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Mps punta sul private banking nel 2019

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Giorgia Pacione Di Bello
Giorgia Pacione Di Bello

05 Dicembre 2018
Tempo di lettura: 3 min
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  • La polarizzazione che si sta andando a delineare nel mondo del private banking farà cambiare il modo di crescere delle società. L’acquisizione di nuovi banker diventerà sempre più marginale, mentre sarà sempre più importante, la capacità di offrire servizi “eccellenti a un costo ragionevole”

  • La forte instabilità economica sta spingendo sempre di più i clienti private a cercare di mettere al sicuro i propri risparmi. Mps ha notato un aumento di investimenti in: opere d’arte, monete e automobili

Il 2019 per Monte dei Paschi di Siena sarà all’insegna del cambiamento. Federico Vitto, responsabile della direzione wealth management di Mps, racconta a We-Wealth quali saranno le novità

Il 2019 per Monte dei Paschi di Siena (Mps) sarà all’insegna del private banking. “Dopo anni difficili – spiega Federico Vitto, responsabile della direzione wealth management di Mps – il 2018 è stato un anno di stabilità e di elaborazione di nuove strategie. Sicuramente il private banking è un elemento competitivo, su cui vogliamo crescere nel 2019”. Lo sviluppo del settore passerà attraverso un potenziamento della figura del banker, che dovrà essere formato e capace di interpretare i cambiamenti economici-finanziari contemporanei. Per realizzare questo upgrade nella relazione banker-cliente Mps dovrà dunque operare cambiamenti sia a livello di formazione degli operatori (corsi, riorganizzazione materiali), sia rivedere la piattaforma messa a disposizione dell’utente finale. L’obiettivo 2019 è infatti quello di renderla più efficace, snellendo i processi della parte amministrativa. Sviluppi che passeranno inevitabilmente attraverso una revisione dei processi.

Il cambiamento è vita

Lo sviluppo della figura del private banking, sottolinea Vitto, è legata principalmente ai cambiamenti che il settore del private banking sta iniziando ad affrontare. L’aumento di soggetti, private, sempre più in là con l’età, la crescente attenzione per le componenti non finanziarie, lenuove regole normative (Mifid 2) e la crescente competitività stanno spingendo sempre più il settore del private banking a evolversi. Il 2019 potrebbe inoltre essere un anno un po’ delicato dato che con la Mifid 2 il cliente verrà a conoscenza del costo effettivo del servizio di private. Secondo Vitto la Mifid 2 “potrebbe (invece) essere un’opportunità” per Mps perché se si è “lavorato con serietà e professionalità il cliente saprà riconoscere il valore del servizio offerto”. Il cambiamento nel settore, si porta però dietro anche una maggiore selettività, che sarà sempre più legata alla qualità piuttosto che alla quantità. Se dunque negli anni si è cercato di crescere acquisendo banker, per attrarre a sé più masse, in futuro questo trend sarà sempre meno significativo. Si andrà invece verso una qualità maggiore, cercando di offrire servizi “eccellenti ad un costo ragionevole”. E questo diventerà sempre più un’esigenza visto la polarizzazione che si sta andando a delineare nel settore del private banking. Da una parte ci saranno dunque i grandi agglomerati, e dall’altra i family office e le piccole realtà che cercheranno di servire sempre più a 360° gli interessi della famiglia. Non si deve però escludere – sottolinea Vitto- un maggiore coinvolgimento di grandi gruppi stranieri nella realtà italiana, tuttora estremamente attraente su segmenti ad alto valore e modesto consumo di capitale come questo.

Il settore private, fotografia attuale

Ogni volta che si verificano momenti di instabilità finanziaria i grandi patrimoni iniziano ad agitarsi nel cercare di capire dove poter investire i loro risparmi, per evitare future perdite economiche. Secondo Vitto, molti clienti private di Mps hanno iniziato a investire in arte internazionale o “moderna” (dal ‘900 in poi), in automobili e in monete da collezione. Beni, che da una parte richiedono una certa quantità di passione ma dall’altra posso risultare investimenti a lungo termine per proteggere parte del patrimonio. Da tenere presente che neanche questo tipo di investimenti risultano essere esenti da rischi. Ci potrà, sempre, essere la possibilità che in un futuro quando si cercherà di vendere il quadro, l’auto o la collezione di monete non si riesca a recuperare il patrimonio investito, e una buona consulenza dovrà evidenziare questi rischi ed eventualmente suggerire come compensarli o mitigarli.

Federico Vitto – responsabile della direzione wealth management di Mps

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