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Private banking Italia: alla conquista di 207 miliardi

09 Ottobre 2019 · Giorgia Pacione Di Bello · 2 min

  • L’indagine è stata fatta analizzando 261 operatori finanziari che offrono servizi di private banking in Italia

  • Al 31 dicembre 2018, il totale delle attività finanziare che si dividono 261 player, è di circa 944 miliardi di euro

Secondo l’ultima ricerca pubblicata da Magstat Consulting, il private banking italiano gestisce circa 944 miliardi di euro (l’84,3% del mercato di riferimento). Resta da conquistare il 15,7%, pari a ulteriori 207 miliardi di euro

207 miliardi di euro non sono ancora raggiunti dai servizi di private banking e family office. Il settore gestisce infatti 944 miliardi di dollari che rappresentano l’84,3% del mercato complessivo (individuato in 1.120 miliardi), suddivisi in 1.165.126 clienti. Resta dunque scoperta il 15,7% di  ricchezza. A dirlo è l’ultima indagine: “il private banking in Italia” pubblicato da Magstat Consulting. Stando ai dati i 944 miliardi sono ripartiti: 865 miliardi (91,6%) nelle mani di 122 operatori finanziari specializzati nel private banking e 79 miliardi (8,4%) appartengono a 139 family office.

Entrando nel merito delle società, secondo il report, Fideuram Intesa Sanpaolo Private banking si aggiudica il gradino più alto del podio con 153,2 miliardi di euro gestiti (16,2% del mercato), seguita da Unicredit con 91,3 miliardi di euro (9,7% del mercato) e Banca Generali con 40 miliardi di euro (4,2% del mercato). L’asset controllato dai prime tre operatori italiani è dunque pari al 30,1% del mercato e supera i 248 miliardi di euro. Se si osserva invece la situazione a livello di gruppi bancari i primi tre (Intesa Sanpaolo, Unicredit e Banca Generali) controllano il 35,5%, 335,3 miliardi di euro. Estendo il range ai primi dieci gruppi (Intesa Sanpaolo, Unicredit Banca Generali, Ubi, Bnp Paribas, Ubs, Credem, Deutsche Bank, Mediobanca e Banco Bpm) si raggiunge una quota di mercato private servito del 58,3% pari a 550,2 miliardi di euro.

Per essere più competitivi nel settore private e riuscire ad avere sempre più clienti molte società, nel 2018, hanno intensificato il processo di concentrazione nel settore. E in particolari risultano essersi rafforzati: Banca Generali, Ersel e Credit Agricole.

Banca Generali ha acquisito il 90,1% di Valeur Fiduciaria, boutique finanziaria con sede a Lugano e il 100% di Nextam Partners, società specializzata nell’asset e wealth management. Ersel ha invece rilevato la quota di maggioranza di Banca Albertini, acquistando dal gruppo Syz il 64,3% delle azioni. Indosuez wealth management, brand specializzato nel wealth management  del gruppo Credit Agricole ha invece rilevato il 94,1% di Banca Leonardo.

L’intensificarsi di M&A sta dunque spingendo il mercato verso un dualismo. Da una parte i grandi conglomerati e dall’altra le boutique. La ricerca ha infatti evidenziato come “ facendo un confronto con l’anno precedente possiamo affermare che continua ad aumentare il peso dei big player (>10 miliardi)”. E dunque:

  • il 56,4% del mercato è in mano ai big player del settore (intermediari finanziari con patrimoni superiori ai 20 miliardi di euro), contro il 56,3% dello scorso anno;
  • il 21,4% del mercato è controllato dalle strutture con patrimoni tra i 10 ed i 20 miliardi di euro, contro 19,9% dello scorso anno;
  • il 6,2% del mercato è controllato dalle strutture con patrimoni tra i 5 ed i 10 miliardi di euro, contro il 7,6% dello scorso anno;
  • il 16% del mercato del private banking è in mano a piccole strutture con patrimoni inferiore ai 5 miliardi di euro, contro il 16,2% dello scorso anno
Giorgia Pacione Di Bello
Giorgia Pacione Di Bello
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