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La pianificazione finanziaria non è donna

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Giorgia Pacione Di Bello
Giorgia Pacione Di Bello

06 Marzo 2019
Tempo di lettura: 3 min
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  • Il delegare può nascondere spiacevoli sorprese. Quattro vedove o divorziate italiane su 10 hanno, infatti, scoperto che il coniuge aveva fornito sostegno finanziario a qualcun altro nel corso della vita coniugale

  • Date le evidenze, l’88% delle vedove o delle divorziate consiglia una migliore comprensione e una partecipazione più attiva alla pianificazione delle finanze familiari

Secondo l’ultimo studio di Ubs, la maggior parte delle donne, a livello globale, delega le decisioni finanziarie di lungo termine al coniuge

Le donne gestiscono le finanze quotidiane ma sono restie alla pianificazione o agli investimenti di lunga scadenza. Secondo lo studio “Ubs investors watch” che analizza gli High net worth individuals, la maggior parte delle donne (58%) in tutto il mondo delega al marito le decisioni finanziarie di lungo termine.

In Italia, per esempio, meno di tre donne sposate su dieci prendono decisioni finanziarie di lungo termine. L’89% interviene invece in prima persona o condivide la responsabilità in modo uguale con il coniuge quando si tratta di spese quotidiane. Ma la tendenza non cambia a livello globale dove l’85%delle donne assume una responsabilità piena o la condivide in modo uguale con il coniuge quando si tratta di gestire le spese quotidiane. Tuttavia, meno di un quarto (23%) delle donne sposate si occupa di pianificazione finanziaria a lungo termine, come investimenti e assicurazioni.

Le ragioni della delega parziale o totale, spiega il report, sono riconducibili a un senso di inadeguatezza rispetto all’alto livello di conoscenza della materia finanziaria richiesto per prendere buone decisioni di investimento (73%), unito a una tendenza a focalizzarsi sui bisogni più urgenti (85%). Non sempre i mariti sembrano essere di aiuto in questo percorso, visto che sette donne su 10 affermano di essere state scoraggiate dal coniuge rispetto a un coinvolgimento attivo. “Per assumere un ruolo più attivo anche sugli investimenti e pianificare correttamente il loro futuro, le donne hanno necessità di comprendere più a fondo il quadro generale e la propria situazione finanziaria. Il consulente di private banking può rappresentare un aiuto concreto nel dare risposta alla crescente esigenza delle donne italiane di essere sempre più protagoniste del proprio benessere finanziario”, spiega Paolo Federici, Ubs Gwm Market Head Italy.

Le giovani donne delegano maggiormente

In linea con il trend globale e con un risultato per alcuni versi sorprendente, il protagonismo nella gestione risulta essere inversamente correlato con l’età. Sono infatti le donne più giovani (dai 20 ai 34 anni) a delegare maggiormente al proprio partner (65%), al fine di potersi dedicare ai propri progetti di vita famigliare o professionale. Tale dato scende al 36% nel caso delle donne over 50.

Delegare troppo spesso al coniuge porta le donne a non saper affrontare il mondo finanziario quando si ritrovano da sole. Di fronte alla gestione delle proprie finanze, il 71% delle donne italiane vedove o divorziate e con disponibilità finanziarie importanti dichiara infatti di non essersi trovata finanziariamente preparata per la vita dopo il divorzio o dopo la scomparsa del coniuge. Molte donne hanno cercato sostegno in questi casi: quasi la metà (46%) di loro si è rivolta a un consulente finanziario, mentre il 33% ha scelto il proprio avvocato.

Ma non finisce qua, perché la maggioranza (58%) delle donne italiane vedove o divorziate dichiara di avere riscontrato una situazione finanziaria diversa da quella che si sarebbe aspettata. Quattro vedove o divorziate italiane su 10 hanno infatti scoperto che il coniuge aveva fornito sostegno finanziario a qualcun altro nel corso della vita coniugale, mentre il36% rileva che il coniuge aveva nascosto loro alcune spese. Con una nota più positiva, il41% delle donne ha avuto la fortuna di scoprire di avere più risorse del previsto.

Secondo lo studio dunque l‘88% delle vedove o delle divorziate consiglia una migliore comprensione e una partecipazione più attiva alla pianificazione delle finanze familiari mentre l’86% suggerisce di prendere provvedimenti attivi per garantirsi una maggiore preparazione in materia.

“Il 94% delle donne che condividono le decisioni finanziarie di lungo periodo con i loro partner si sentono più serene rispetto al loro futuro. Che sia per migliorarlo o per difenderlo, partecipare alla pianificazione finanziaria della coppia o della famiglia è un viaggio da intraprendere al fianco di una controparte qualificata che possa aiutare sia dal punto di vista tecnico sia emozionale”, ha concluso Federici.

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