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Basso rischio, la strategia dei clienti private

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Giorgia Pacione Di Bello
Giorgia Pacione Di Bello

17 Dicembre 2018
Tempo di lettura: 2 min
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  • Nel 2019 sarà inaugurata l’Accademia per i private banker con la missione di potenziare le competenze dei professioni sui temi fiscali e sugli aspetti societari

  • In futuro saranno sarà sempre più importante riuscire a portare a bordo clienti che non sono ancora serviti dal private banking

L’instabilità finanziaria degli ultimi mesi sta portando non poche preoccupazioni ai paperoni italiani. Secondo Banca Aletti, i clienti private preferiscono gli asset allocation con profili di rischi bassi

L’instabilità finanziaria degli ultimi mesi sta spingendo il cliente private a privilegiare gli asset allocation con profili di rischio più contenuti. In questo contesto, – dichiara Alessandro Varaldo, amministratore delegato di Banca Aletti, Gruppo Banco BPM- si esprime il vero valore del servizio di consulenza evoluta. Il ruolo del private banker – continua Varaldo– è cruciale nel supportare il nostro cliente che può contare su una gestione professionale del proprio portafoglio in grado di determinare il mix ottimale di mercati e strategie e assicurare il miglior profilo di rischio/rendimento dell’investimento.

Obiettivi per il 2019

“Dobbiamo continuare a fare bene il nostro lavoro di consulenti al servizio dei clienti private – sottolinea Varaldo-. Da un lato, infatti, siamo forti di un track record consolidato e di un’ottima reputazione nella protezione del patrimonio dei clienti anche nelle fasi più turbolente dei mercati, dall’altro, è costante la ricerca di nuove forme di investimento e di risparmio per potenziare la gamma dell’offerta finanziaria”. Sul fronte non finanziario, Aletti sta rafforzando la consulenza specialistica in materia di tutela e trasmissione del patrimonio familiare e aziendale, di private insurance, di arte e real estate (italiano ed estero), con un team dedicato ai servizi tipici dei family office. Inoltre, nel 2019 Aletti darà il via ad un’Accademia per i private banker la cui mission sarà quella di potenziare le competenze dei professionisti sulle tematiche fiscali e successorie, sugli aspetti societari, sulla finanza comportamentale e sulle forme di investimento legate all’economia reale e sociale.

Questa attenzione per i private banker la si può percepire anche nelle modalità di crescita delle banca. “L’attività di reclutamento è importante – sottolinea Varaldo– ma ritengo debba essere mirata e finalizzata non tanto alla ricerca di masse, quanto piuttosto a quella di professionisti che possano far evolvere la qualità del servizio offerto dalla Banca. Negli ultimi anni la nostra Banca ha privilegiato la valorizzazione dei talenti interni, un’attività di sviluppo del capitale umano che prevede grandi investimenti nel breve termine, ma è in grado di produrre risultati importanti nel lungo periodo”.

I leader del futuro

Varaldo non esclude la possibilità di mettere in campo operazioni di carattere straordinario che prevedano acquisizione di nuove società o reti di professionisti da parte della nostra Banca. Tuttavia – sottolinea l’AD- ritengo che nei prossimi anni la competizione dovrà giocarsi sulle quote di mercato di clientela ancora non servita dal private banking.
I leader del mercato saranno dunque tutti quegli operatori in grado di raggiungere le famiglie con patrimoni importanti che al momento sono ancora appannaggio di banche retail. “La vera sfida da cogliere nel prossimo futuro sarà: essere in grado di dimostrare ai clienti “non serviti” il valore aggiunto della consulenza evoluta contribuendo allo stesso tempo alla crescita dell’industria del private banking.

Alessandro Varaldo, amministratore delegato di Banca Aletti, Gruppo Banco BPM

Giorgia Pacione Di Bello
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