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Piazza Affari in rosso, pesano titoli banche per truffa diamanti

Piazza Affari in rosso, pesano titoli banche per truffa diamanti

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Francesca Conti
Francesca Conti

20 Febbraio 2019
Tempo di lettura: 2 min
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  • L’inchiesta si riferisce a fatti che vanno dal 2012 al 2016, quando le società Idb e Dpi avevano iniziato un’attività di vendita di diamanti attraverso alcune banche

  • I finanzieri di Milano avrebbero proceduto per truffa aggravata con sequestro diretto per 149 milioni in capo a Idb, 165 a Dpi, 83 a Banco Bpm, 32 a Unicredit, 11 a Intesa Sanpaolo e 35 a Mps

  • Le persone truffate sarebbero decine di migliaia e tra loro ci sono anche alcuni personaggi famosi, come il cantante Vasco Rossi o la showgirl Federica Panicucci

Borsa di Milano in calo, trainata al ribasso dai titoli bancari. A pesare sull’andamento, l’inchiesta per truffa e autoriciclaggio che vedrebbe coinvolti numerosi istituti di credito. La Gdf ha proceduto il 19 febbraio con un sequestro di oltre 700 milioni

Giornata pesante per Piazza Affari, trainata al ribasso dal calo dei titoli bancari. In mattinata Banco Bpm si è attestata in territorio negativo, segnando un ribasso di circa il 2,5%, così come Unicredit (-1,21%), Bper Banca (-1,54%), Ubi Banca (-1%), Intesa Sanpaolo (-0,5%) e Mps (-0,65%). A pesare sui titoli, gli aggiornamenti relativi all’inchiesta per truffa e autoriciclaggio che vedrebbe coinvolti anche alcuni istituti di credito. Secondo quanto riportato da diversi media, nel tardo pomeriggio del 19 gennaio Nucleo milanese di Polizia economica e finanziaria della Gdf avrebbe proceduto con un sequestro di oltre 700 milioni di euro. I destinatari principali sono la fallita Intermarket Diamond Business (Idb) e la Diamond Private Investment (Dpi), ma nelle indagini sono coinvolte anche Banco Bpm, Banca Aletti, Unicredit, Intesa Sanpaolo e Montepaschi, oltre che una settantina di persone fisiche.

Gli istituti avrebbero favorito l’operatività del business dei diamanti e i reati ipotizzati sono appunto quelli di truffa aggravata e autoriciclaggio. Nel dettaglio, i finanzieri di Milano avrebbero proceduto per truffa aggravata con sequestro diretto per 149 milioni in capo alla Idb, 165 alla Dpi, 83 milioni al Banco Bpm – Banca Aletti, 32 milioni a Unicredit, 11 milioni a Banca Intesa Sanpaolo e 35 milioni a Mps. Quanto all’ipotizzato reato di riciclaggio vi sarebbero stati sequestri per equivalente per 180 milioni ancora per Idb e 88 per Dpi. L’inchiesta si riferisce a fatti che vanno dal 2012 al 2016, quando le società Idb e Dpi avevano iniziato un’attività di vendita di diamanti attraverso alcune banche, presentandoli come ‘beni rifugio’, investimenti sicuri e non soggetti speculazioni e oscillazioni di mercato.

Il prezzo dei beni, secondo la procura, sarebbe stato gonfiato e le banche avrebbero agito da intermediare promuovendo quegli stessi investimenti ai loro correntisti. Gli accordi prevedevano formalmente che le banche mettessero a disposizione nelle loro filiali il materiale pubblicitario delle due società. Secondo quanto riferito dai media, per la procura i consulenti finanziari avrebbero invece avuto un ruolo attivo nel proporre gli investimenti presentandoli in modo “parziale, ingannevole e fuorviante”. Le persone truffate sarebbero decine di migliaia e tra loro ci sono anche alcuni personaggi famosi, come il cantante Vasco Rossi o la showgirl Federica Panicucci.

Immediata la reazione delle associazioni dei consumatori. “Le banche e le società coinvolte nella truffa dei diamanti dovranno rimborsare fino all’ultimo centesimo i cittadini che avevano investito i propri soldi nell’acquisto delle pietre preziose”, scrive il Codacons, che scende in campo a tutela degli investitori coinvolti. “Tutti coloro che hanno investito i propri risparmi nell’acquisto dei diamanti oggetto di inchiesta da parte della Procura di Milano devono avere indietro quanto pagato”, afferma l’associazione. Soddisfazione per l’operazione della procura da parte della  Federconsumatori. Lo scorso novembre il Tar del Lazio aveva confermato le sanzioni comminate a ottobre 2017 dall’Antitrust nei confronti di banche e intermediari coinvolti dall’inchiesta. Sarebbe già in corso il rimborso degli investitori truffati da parte di Unicredit, Intesa e – secondo fonti vicine alla situazione – Mps. A quanto risuta a Equita, Banco Bpm ha già accantonato circa 150 milioni nel 4 trimestre per risarcimenti ai clienti coinvolti nella vicenda.

Francesca Conti
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