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Intesa – Ubi: al via la 2^ banca per capitalizzazione nell’Eurozona

Intesa – Ubi: al via la 2^ banca per capitalizzazione nell’Eurozona

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Giorgia Pacione Di Bello
Giorgia Pacione Di Bello

04 Agosto 2020
Tempo di lettura: 3 min
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  • “Diventeremo la seconda banca per capitalizzazione, la sesta per risultato operativo e l’ottava per totale attivo. Si tratta di un passaggio di grande rilevanza”, dichiara Carlo Messina

  • “Insieme, possiamo rafforzare un gruppo campione nazionale e leader a livello europeo, forte di oltre 1,1 trilioni di euro che gli italiani ci affidano”, spiega Messina durante la conferenza

L’unione di Intesa Sanpaolo e Ubi darà vita a un nuovo gruppo molto forte a livello europeo. A spiegarlo è lo stesso ceo di Intesa Sanpaolo, Carlo Messina, durante la conferenza di presentazione dei risultati del gruppo

L’unione tra Intesa Sanpaolo e Ubi banca darà vita ad un gruppo di spicco tra gli istituti di credito dell’eurozona. “Diventeremo la seconda banca per capitalizzazione, la sesta per risultato operativo e l’ottava per totale attivo. Si tratta di un passaggio di grande rilevanza”, dichiara Carlo Messina, consigliere delegato e ceo di Intesa Sanpaolo commentando il risultati del gruppo nei primi 6 mesi dell’anno. A questo si aggiunge inoltre come a livello italiano il nuovo gruppo sia diventato il numero uno. “Con questa mossa – sottolinea Messina- abbiamo certamente creato un ulteriore e significativo distacco dall’altro player italiano (Unicredit, ndr), che a questo punto non è più la più grande banca italiana”.

Il ceo spiega anche come l’anno prossimo fornirà al mercato un piano di impresa più dettagliato di quello che sarà il nuovo gruppo combinato. “Sin da ora, accogliere nel gruppo i nostri nuovi colleghi provenienti da Ubi rappresenta una priorità assoluta di Intesa Sanpaolo e mia personale. Ai colleghi del nuovo gruppo che diventeranno parte della famiglia Bper vorrei dire: lavoreremo con il management di Bper per fare tutto il possibile al fine di garantire la considerazione adeguata a persone che saranno un arricchimento per Bper. E’ un nostro ulteriore impegno”, spiega il ceo.

E tutto questo è stato possibile e si è visto realizzarsi la scorsa settimana. “Nel pieno rispetto dei tempi annunciati, abbiamo concluso con successo la nostra offerta rivolta agli azionisti di Ubi annunciata cinque mesi fa. Il 90,2% – in termini di capitale – ha deciso di far parte di Intesa Sanpaolo: una scelta che per noi è motivo di orgoglio. Intesa Sanpaolo e Ubi hanno modelli di businesssimili, con culture e valori aziendali condivisi. Insieme, possiamo rafforzare un gruppo campione nazionale e leader a livello europeo, forte di oltre 1,1 trilioni di euro che gli italiani ci affidano”, spiega il Messina durante la conferenza. Lato wealth management il Ceo dichiara inoltre come Iw Bank è un’azienda che verrà valorizzata. “Per cui certamente avrà nell’ambito della divisione del wealth management il suo punto di riferimento ma rimane un’area che per noi è un punto di forza”.

Oltre all’operazione con Ubi, il Ceo di Intesa Sanpaolo ha anche commentato i risultati del primo semestre 2020. Nei primi sei mesi dell’anno, a fronte di un contesto molto impegnativo, “abbiamo conseguito il miglior utile netto del primo semestre dal 2008, pari a 2,6 miliardi di euro. Ciò significa aver già realizzato l’86% dell’obiettivo minimo di utile netto di 3 miliardi, previsto per quest’anno”, dichiara Messina. Il risultato netto del primo semestre 2020 mostra dunque come ci sia stato un del 39% rispetto ai primi sei mesi del 2019 (escludendo i 900 milioni di euro di accantonamenti relativi ai possibili impatti futuri del covid-19). A questo si aggiunge un risultato corrente lordo in aumento del 7,1% rispetto al primo semestre 2019, e uno di gestione operativa in crescita del 2,8% rispetto al primo semestre 2019. I costi operativi risultano essere in diminuzione del 2,8% rispetto al primo semestre 2019, e il cost/income al 48,5%. Il costo del rischio del primo semestre 2020, annualizzato pari a 46 centesimi di punto, escludendo l’impatto delle rettifiche per i futuri impatti di covid-19 (pari a 43 centesimi di punto, di cui 36 per copertura generica su crediti in bonis e 7 per copertura specifica su crediti deteriorati), rispetto ai 53 dell’esercizio 2019. A questo si aggiunge che c’è stato anche un miglioramento della qualità del credito. I crediti deteriorati, al loro delle rettifiche di valore, ha subito una riduzione di circa 1,8 miliardi di euro nel primo semestre 2020. Lo stock di crediti deteriorati è sceso invece a giugno 2020, rispetto a dicembre 2019, del 4,6% al lordo delle rettifiche di valore e dell’ 1,5% al netto. L’incidenza dei crediti deteriorati sui crediti complessivi a giugno 2020 è stata pari al 7,1% al lordo delle rettifiche di valore e al 3,5% al netto. Il conto economico consolidato del primo semestre 2020 registra interessi netti pari a 3.497 milioni di euro, in flessione dello 0,6% rispetto ai 3.517 milioni del primo semestre 2019. Le commissioni nette sono pari a 3.588 milioni di euro, in diminuzione del 6,3% rispetto ai 3.830 milioni del primo semestre 2019. In dettaglio, si registra una diminuzione dell’ 8,1% delle commissioni da attività bancaria commerciale e del 3,6% delle commissioni da attività di gestione. Il risultato dell’attività assicurativa ammonta a 736 milioni di euro, rispetto ai 627 milioni del primo semestre 2019. “I ricavi mostrano una notevole resilienza, con una crescita dell’attività assicurativa. Le commissioni, penalizzate dal forte rallentamento delle attività economiche e dalla volatilità del mercato, a giugno segnano una ripresa; l’aumento delle masse di risparmio in gestione accelera nel secondo trimestre. Continua il calo dei costi, il nostro livello di efficienza operativa è tra più elevati a livello europeo”, dichiara Messina.

Dati i risultati conseguiti i primi sei mesi dell’anno, secondo il Ceo si può affermare che il gruppo sia “ben posizionato per continuare ad assicurare una redditività ai vertici del settore in Europa, mantenendo una elevata patrimonializzazione. Senza contare il contributo di Ubi Banca, prevediamo di realizzare un utile netto di almeno 3,5 miliardi di euro nel 2021”.

Giorgia Pacione Di Bello
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