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Fideuram-Ispb: masse amministrate da record

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Giorgia Pacione Di Bello
Giorgia Pacione Di Bello

13 Novembre 2020
Tempo di lettura: 2 min
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  • Unico neo l’utile netto consolidato che scende a 623 milioni registrando una contrazione del 5%

  • Il cost/Income ratio risulta però esser stabile al 31%

Il gruppo Fideuram-Intesa Sanpaolo private banking supera brillantemente questa prima ondata della pandemia. Le masse amministrate raggiungono un nuovo record e la banca si dimostra solida

Fideuram-Intesa Sanpaolo private banking regge il colpo del covid-19. “I risultati di questi primi nove mesi del 2020 confermano il valore del nostro lavoro: il totale delle masse amministrate ha superato i 243 miliardi di euro e la raccolta netta si è attestata a 8,2 miliardi di euro. Sono numeri straordinari che dimostrano, ancora una volta, come il nostro modello di servizio sia particolarmente valido e apprezzato dai clienti. Nonostante il periodo complesso”, dichiara Tommaso Corcos, amministratore delegato e direttore generale di Fideuram – Intesa Sanpaolo private banking.

Ma entriamo nel dettaglio del resoconto intermedio al 30 settembre 2020 approvato dal Consiglio di amministrazione. Le masse amministrate sono risultate essere pari a 243,8 miliardi (+1,1 miliardi rispetto al 2019). Il motivo di questa accelerazione è dovuto ad un’ottima performace, che ha visto le reti di private bankerrealizzare una raccolta netta pari a 8,2 miliardi. Tale effetto è stato in buona parte compensato dall’andamento dei mercati finanziari che, nell’arco dei nove mesi, hanno risentito significativamente dell’incertezza derivante dalla diffusione globale della pandemia, incidendo in maniera sfavorevole sui patrimoni. L’analisi per aggregati evidenzia che la componente di risparmio gestitoè risultata pari a 164,5 miliardi, pari ad oltre 67% delle masse amministrate. L’utile netto consolidato vacilla, fermandosi a 623 milioni, in flessione (-5%) rispetto ai primi nove mesi del 2019 principalmente a seguito di un aumento delle rettifiche di valore nette su crediti e delle imposte sul reddito. Mentre l’attività commerciale ha registrato una crescita dell’11% arrivando a 8,2 miliardi di euro di raccolta netta. L’analisi per aggregati mostra che la raccolta di risparmio gestito, pari a più di 2,5 miliardi, ha registrato un forte incremento (+158%) rispetto al 2019 quando si era fermata al di sotto del miliardo.

Se poi si passa all’analisi dei principali aggregati del conto economico si nota come nei primi nove mesi dell’esercizio le commissioni nettesono risultate pari a 1.260 milioni (-1%) con il saldo di  1.276 milioni registrato nei primi nove mesi del 2019. Le commissioni nette ricorrenti, componente predominante (circa 94%) del margine commissionale, sono risultate pari a 1.185 milioni (1.192 milioni nell’analogo periodo del 2019), in marginale contrazione per effetto di un product mix leggermente meno favorevole, quasi completamente compensato dalla crescita delle masse medie di risparmio gestito che, nonostante la forte correzione dei mercati avvenuta nel corso del primo trimestre dell’anno, sono risultate superiori a quelle del primi nove mesi del 2019. Nei primi nove mesi del 2020 il margine commissionale non ha beneficiato di alcun contributo significativo riveniente da commissioni di performance, risultate pari a un milione (2 milioni nei primi nove mesi del 2019).

Per quanto riguarda i costi operativi netti, questi sono pari a 443 milioni, in diminuzione di  5 milioni (-1%) rispetto all’anno scorso. Il cost/income ratioè risultato stabile al 31%,mantenendosi su livelli di eccellenza assoluta. I coefficienti patrimoniali consolidati si posizionano molto al di sopra dei livelli minimi richiesti dalla normativa. In particolare, al 30 settembre 2020 il common equity tier 1 ratio consolidatosi è attestato al 28,3%, in forte crescita rispetto al 19,2% di fine dicembre 2019 per effetto dell’aumento dei fondi propri conseguente alla decisione di destinare a riserva l’utile d’esercizio realizzato da Fideuram S.p.A. nel 2019.

Giorgia Pacione Di Bello
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