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Unicredit, più wealth management nel nuovo piano industriale

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Livia Caivano
Livia Caivano

03 Dicembre 2019
Tempo di lettura: 3 min
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  • Quattro i pilastri di crescita di Team23: il primo è l’aumento e il rafforzamento della base clienti

  • Il secondo riguarda la trasformazione e la massimizzazione della produttività

  • Ci sarà poi un focus sulla gestione del rischio

  • Quarto pilastro, gestione del capitale e del bilancio

Unicredit approva e presenta il nuovo piano strategico per i prossimi tre anni, Team23. Obiettivo per il 2023, utile a 5 miliardi e crescita dei ricavi dello 0,8% all’anno. Per farlo, sarà necessario chiudere oltre 500 filiali e ridurre il personale di 8mila unità. Nessuna operazione di M&A in vista

Approvato e presentato la mattina del 3 dicembre a Londra, il piano industriale di Unicredit per il triennio 2020 – 2023 punta a realizzare un utile ricorrente di 4,3 miliardi il primo anno e di 5 miliardi nell’ultimo. Le previsioni di crescita del Team23 – questo il nome del piano industriale – sono in media dello 0,8% l’anno, per arrivare a un totale di 19,3 miliardi per il 2023. Per raggiungere questi risultati sarà necessario diminuire i costi dello 0,2% l’anno: UniCredit prevede di tagliare le spese in Europa occidentale di circa un miliardo, grazie a una riduzione del personale di 8mila unità (il 12% del totale nell’area) e la chiusura di 500 filiali (17% dell’Europa occidentale). Serviranno 1,4 miliardi di euro per la cassa integrazione degli esuberi, di cui solo 1,1 miliardi destinati all’Italia.

“Abbiamo portato a termine con successo Transform2019 superando i target chiave e ponendo solide basi per il piano strategico 2020-2023 – ha commentato l’ad Jean Pierre Mustier – Ciò dimostra che sappiamo come raggiungere gli obiettivi in ogni contesto macroeconomico. Team 23 è incentrato sulla massimizzazione della creazione di valore per gli stakeholder, inclusa una rinnovata attenzione alla soddisfazione del cliente grazie a processi semplificati e a prodotti innovativi, nonchè a un maggiore ritorno agli azionisti”. Le previsioni parlano infatti di una crescita dell’utile netto per azione del 12% l’anno nel periodo 2018-2023.

Wealth Management

Mentre il piano Transform2019 era incentrato sulla ricerca di una maggiore efficienza del Gruppo e sul de-risking del bilancio, il nuovo piano strategico si pone come priorità quella di far crescere e rafforzare la clientela paneuropea, ampliando e approfondendo le relazioni con i clienti. Per farlo, l’intenzione è di offrire l’intera gamma di prodotti della divisione Corporate&Investment Banking (Cib) a tutti i clienti della rete comprese le pmi, le aziende, il private banking, il wealth management e le istituzioni finanziarie. La stima è che i ricavi da clienti della divisione Cib saliranno 3% dal 2018 al 2023. In progetto l’evoluzione del modello di servizio più verso il wealth management che il mass market.

M&A

E riguardo alle possibili operazioni di M&A l’ad Mustier ha rimarcato quanto già dichiarato in passato: saranno possibili solo piccole operazioni. “Preferiamo i riacquisti di azioni alle fusioni e acquisizioni, e potranno essere valutate solo piccole acquisizioni aggiuntive – ha chiarito nel corso della call con i giornalisti – In breve: nessuna acquisizione e questo è quanto”. Il Gruppo prevede comunque un’evoluzione della struttura del gruppo grazie anche al progetto di una subholding italiana e non quotata per riunire le principali controllate estere. La nuova holding dovrebbe riunire quindi tutte le controllate estere fatta eccezione per Irlanda e Lussemburgo.

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