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Ersel: un cauto ottimismo per il 2021

Ersel: un cauto ottimismo per il 2021

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Giorgia Pacione Di Bello
Giorgia Pacione Di Bello

14 Settembre 2020
Tempo di lettura: 2 min
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  • Per il momento l’aumento di liquidità all’interno dei portafogli dei clienti è stato marginale. Ma ciò non toglie la possibilità di aumentare la quota se aumenta lo stress sui mercati

  • Per quanto riguarda la quota azionaria Ersel privilegia Europa e Mercati Emergenti che sono rimasti indietro rispetto alla borsa americana. Mentre per la parte obbligazionaria si combinano titoli di stato a lunga scadenza, che tendono a fare bene in fasi di stress, con strategie dedicate ai titoli corporate, ai subordinati finanziari e alle cartolarizzazioni

Federico Taddei, direttore private banking Ersel è cautamente positivo per il futuro se pensa all’attività delle banche centrali e dei governi per sostenere l’economia e i mercati. Se ci si sposta sul fronte politico italiano, nelle ultime settimane emerge chiaramente una mancanza di chiarezza e tempestività negli interventi. E questo potrà avere degli impatti

Incertezza fa rima con liquidità. Ed è proprio per questo che “nelle prossime settimane valuteremo se incrementare ulteriormente la liquidità riducendo la quota investita, in funzione di eventuali situazioni di stress sui mercati”, dichiara Federico Taddei, direttore private banking Ersel.

Per il momento, nonostante la pandemia globale di covid-19, la situazione liquidità è stata sotto controllo dato che “l’aumento è stato marginale dall’inizio di settembre; la liquidità può essere l’investimento difensivo per eccellenza in fasi di correzione, ma nel corso dell’estate la scelta di essere quasi completamente investiti è stata corretta”. La corsa al non investito non è però scongiurata anche perché se lo stress sui mercati dovesse aumentare, la quota di liquidità potrà salire.

Sempre in tema di portafogli e gestione del patrimonio dei clienti Taddei spiega come al momento “abbiamo un’esposizione di portafoglio ampiamente diversificata”. Per quanto riguarda la quota azionaria “stiamo privilegiando Europa e Mercati Emergenti che sono rimasti indietro rispetto alla borsa americana”. Mentre per la parte obbligazionaria “combina titoli di stato a lunga scadenza, che tendono a fare bene in fasi di stress, con strategie dedicate ai titoli corporate, ai subordinati finanziari e alle cartolarizzazioni. Attualmente, la scelta più forte è il sottopeso sul dollaro americano, che caratterizza i nostri portafogli dalla fine della primavera e che ha consentito di minimizzare l’impatto negativo legato alla discesa della divisa statunitense”.

Gli investitori in questo momento sono un po’ più sereni, sia per la salute, sia per i recuperi che i loro investimenti hanno registrato, ma resta comunque una componente di forte incertezza sul futuro, sulla tenuta e sulle prospettive della ripresa. “Un’incertezza che i clienti condividono con gli stessi operatori, e che è legata soprattutto all’eventualità di una recrudescenza dell’epidemia nella prossima stagione invernale”, spiega Taddei. Lato banca invece, il numero uno del private banking di Ersel, sottolinea che per reagire si sta puntando molto sull’investimento in “competenze e professionalità, così da assicurare la miglior risposta possibile a qualunque futura evoluzione degli eventi: non a caso già da diversi mesi abbiamo in atto un’intensa attività di recruitment che ha visto il nostro team di private ampliarsi e arricchirsi di numerosi specialisti di solida esperienza, su Torino, su Milano e nel nostro team di private Banking di Lussemburgo”.

E per il 2021?

In merito al futuro Taddei è fiducioso: “manteniamo un cauto ottimismo, legato all’attività delle banche centrali e dei governi per sostenere l’economia e i mercati, anche se dal fronte politico nelle ultime settimane emerge una mancanza di chiarezza e tempestività negli interventi: queste considerazioni, unite ai dati pubblicati a livello macro e microeconomico e all’ampia liquidità immessa nel sistema, ci portano dunque a pensare che i mercati potrebbero generare rendimenti positivi da qui alla fine dell’anno. Questo non esclude il rischio di una correzione nel periodo considerato, che però riteniamo possa essere temporanea e non eccessivamente profonda”.

Giorgia Pacione Di Bello
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