerbare ulteriormente le disuguaglianze di genere e le disuguaglianze economiche, alimentando una crisi progressiva nel campo dell’assistenza e ai danni di chi lavora nel settore. Mentre le élites ricche e potenti possono avere la possibilità di comprarsi una via d’uscita dalla peggiore di queste crisi, i poveri e i deboli non saranno in grado di fare altrettanto.

Il vertice

Al vertice della piramide economica, migliaia di miliardi di dollari si concentrano nelle mani di un piccolissimo gruppo di persone, prevalentemente uomini. Recentemente alcuni commentatori hanno chiesto se sarebbe meglio per il mondo “abolire i miliardari”, suggerendo che essi siano il sintomo di un’economia malata. Si stima che un terzo della ricchezza dei miliardari sia frutto di eredità, e che questo processo ereditario ha creato una nuova aristocrazia che mina le fondamenta democratiche delle nostre società. Una volta consolidate, le fortune dei super-ricchi si moltiplicano da sole. Gli eredi non devono dunque far altro che mettersi comodi e guardare la propria ricchezza crescere, con l’aiuto di contabili altamente pagati che negli ultimi dieci anni hanno fornito loro un rendimento medio annuo del 7,4% . Una delle ragioni di questi rendimenti fuori misura, secondo il report, è il crollo dell’imposizione fiscale sulla ricchezza e sugli utili d’impresa, derivante dalla riduzione delle aliquote impositive e da deliberati abusi fiscali. È inoltre opportuno anche ricordare che solo il 4% del gettito fiscale globale deriva dalle imposte sul patrimonio, e numerosi studi dimostrano che i super-ricchi eludono fino al 30% delle imposte a proprio carico. Le imposte sui redditi societari estremamente basse li aiutano a far lievitare i profitti delle aziende di cui sono i principali azionisti. Tra il 2011 e il 2017, mentre i salari medi nei paesi del G7 aumentavano del 3%, i dividendi dei facoltosi azionisti sono cresciuti del 31%.

Ma non finisce qua perché il report sottolinea come la ricchezza di oggi si fonda anche sul sessismo. “Il nostro sistema economico è stato costruito da uomini ricchi e potenti che continuano a dettare le regole e a fare la parte del leone nella spartizione dei profitti” sottolinea Oxfam. A livello mondiale gli uomini possiedono infatti il 50% di ricchezza in più rispetto alle donne. Gli uomini predominano anche nelle posizioni di potere politico ed economico. Nel mondo solo il 18% dei ministri e il 24% dei parlamentari sono donne, e si stima che esse occupino il 34% delle posizioni manageriali nei paesi per cui i dati sono disponibili.

Giorgia Pacione Di Bello
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